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venerdì 22 novembre 2013

Recensione: The Returned, di Jason Mott

Ciao a tutti, amici. E' già venerdì! Questo weekend, ho deciso di non tornare a casa: studio (si spera!), film (ovvio!), freddo (purtroppo!). Questa mattina, subito dopo la colazione, mi sono messo all'opera: ho finito il romanzo che avevo in lettura e, immediatamente, ho deciso di parlarvene. Non è un romanzo da consigliare a tutti, ma io sono tra quelle persone che l'hanno apprezzato così com'è: incompleto, un tantino lento, frettoloso, ma emozionante. Decisamente. Ringraziando la casa editrice, vi auguro una buona lettura e uno splendido weekend. Un bacione, M.
Jacob rappresentava la sconfitta del tempo. Era il tempo fuori sincronia, un tempo più perfetto di quanto non fosse mai stato. Era la vita come avrebbe dovuto essere. Questo erano tutti i Redivivi.

Titolo: The Returned
Autore: Jason Mott
Editore: Harlequin Mondadori
Prezzo: € 16,00
Numero di pagine: 336
Sinossi: Per Harold e Lucilie Hargrave la vita è stata felice e amara allo stesso tempo, da quando hanno perso il figlio Jacob il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. In tutti questi anni, si sono adattati a una vita tranquilla, senza di lui, lasciando che il tempo alleviasse il dolore... Finché un giorno Jacob, il loro dolce, prezioso bambino, misteriosamente, ricompare alla loro porta, in carne e ossa. E ha ancora otto anni. Qualcosa di strano sta succedendo... i morti stanno tornando dall'aldilà. Mentre il caos rischia di travolgere il mondo intero, la famiglia Hargrave di nuovo riunita si ritrova al centro di una comunità sull'orlo del collasso, costretta a fare i conti con una realtà nuova quanto misteriosa e con un conflitto che minaccia di sovvertire il significato stesso di genere umano.
                                   La recensione
Alcune persone chiudono le porte del loro cuore quando perdono qualcuno. Altre tengono porte e finestre aperte, lasciando che i ricordi e l'amore vi passino liberamente. E forse era così che doveva succedere. Stava succedendo lo stesso in tutto il mondo.” The Returned racconta la storia di uno, due... mille ritorni. Ritorni di aspiranti Ulisse che, in cerca della strada per arrivare dalle loro amate e personali Penelope, hanno attraversato mari, cieli, pericoli: l'intero aldilà. Sono ritornati dal regno dei morti con ricordi nebbiosi, corpi perfettamente intatti, menti lucide nelle quali, scolpita indelebilmente, c'era l'immagine della loro casa perduta. Il romanzo di esordio di Jason Mott è il post Warm Bodies, il post Pet Sematary: una toccante, dolorosa, originale e romantica testimonianza post mortem. Mostra, sin dall'accattivante incipit, un mondo improvvisamente sovrappopolato, in cui i morti – abbandonati i loro vecchi e polverosi giacigli – camminano insieme a noi. Al nostro fianco. Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra: così recitava la frase promozionale dell'horror ormai cult diretto dal leggendario George A. Romero. Lui, in quella celebre pellicola del 1978, parlava di zombi; parlava di sangue, morte, malvagità. Di creature sputate dalla gola rovente e catramosa dell'inferno. La cosa sorprendente di The Returned è il sapere scavalcare abilmente il cliché per eccellenza, pur partendo da punti di partenza piuttosto simili, nelle linee generali. Inizialmente, pieno di entusiasmo, avevo avuto l'impressione che il romanzo di Mott fosse una sceneggiatura perfetta per un film perfetto. Era, almeno nella prima parte, uno di quei libri che non riesci a poggiare sul comodino senza aver prima conosciuto la fine della storia. Pieno di inquietudine, rabbia sommessa, sussurri e bisbigli che, alla resa dei conti, dicono cosa, esattamente? Parole d'amore. Nessuna paura, nessun timore. Ma c'è il pericolo costante, c'è la violenza dell'uomo, c'è il dubbio, onnipresente come un chiodo fisso. La storia si apre con il risveglio di Jacob, otto anni. Confuso e disorientato, si sveglia in un posto che non conosce, tra genti che parlano lingue esotiche e misteriose, accanto a un fiume molto simile a quello che vide, cinquant'anni addietro, prima di chiudere per l'ultima volta gli occhi. Durante il suo lungo sonno ininterrotto, tante cose sono cambiate: Jacob sa che non bisogna più aver paura del colore della pelle dell'omaccione gentile che lo sta per riportare a casa; sa che i Redivivi affollano il mondo, sfidando ogni equilibrio naturale; sa che i suoi genitori temono e sognano di riabbracciarlo ancora, dopo mezzo secolo di lontananza. Harold e Lucille Hargrave, però, non sono più la coppia giovane e briosa di una volta: sono vecchi, stanchi di vivere e di litigare tra loro, spossati e dilaniati dentro dal più grande dei lutti.
Loro, insieme a comprimari particolarmente riusciti, sono personaggi assolutamente meravigliosi, con il loro fare burbero, la falsa saggezza portata dalla vecchiaia, gli occhi opachi per la miopia e le inevitabili lacrime. Mettono in dubbio tanto, tutto, a quasi settant'anni: scoprono, infatti, una grande verità. Dio, se c'è, non ha tutte le risposte.
Sono figure composte da piccoli tasselli, e che vivono di piccole cose. E le piccole cose, come direbbe l'anziana e accorta protagonista, sono importantissime. Vivono ad Arcadia, una città in cui tutti si conoscono e in cui tutti, alla lontana, sono imparentati tra di loro; un posto lontano dal mondo, ma non dai meccanismi di uno strano e contorto cambiamento epocale. Vicini alle Sacre Scritture e ai sermoni domenicali, tutti, o quasi, reputano i Redivivi creature del male: Arcadia – insieme al resto del mondo – sta vivendo, infatti, una tragica storia da Antico Testamento. Lazzaro e i suoi figli mai nati sono usciti dal loro sepolcro. Eppure, nonostante la diffidenza, tutti hanno qualcuno da aspettare: aggiungono un posto in più a tavola, tirano la casa a lucido, spolverano il vecchio pianoforte del nonno di turno o il quadro di mamma e papà. La vecchia Lucille ha avuto una vita monotona e tormentata, passata ad addormentarsi in poltrona e a svegliarsi in un ricordo felice di un passato felice, insieme a un bambino brillante e vivace che – con i suoi fortini fatti di giocattoli – da grande sarebbe sicuramente diventato un onesto e ricco architetto. Insieme ai sogni, ci sono anche gli incubi, però: un'altalena vuota che il vento fa cigolare, un nascondiglio da cui non esce più nessun bambino sorridente, un fiume troppo profondo per un bagno benedetto dal sole del 15 Agosto. Il suo, il loro Jacob ritorna, e il suo ritorno è, a tratti, sinistro. A seguirlo, però, non è il tanfo della morte e i suoi occhi dolcissimi non sono destinati a decomporsi barbaramente da un secondo all'altro. E' bello, felice ed è vivo come lo era cinquant'anni prima; non inquietante, solo immensamente tenero e delicato. 
