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Elevation, di Stephen King. Sperling & Kupfer, € 15, pp.
194 |
Castle
Rock, Maine, non è nuova alle stranezze. La sparuta
popolazione comprende infatti bottegai mefistofelici, scrittori
affetti da personalità multiple, cani rabbiosi e bambini irrequieti
che, a passeggio sulle rotaie, un'estate si imbattono in un
misterioso cadavere. Ne abbiamo avuto un assaggio anche nell'omonima
serie televisiva prodotta da Hulu, ancora in attesa di distribuzione in Italia, e proprio lo scorso anno abbiamo fatto tappa
presso le contraddizioni del New England con La scatola di bottoni di Gwendy. Se il paranormale è di casa, non può dirsi lo stesso
del progresso. Tre quarti della repubblicana e immaginaria Castle
Rock, alle scorse elezioni, avrebbe votato Trump e in mancanza
di mostri e diavoli, a un passo dal giorno del Ringraziamento, stavolta i
cittadini mormorano a mezzavoce dell'ultima novità giunta
in paese. Una sfacciata coppia omosessuale con la fede all'anulare,
un'attività in centro e quasi l'intera comunità contro. Ci racconta
dell'arrivo delle donne Scott, web designer di quarantadue anni, che lavora
dal salotto di casa sua per una catena di grandi magazzini e, fresco
di divorzio, si gode del cibo di consolazione e le fusa
dell'irresistibile gatto Bill. È un informatico di mezza età, ma
figuratevelo più come un boscaiolo di buona forchetta: centodieci
chili, un morbido salvagente di ciccia attorno ai fianchi, un
omaccione discretamente in salute ma non senza affanni. Finché la
bilancia elettronica non inizia a mandargli inspiegabili avvisaglie:
sta perdendo mezzo chilo al giorno. Ha forse un male incurabile?
L'ipotesi è da escludere, perché il suo corpo si alleggerisce
mentre la massa resta immutata. La forza di gravità ha perso il
controllo su di lui.
Il
tempo è invisibile. A differenza del peso.
Ah,
forse anche questo non era vero. Il peso lo potevi sentire, certo –
quando avevi troppi chili addosso, era come se fossi arrancoso
– ma in fondo non era, proprio come il tempo, solamente un
costrutto umano? Le lancette dell'orologio, i numeri sulla bilancia
non erano solo dei modi per tentare di misurare forze invisibili che
sortivano effetti visibili? Un debole sforzo per ingabbiare una
realtà più grande, che andava oltre ciò che gli umani
consideravano realtà?
Aiutato
dall'amico Bob, medico in pensione, sceglie di tenersi quella
stranezza per sé e di dare il via a un implacabile giorno alla
rovescia da attendere fra curiosità e paura. Cosa comporterà
l'arrivo del fatidico Giorno Zero? Scott si gode la
situazione nella totale inconsapevolezza: può correre, spiccare
balzi altissimi, ballare Stevie Wonder in cucina e, soprattutto,
tendere un ramoscello d'ulivo a quelle vicine che fanno sparlare.
Deirdre e Missy, passate dall'agonismo della maratona di New York ai dodici chilometri scarsi di quella indetta a Castle Rock per beneficenza, hanno due boxer che fanno puntualmente i bisogni nel giardino del protagonista e l'Holy Frijole, un ristorante vegetariano sabotato dai concittadini ma apprezzato dai turisti. Con la stagione estiva finita da un pezzo, come far quadrare i conti? Neanche i bambini, messi in allerta da genitori bigotti, passano da loro per chiedere dolcetto o scherzetto: come se lesbica e strega fossero sinonimi, in alcuni angoli ciechi a corto di buona educazione.
Quando ogni argomento è polemica, tutti hanno un'opinione per tutto, l'esistenza si scopre tanto vana quanto vanitosa, Stephen King preferisce eccezionalmente rispondere non a tono bensì con una storia come Elevation. Una miracolosa fiaba laica con i piedi ben piantati nell'attualità, le classiche strizzate d'occhio ai suoi mondi confinanti – la band scolastica si chiama, ad esempio, Pennywise and the clowns – e i segreti di una vita lunga, tollerante, straordinariamente produttiva.
Deirdre e Missy, passate dall'agonismo della maratona di New York ai dodici chilometri scarsi di quella indetta a Castle Rock per beneficenza, hanno due boxer che fanno puntualmente i bisogni nel giardino del protagonista e l'Holy Frijole, un ristorante vegetariano sabotato dai concittadini ma apprezzato dai turisti. Con la stagione estiva finita da un pezzo, come far quadrare i conti? Neanche i bambini, messi in allerta da genitori bigotti, passano da loro per chiedere dolcetto o scherzetto: come se lesbica e strega fossero sinonimi, in alcuni angoli ciechi a corto di buona educazione.
Quando ogni argomento è polemica, tutti hanno un'opinione per tutto, l'esistenza si scopre tanto vana quanto vanitosa, Stephen King preferisce eccezionalmente rispondere non a tono bensì con una storia come Elevation. Una miracolosa fiaba laica con i piedi ben piantati nell'attualità, le classiche strizzate d'occhio ai suoi mondi confinanti – la band scolastica si chiama, ad esempio, Pennywise and the clowns – e i segreti di una vita lunga, tollerante, straordinariamente produttiva.
Tutti
dovrebbero poter vivere un'esperienza come questa, pensò, e forse,
quando arriva la fine, era proprio ciò che accadeva. Forse, al
momento di morire, tutti salgono verso l'alto.
Senza
il bisogno di pagine in eccesso, ma con troppa melassa qui e lì, il Re del brivido mette da parte l'orrore a cui ci ha
abituato e con lo stile di sempre, con la puntualità di sempre, firma un
racconto dolce e metaforico che invita a vivere con levità. Con
gentilezza. Certo che sì, ci ha abituato a meglio e a peggio negli
anni, eppure c'è una certa urgenza nelle parole di Elevation,
un desiderio di ascesi e di candore che tocca il cuore, nonostante la
morale retorica da buontempone sia spesso in agguato. Aggiungono valore,
tuttavia, la sua maturità artistica e anagrafica; la saggezza di un
instancabile settantenne che non smette di imparare lezioni
importanti. Il suo protagonista è sano oppure malato? Sta per
morire, o finalmente per vivere? Staffe e zavorre lo tengono a terra,
ma di staffe e zavorre deve liberarsi. Per volare, così, sopra le
asperità e i livori, godendosi le conseguenze benefiche del porgere
l'altra guancia, i rapporti di buon vicinato e la compagnia degli
amici a quattro zampe. La morale è che dovremmo lasciarci andare,
librarci come fossimo Mary Poppins o la casa fluttuante del
cartone Up, pur di osservare la società da una diversa
prospettiva. Complice lo spettacolo dei fuochi d'artificio fuori
stagione, dall'alto niente è abbastanza grande da non poter essere
aggiustato. Piccolo nel formato, affatto nelle intenzioni, Elevation
è un bignami sull'insostenibile
leggerezza dell'essere Stephen King.
Il
mio voto: ★★★½
Il
mio consiglio musicale: Elton John – Rocket Man



