lunedì 11 agosto 2014

Qui pro cover #8


Ciao a tutti, amici, e un grande benvenuto a coloro che, da poco, si sono uniti alla nostra squadra. Avrete notato la mia assenza di questi giorni. L'ultimo post, escludendo il giveaway attualmente in corso, risale a una settimana fa. Sono alle prese con Dio di illusioni, al momento, e siccome è lungo e dettagliato, mi ci vuole più del solito per finirlo: in settimana ve ne parlo sicuramente. Oggi, per farmi vivo, vi propongo un nuovo appuntamento con Qui Pro Cover, dal momento che il tempo è poco e le cose da scrivere scarseggiano. Pronti? Pronti. Pensavate che le copertine belle fossero uniche nel loro genere? Illusi! Guardate un po' cosa è capitato a quelle di Warm Bodies, I bambini del crepuscolo, Cercando Alaska: "clonate". La candela che si spegne in primo piano, sulla copertina del capolavoro di John Green, disegna un filo di fumo preoccupantemente simile a quello in bella vista su Sentinel, dell'autrice di Obsidian. La bravissima Laurie Halse Anderson e l'autore dal nome impronunciabile del recente urban fantasy della Salani hanno in comune tutto: neve, piedi nudi e pantaloni neri, una spaccatura profonda nel ghiaccio. Nel primo caso vediamo l'acqua gorgogliare a sinistra, nel secondo a destra, ma il soggetto è quello e quella è la copertina, che non più unica rimane ugualmente bellissima. Isaac Marion, invece, è sotto i riflettori con James Frey: la Guanda prende spunto dalla copertina americana di Warm Bodies per poi piazzarci sopra un brutto font dei suoi. La raccolta di racconti di James Franco, invece, ha affinità con la copertina di Slam, di Nick Hornby. Vince Hornby, perché l'immagine del ragazzo che inciampa nel titolo, quasi, è bizzarra e divertente. E tutto quell'arancio dà la carica. Tra parentesi, ho visto Palo Alto, il film tratto da In stato di ebbrezza, la settimana scorsa: originale l'idea di raccontare la noia esistenziale... con altra noia. Ultimo, ma non ultima, il mio amato Marina del mio amato Zafòn, la cui veste grafica non italiana – bho, non so che edizione sia, né da dove provenga: perdonatemi – è la stessa che troviamo nell'economica del Giardino dei segreti. Dài, per oggi è tutto. Penso sia inutile ribadire che la rubrica nasce senza nessun intento polemico, ma ogni tanto meglio precisare, no? Io vi lascio. Brutta bestia era la sessione estiva, ma quella autunnale pure non scherza. E' in autunno, certo, ma l'esame sempre in estate devo preparamelo, fuck. Un abbraccio. M. 
(E scusate se le immagini appaiono come un blocco unico: colpa di Blogger ._.)

10 commenti:

  1. Il libro di Donna Tart vorrei leggerlo anch'io: di suo ho letto "Il piccolo amico" e l'ho decisamente apprezzato (anche se può risultare decisamente pesantuccio in alcuni punti! XD), però il suo capolavoro universalmente riconosciuto penso sia proprio "Dio di illusioni"! ^_____^

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    1. Eh, è pesantuccio anche questo. Mi piace, è scritto benissimo, ma è un po' prolisso. Il mistero perde fascino, con tutte le parole di troppo. La recensione sarà sicuramente positiva, però non è il romanzo che cambierà la mia vita, come molti mi hanno assicurato. E no. Ha vent'anni e sembra già vecchio.

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  2. In questo periodo stiamo andando un pò tutti a rilento con le letture. Cmq è davvero un mistero qsto delle copie clonate. Chissà se lo fanno apposta o se proprio non ci badano.

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    1. Ma bho. Se non ci fossero, avrei una rubrica in meno :P

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    2. Entrambe. Spesso si riutilizza un'immagine cavalcando l'onda del successo del primo utilizzo, ma altrettanto spesso nessuno se ne rende conto fino la messa in stampa. Oppure, se l'utilizzazione è avvenuta in un altro Paese, semplicemente non importa.

      Spesso le cover son comunque apprezzabili, ma sinceramente quella che viene utilizzata per "Il giardino dei segreti" proprio non la vedo adatta al libro in questione.
      Mi piace molto invece quella de "I bambini del crepuscolo". Il font m'intriga molto di più di quello della sua gemella.

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    3. Concordo, Giordana.
      :)

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  3. Quelle del giardino segreto e di Marina sono identiche, però mi piacciono ;)

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    1. Io per Marina la trovo poco adatta, l'altro non l'ho letto. Ma, a parte quella di Green, tutte sono proprio identiche :P

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  4. Incredibile quante ne saltano fuori ogni volta :O

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