Lo sa sua madre, lo sa suo padre: un uomo duro, cinico e diffidente, che gira sempre con una croce tutta rovinata in tasca, ma che non può dimenticare il naturale, puro amore per il sangue del suo sangue. Imparerà a volere bene ancora – a una moglie splendida e splendidamente irritante e ad un dolce bambino non morto – durante una forzata prigionia nella vecchia scuola elementare di Arcadia: il luogo in cui gente ignorante e divorata dai pregiudizi ha chiuso crudelemente coloro che sono tornati in vita. Un triste e sporco campo di concentramento, alimentato da commoventi storie e ricordi sbiaditi che, forti, si levano al di là del filo spinato e oltre le armi dei soldati. Onirico, intenso, appassionato e credibile, The Returned è un romanzo strano e sfuggente, che si avvale di uno stile maturo e fluido – ho pensato a Stephen King e al Carsten Stroud di Niceville: pensate un po' - e di una sicurezza unica nell'ambito del crossover. Raffinatissimo. Intimista, complicato e sfuggente, lentamente imbocca una nuova strada – meno entusiasmante, o forse solo meno commerciale – e, sempre lentamente, ti imbriglia nelle sue domande senza risposta apparente, nella sua prosa d'altri tempi, nei suoi sentimenti viscerali che ti strizzano tutto quanto come una spugna. Lascia domande, non dà risposte. Eppure domande senza risposta non lo saranno mai per davvero: tocca a noi cercarle. Svegliarci, alzarci sulle nostre gambe e trovare tutte le infinite, sfuggenti e mutevoli risposte possibili. Lascia con sentimenti poco chiari, vero. Ma con una sensazione, allo stesso tempo, che, insieme ai brividi, striscia sulla nostra pelle: sulla nostra scorza dura di genitori, figli, lettori, esseri umani. All'inizio mi piaceva moltissimo, poi mi ha deluso, prendendo una strada tutta sua. Però ho capito che era quella la strada giusta, anche se lungo il percorso non ho trovato scritte – su un segnale stradale o su una corteccia d'albero – le risposte che sempre vado cercando. La ABC, immediatamente, si è ispirata al materiale di Jason Mott per un serial televisivo, dal titolo Resurrection. Il trailer (qui) mostra sequenze identiche, perfette. Ma i sentimenti? Non si sfilacceranno come un gomitolo di lana rossa, tra un episodio e l'altro? Tutta la verità è scritta nelle ultimissime pagine, nella toccante nota dell'autore: The Returned è un libro sul perdono: un libro per perdonarsi, per pareggiare i conti in sospeso; scritto più per sé stessi che per gli altri. Lo vedo fuori posto. Nella collana Harlequin, in TV, sullo scaffale dedicato al paranormal. E' un qualcosa di estremamente personale, ma sono felice come un bambino: l'autore è stato così generoso, infatti, da voler condividere questa sua visione ad occhi aperti con noi. Già la copertina, con quel bambino biondo a testa in giù, doveva farmi pensare a un altro libro altrettanto strano, altrettanto “fuori”: L'età dei miracoli. Dove la fantascienza diventava un'ottima scusa – la migliore - per parlare esclusivamente di noi stessi.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Asaf Avidan – Reckoning Song (One Day)

domenica 10 febbraio 2013

Mr. Ciak #3: Warm Bodies (Recensione)

Buona domenica a tutti! Per questo nuova appuntamento con il cinema e con Mr. Ciak, vi propongo la recensione di un film di cui vi ho parlato e riparlato fino allo sfinimento. Finalmente l'ho visto e finalmente posso discuterne con voi. Sto parlando di Warm Bodies, tratto dall'omonimo romanzo di Isaac Marion (qui). Scoprite di persona, e insieme a me, i motivi che l'hanno reso il re del botteghino di questo weekend. In settimana, o oggi stesso, una capatina al cinema è d'obbligo!  Un abbraccio, M ;) 

 
 
Sono diversi i film che, per questo nuovo anno, attendevo con curiosità e ansia.
Warm Bodies, approdato nei cinema il 7 Febbraio, era uno dei tanti e, nonostante la trama dolcissima, provavo più ansia che curiosità aspettandone l'uscita. Il trailer mi sembrava perfetto, ma i primi poster promozionali e gli slogan, che lo annunciavano chiassosamente come l'erede dell'ultima ora di Twilight, mi preoccupavano. E non poco! Con la Summit a produrre e la storia di un amore strambissimo a fare da cuore centrale alle vicende, il confronto ci stava tutto, non lo nego. Ma coloro che, come me, avevano letto e adorato la romantica e spaventosa avventura di R e Julie non potevano non sbuffare davanti ai forzati paragoni con una delle saghe più modaiole e fortunate degli ultimi tempi. Il romanzo di Isaac Marion era altro. Dissacrante, pazzo, inaspettato, poetico, brutale. Decisamente altro. Per fortuna l'attesa è stata meno estenuante e lunga del previsto. Grazie alla tempestività della Key Film, a solo una settimana di distanza dagli amici americani, abbiamo potuto assistere anche noi al Warm Bodies secondo Hollywood e Jonathan Levine. E, soddisfatti, abbiamo potuto vedere che le differenze non erano tante come avevamo immaginato. Il film, infatti, è riuscito a riesumare lo spirito dell'omonimo romanzo e a lasciarlo rispettosamente integro, intatto. Questo è stato possibile, in primis, grazie al fresco talento del regista, che dopo il tragicomico 50/50 e il sorprendente All the boys love Mandy Lane, ha saputo, attraverso la macchina da presa, far suo l'atteggiamento stravagante, eccentrico e inconfondibile di Marion. 
Le sue lodevoli intenzioni si capiscono sin dall'inizio, quando sullo schermo passano le immagini dell'inusuale covo di R ed il tutto viene accompagnato da ricamati (e insanguinati!) titoli di testa e da una colonna sonora per veri intenditori. Mentre il rapporto tra il protagonista e la sua putrescente combriccola, sebbene delineato con splendidi tocchi di umorismo, venga posto leggermente in secondo piano, l'amore tra Julie e R è affrescato con delicatezza, semplicità, tenerezza e simpatia. In questi casi, l'alchimia è tutto ed il rapporto tra Nicholas Hoult e Teresa Palmer ha un che di magico, infantile, innocente. Lei (L'apprendista stregone) ha i capelli biondi da principessa, i modi garbati da ragazza della porta accanto, un fucile carico e un arsenale di munizioni in grado di mettere in ginocchio qualsiasi non-morto. Di farlo cascare ai propri piedi, stecchito o innamorato. Su di lui, invece, nutrivo qualche dubbio... sarà perché è più figo di un adolescente qualsiasi anche imbruttito, con i vestiti a brandelli e la faccia imbiancata da un pesante strato di cerone? Invece è un R perfetto. Stesse spallucce, stessi balbettamenti, stessi pensieri logorroici, stessi occhi vacui eppure vivissimi. Mi ha divertito, mi ha intenerito e mi ha ricordato quanto bravo e convincente sia: bambino prodigio in About a boy, stronzetto viziato in Skins, studente infatuato nel patinato A single man e, ora, zombie ribelle a capo di un'innovativa rivoluzione dei sentimenti: un po' Tarzan, un po' “Bestia”, un po' Romeo (e con tanto di scena del balcone!). 
Piacevole il cameo di John Malkovich – grande attore, ma alle prese con un piccolo ruolo – e divertentissimi ed adorabili Analeigh Tipton (Nora) e Rob Corddy (M), in grado di spiccare brillantemente tra manipoli di Ossuti, inseguimenti e chiacchiere spassose e cameratesche. Notevole anche la fotografia che, al servizio della trama, in un processo invertito, passa dai grigi opachi dell'inizio ai caldi ed avvolgenti tramonti della fine. Dalla vita alla morte. In un'eventuale sfida con il libro, Warm Bodies uscirebbe, dunque, a testa alta. Forse sconfitto, ma nella maniera più dignitosa possibile. Non ci sono quella violenza latente, quelle sottili e criptiche chiavi di lettura, quel gusto macabro e nero. La morale giunge meno diretta, l'inno al cambiamento è un tantino meno fragoroso. Non sarà certamente la trasposizione cinematografica migliore di sempre, vero, ma che importa? E' pulito, gentile, semplice, affabile... nebbioso e speranzoso. Per un'ora e mezza, fa stare bene. In armonia col mondo, con il proprio cuore ed, eventualmente, con il proprio partner. Spontaneo com'è, piacerà facilmente a tutti; anche se, un po' di violenza in più, per questa volta, avrebbe nel complesso giovato, dando al film – già perfetta commedia romantica – atmosfere degne degli horror che il romanzo omaggia. I ragazzi si troveranno davanti a una storia più movimentata e dark di quella dei consueti film del genere; le ragazze potranno sognare un po' in compagnia di un amore che cambia nel fisico e nella persona. Letteralmente e permanentemente. Consigliato, anche per un San Valentino alternativo!  
Il mio voto: 

martedì 5 febbraio 2013

A San Valentino, stupiscimi con un romanzo. . . o mi trasferisco in libreria!

Ciao a tutti! Quest'oggi, una confusionaria folle carrellata di anteprime, per farvi conoscere quelle che sono le novità e le prossime uscite del mese più breve e ricco dell'anno. Con soli 28 giorni, questo Febbraio diventa, infatti, il mese più desiderato e temuto da ogni lettore. Già, sarebbe davvero d'obbligo mettere le tende in libreria: non vedo altra scelta. L'unica cosa positiva? A San Valentino, fatevi regalare dalla vostra anima gemella qualcuno di questi titoli - che, inevitabilmente, finiranno sulla vostra wishlist. O, se come me ne siete sprovvisti (di soldi e anime gemelle, dico!), proponete alle vostre nonnine/zie di farvi trovare anche un bel libro accanto a un gustoso ed irresistibile piatto di chiacchiere carnevalesche! Ci sono attesissime novità, per ogni prezzo, gusto e formato: ritorni sognati notte e giorno (il prequel di Warm Bodies, firmato dal simpaticissimo Isaac Marion; la ristampa di Divergent, che ha una nuova copertina e un nuovo prezzo!); magiche e spaventose avventure nell'Europa vittoriana (La Tomba Proibita, Il sogno della bella addormentata... già li adoro!); il mistero “tricolore” del nuovo, enigmatico titolo della Giano (Nulla resta nell'ombra); il romanticismo dolce e sexy di una storia d'amore che sta impazzando ovunque, suscitando critiche e consensi (Uno splendido disastro) e, infine, le ammalianti storie che hanno ispirato due omonime serie TV (666 Park Avenue New York e Il canto del cielo - quest'ultimo, già in libreria da Novembre, è una mia recente riscoperta!).

Titolo: 666 Park Avenue New York
Autore: Gabriella Pierce
Editore: Newton Compton
Numero di pagine: 352
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 14 Febbraio 2013
Sinossi: La vita di Jane Boyle scorre serena: ha davanti a sé una brillante carriera come architetto d’interni a Parigi e il suo futuro sembra farsi ancora più roseo quando incontra Malcolm Doran, un ricco, affascinante americano appassionato d’arte. Fra i due ragazzi scoppia immediatamente la scintilla e poco dopo Malcolm chiede a Jane di sposarlo regalandole un incredibile solitario. Jane non ha bisogno di pensarci due volte: decide di lasciare il lavoro, le amiche e tutta la sua vita per seguirlo a New York. Ma la favola si trasforma in incubo non appena Jane arriva davanti alla residenza dei Doran, una delle più potenti famiglie di Manhattan, al 666 di Park Avenue. I Doran e la loro tetra dimora nascondono un terribile segreto… Ma ormai il matrimonio è fissato e non sembra ci sia modo di tornare indietro. In pochi giorni, tutte le certezze di Jane verranno stravolte, al pari delle sue convinzioni. Jane scoprirà, infatti, di avere degli speciali poteri che potrebbero essere la sua salvezza contro l’oscura minaccia che sta per abbattersi su di lei.

Titolo: La Tomba Proibita
Autore: Tim Powers
Editore: Newton Compton
Numero di pagine: 576
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 14 Febbraio 2013
Sinossi: Inverno 1862. Uno spirito malvagio si aggira per le fredde e cupe strade di Londra. È il fantasma vampiro di John Polidori, che un tempo fu lo zio della poetessa Christina Rossetti e del pittore Dante Gabriel. Proprio Christina, all’età di quattordici anni, ha attirato sulla famiglia la maledizione di Polidori. Una terribile tragedia che, però, ha avuto anche effetti positivi: da allora lo zio ha ispirato con i suoi poteri soprannaturali le opere dei due fratelli. Ma nel tempo il vampiro è diventato sempre più pericoloso: quando Polidori resuscita la moglie defunta di Dante – trasformandola in un raccapricciante vampiro – e minaccia degli innocenti e altri membri della famiglia, i Rossetti capiscono che è giunto il momento di eliminare il mostruoso parente e spezzare la maledizione, anche a costo di perdere per sempre il loro talento creativo. Christina e Dante si ritrovano così catapultati in una Londra sotterranea e soprannaturale di cui non sospettavano l’esistenza. Tuttavia, per entrambi, scegliere tra una vita mortale priva di ispirazione e l’empia immortalità offerta da Polidori potrebbe rivelarsi più difficile del previsto…

Titolo: Uno splendido Disastro
Autore: Jamie McGuire
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 400
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 28 Febbraio 2013
Sinossi: Camicetta immacolata e coda di cavallo. Abby Abernathy sembra la classica ragazza timida e studiosa. Ma in realtà è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University per il primo anno di università, ha tutta l’intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo.
Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una compagna diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. Dietro di sé ha una scia di adoratrici disposte a tutto per un suo bacio. C’è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato.
 Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli profondi di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Ma lei no, non ci cadrà come tutte, lei sa quello che deve fare, quel ragazzo porta solo guai. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover condividere lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un’inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all’anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto…

Titolo: Il canto del cielo
Autore: Sebastian Faulks
Editore: Beat
Numero di pagine: 496
Prezzo: € 13,90
Sinossi: Francia, 1910. Ad Amiens il giovane inglese Stephen Wraysford incontra Isabelle, una donna irreprensibile, rassegnata a tollerare un matrimonio infelice. Tra i due scoppia improvvisa una passione divorante, ma la loro storia d'amore non è destinata a durare e presto l'uomo ritorna in Inghilterra. Sette anni dopo Stephen è di nuovo in Francia e affronta gli orrori della Prima guerra mondiale. Durante questo periodo sposa la sorella di Isabelle, Jeanne, e ne adotta la figlia, senza sapere di esserne il padre. Sarà la nipote di Stephen, a Londra, nel 1978, a ripercorrere la storia della sua famiglia attraverso il diario del nonno, in cui troverà la risposta a molte sue domande e la forza per cominciare una nuova vita.

Titolo: Nulla resta nell'ombra
Autore: Claudia Vilshofer
Editore: Giano
Numero di pagine: 352
Data di pubblicazione: Marzo 2013
Prezzo: € 14,00
Sinossi: Sarah e Mark, una giovane coppia tedesca, sono in viaggio di nozze in Italia. Diretti a Viareggio, stanno attraversando su stradine deserte le campagne della val Bormida oppresse dal sole estivo, quando finisce la benzina della macchina e Mark parte con una tanica in cerca di un distributore. Non tornerà mai più. Dopo ore di preoccupata attesa sul ciglio della strada, Sarah si rivolge ai carabinieri. Passano giorni di ansia e disperazione, mentre le forze dell’ordine faticano a prendere il caso sul serio e trattano Sarah come una seccatrice. Quando poi scoprono che poco prima di partire Mark si era licenziato dallo studio fotografico in cui lavorava, insinuano addirittura che la scomparsa non sia altro che una fuga volontaria. Dopo qualche giorno di ricerche senza esiti, Sarah decide di rientrare in Germania. In patria però la polizia tedesca si limita ad alcune indagini di routine che sembrano corroborare la tesi della fuga. La fiducia di Sarah, sposata sull’onda dell’entusiasmo pochi mesi dopo aver conosciuto Mark, inizia a tentennare.
Non volendo, tuttavia, credere che lui l’abbia raggirata così smaccatamente, Sarah decide di intraprendere in proprio alcune ricerche sul passato del marito. Scopre allora che Mark non si era licenziato, ma lo avevano cacciato dallo studio in seguito alla comparsa di foto compromettenti. Che prima di partire per l’estero aveva ritirato tutti i contanti dal suo conto in banca. Infine, che tutta la sua vita era stata caratterizzata da ricorrenti cesure improvvise in cui cambiava città, lavoro e frequentazioni per ricominciare ogni volta da zero.
Sarah inizia a dubitare seriamente di Mark, e anche i genitori e gli amici cercano di convincerla a desistere dalle sue ricerche. Tuttavia, qualcosa nel suo cuore le dice che Mark non può averla abbandonata così. Decisa a trovare a tutti i costi il bandolo della matassa, a un anno di distanza torna in Piemonte. La verità, orribile, totalmente inaspettata verrà a galla, annunciata dapprima da indizi trascurati ‒ la scomparsa di altre persone nella zona ‒ e poi da drammatiche circostanze in cui la vita stessa di Sara è in pericolo. 

Titolo: Il sogno della Bella Addormentata
Autore: Luca Centi
Editore: Piemme Freeway
Numero di pagine: 252
Prezzo: € 16,50
Data di pubblicazione: 12 Febbraio 2013
Sinossi: Nella Londra di fine Ottocento, Talia si muove silenziosa come un gatto e scaltra come una volpe. È molto giovane e bella, il che è un indubbio vantaggio nell'esercizio della sua professione, la ladra. Talia però non ruba di tutto, si impossessa solo di quello che la porta più vicino alla soluzione del mistero che avvolge la sua vita. La scomparsa di suo padre. La risposta che troverà, però, fra nebbie e vapori, ingranaggi e corsetti, sarà una scoperta tanto sconvolgente quanto raccapricciante, nascosta gelosamente dentro una teca di cristallo.


 
Titolo: Divergent
Autore: Veronica Roth
Editore: De Agostini
Numero di pagine: 480
Prezzo: € 9,90
Sinossi: Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza... Età di lettura: da 12 anni.

Titolo: The New Hunger
Autore: Isaac Marion
Editore: Fazi
Numero di pagine: 140 (Ebook)
Data di pubblicazione: 7 Febbraio 2013
Prezzo: € 2,99
Sinossi: New York è ormai un’immensa palude. New Orleans una barriera corallina. Sull’intero paese, devastato da calamità naturali e privo di un governo centrale, incombe il terribile incubo degli zombie che si aggirano ovunque alla ricerca di sopravvissuti da divorare. Nora e suo fratello Addis, abbandonati dai loro genitori solo con qualche abito e un kit di pronto soccorso, vagano incessantemente da una città all’altra per sfuggire al pericolo di essere derubati o uccisi. Nel frattempo una ragazza di nome Julie è in viaggio con i suoi genitori alla ricerca di un luogo sicuro dove stabilirsi. Ha solo dodici anni, ma ha visto la sua scuola bruciare e i suoi amici morire. Ha visto suo padre diventare freddo e spietato quanto gli zombie. Tutto quello che realmente desidera è un posto da chiamare casa, anche se non lo sarà mai davvero. Intanto da qualche parte nelle vicinanze un uomo si risveglia nel bosco e non ricorda né chi è né dove si trova e perché. Mentre si aggira senza meta si sforza di rammentare dettagli della sua vita ma l’unica cosa che gli viene in mente è una consonante: R. Un nome che inizia con R. I personaggi portati in scena da Marion in The New Hunger, già presenti in Warm Bodies, risultano talmente autentici da spingere il lettore a parteggiare tanto per quelli che vogliono salvare il mondo quanto per chi prova semplicemente a sopravvivere.

sabato 26 gennaio 2013

Passion Bookmarks # 19: Da questo libro, presto un film!

Ciao a tutti, e buon sabato. E' tempo di grandi uscite cinematografiche. Ed è tempo di proporvi un nuovo appuntamento con una cara, vecchia rubrica di Mr. Ink. Sperando che riacquisti la puntualità ed il ritmo di un tempo, ritorna, almeno per oggi, Passion Bookmars... con una vera parata di star! I segnalibri che ho realizzato questa volta sono ispirati al mondo del cinema, che, dalla settimana scorsa, ha ufficialmente trovato uno spazio tutto suo da queste parti, grazie alle recensioni di Mr. Ciak.



 Le “striscette” pratiche e stampabili che vedete proprio qui sopra, nate da un'oretta spesa in compagnia del fedele Photoshop, sono plasmate sulle magnifiche locandine di Les Miserables (STUPENDO: non vedo l'ora di potere parlarne con voi *-*), L'ospite, La sedicesima luna, Warm Bodies e Anna Karenina (qui). Prossimamente sul grande schermo e su questo blog: le recensioni, infatti, non si lasceranno attendere! ;) A presto, M.

giovedì 10 gennaio 2013

Recensione: Warm Bodies, di Isaac Marion

Ciao a tutti, carissimi! Oggi, in occasione dell'uscita in libreria della nuova edizione, vi propongo la recensione del romanzo di esordio di Isaac Marion, ispiratore dell'omonimo film (per alcuni già un successo garantito!), che la Lucky Red porterà nei nostri cinema il 7 Febbraio. O meglio, sarebbe giusto dire ve la propongo nuovamente! Una versione più stringata della recensione comparì, infatti, sul blog quando aveva ancora poche settimane di vita; quindi, per farmi anche perdonare del fatto che la lettura di La sedicesima Luna (presto, sempre al cinema!) mi terrà occupato ancora per qualche giorno, vi ripresento il mio pensiero in un post rivisto e corretto. Vi dico solo una cosa: leggetelo. Nonostante le pubblicità ce lo vogliano forzatamente mostrare come il nuovo Twilight, è un libro che, una volta riposto, farà sembrerà il vostro mondo immediatamente più luminoso! L'amore è nell'aria… e ha il volto di uno zombie! 
Ps. Cosa ne pensate della grafica post - Natale? :) 

Titolo: Warm Bodies
Autore: Isaac Marion
Editore: Fazi “Lain”
Numero di pagine: 269
Prezzo: € 14,50
Sinossi: R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con...
                               La recensione 
Può un romanzo sugli zombie rivelarsi il più accorato ed emozionante inno alla vita? Può un “non morto” farsi portavoce di un importante messaggio di pace e speranza? Io, legato alla figura dello zombie nell'immaginario collettivo, avrei risposto, francamente, di no. Quando i miei occhi hanno incrociato per la prima volta il dorso di questo libro tra gli scaffali della libreria, tuttavia, tutte le mie certezze hanno bruscamente vacillato.
Il protagonista del romanzo è R, uno zombie malinconico e amante della buona musica, perso dietro a un passato che non riesce a ricordare e ad un futuro a cui è meglio non pensare. Un giorno come gli altri sente sulla pelle il bruciante morso della fame e, con i suoi simili, irrompe in un edificio occupato da umani indifesi e spaventati.
Sangue, urla, macerie. Poi, l'impensabile: le stanze spoglie della mente di R si colorano di luce e vita; pensieri e ricordi che non gli appartengono tornano ad animare il suo sguardo a lungo assente.
Spinto da un desiderio senza nome, mette in salvo dal cruento attacco dei suoi sanguinari compagni la dolce Julie, fidanzata di una delle sue ultime vittime.
Lei gli sorride. E' calda. E il cuore di R torna a battere.
La Bestia si innamora della Bella, Edward mani di forbice della sua Winona Ryder. Uno zombie sull'orlo di una crisi di nervi e una ragazza dolce e gentile: giunti a questo punto, il rischio di cadere in una grottesca imitazione di Twilight era grande; l'autore, tuttavia, con delicatezza e dissacrante black humor, riesce a descrivere un sentimento tanto folle quanto delicato, fatto di poche parole e gesti impacciati. Quello fra i protagonisti non è un amore proibito o contro natura. E' semplice, spontaneo: un fiore sbocciato tra i rovi nodosi di un'impervia foresta, una stella cometa che che illumina una perenne notte di tenebre. Marion, infatti, con pacatezza e tocchi di umorismo, prende per mano il lettore, inizialmente un po' riottoso, e lo conduce nei meandri dell'animo del protagonista, dando vita a una storia d'amore spontanea e originale che scorre via fresca e piacevole come un bicchiere d'acqua. 
Tra brillanti citazioni comprendenti Shakespeare, i Beatles e Frank Sinatra, l'opera prima di Isaac Marion si classifica come uno dei migliori esordi del “lontano” 2011. Il finale, leggermente frettoloso, lascerà un po' interdetto il lettore più esigente. Io, d'altro canto, l'ho particolarmente apprezzato: ognuno di noi potrà immaginare il lieto fine che più preferisce, colorando con la sua fantasia le pagine bianche che lo scrittore ci ha metaforicamente lasciato in eredità. Letto appena uscì, nel Novembre di un anno e mezzo fa, inizialmente, mi sembrò una lettura leggera e piacevole. Perfetta per passare qualche pomeriggio in compagnia di personaggi decisamente diversi dal solito, ma non di certo degna di nota.
Soltanto mesi dopo, ripensandoci capii che qualcosa di R era rimasto in me. La sua fame – d'amore, di vita, di libertà – mi aveva colpito nel profondo. Il suo morso, alla fine, mi aveva infettato. E, attorno a me, aveva infettato anche tanti altri lettori; perfino i grandi produttori dell'ambita Hollywood!
Vi giuro che, spunto per interessanti collegamenti e per riflessioni di grande attualità, fu anche oggetto di un mio tema d'italiano, grazie al quale la mia prof poté leggere, una volta tanto, di un romanzo giusto un po' più moderno del suo amato Il nome della rosa!
Gotico, profondo, inusuale e sorprendente Warm Bodies è una fiaba nera di disarmante attualità; una metafora bizzarra e macabra sul consumismo, la diversità, l'orrore della guerra, il razzismo e la paura del diverso che, come tutte le fiabe che si rispettino, congeda i lettori con una morale pregevole e universalmente valida, lasciando dentro un fiume in piena di ottimismo e buoni sentimenti. Ognuno di noi può essere il cambiamento che vuole nel mondo. Tutto possono trovare il coraggio per riscattarsi e per essere artefici del proprio destino. L'importante è tentare di fare la differenza e accettarsi per quello che si è. Una soluzione c'è sempre, se noi vogliamo. Everything it's easy, If you try!
Il mio voto : ★★★★ +
Il mio consiglio musicale : Imagine – John Lennon