lunedì 10 giugno 2013

Recensione: Un'amicizia pericolosa, di Suzanne Rindell

Ciao a tutti, amici, e buon inizio di settimana! Tutto bene? Dopo qualche giorno di assenza, colgo l'occasione per condividere con voi la recensione di un romanzo di recente uscita, edito dalla Nord, che ringrazio tanto per avermi gentilmente dato modo di leggerlo. Parlo di Un'amicizia pericolosa, un raffinato e seducente noir ambientato negli anni '20 e caratterizzato, nell'edizione italiana, da una copertina elegantissima e semplicemente meravigliosa: perfetta, davvero. La fotografia – che ha in primo piano una bellissima modella che mi ricorda vagamente Emma Stone – è di Natalia Ilina e, nella recensione, troverete altre due foto tratte da un suo set fotografico. Abbracciandovi dal primo all'ultimo, vi auguro una buona lettura. 
Entrò a passi lenti, con estrema calma, ma io capii subito di avere davanti l'occhio del ciclone. Quella donna era il cupo epicentro di un evento che ancora ci era oscuro, il rovinoso luogo in cui il caldo e il freddo si fondono. In quell'istante capii che tutto, attorno a lei, sarebbe cambiato.

Titolo: Un'amicizia pericolosa
Autore: Suzanne Rindell
Editore: Nord
Numero di pagine: 358
Prezzo: € 17,60
Data di pubblicazione: 6 Giugno 2013
Sinossi: Odalie... Quella mattina del 1924, quando si è seduta alla scrivania accanto alla mia, avrei dovuto capire che avrebbe sconvolto la mia vita. Già da due anni lavoravo come dattilografa alla centrale di polizia di Manhattan e conducevo una vita tranquilla, ordinaria. Ero una ragazza all'antica: sebbene intorno a me il mondo stesse cambiando, non avevo mai nemmeno pensato di tagliarmi i capelli o d'iniziare a fumare. Poi è arrivata Odalie. Il suo caschetto nero, i suoi vestiti eleganti, la disinvoltura con cui teneva la sigaretta... Odalie era così spregiudicata, così sicura, così moderna. In quei giorni, mi sono resa conto che volevo essere come lei e che avrei fatto qualsiasi cosa per riuscirci. Per questo ho accettato di trasferirmi nel suo lussuoso appartamento e l'ho accompagnata alle feste dove si beveva champagne e si ballava fino all'alba al ritmo della musica jazz. E per questo non ho detto nulla quando mi sono accorta che aveva falsificato alcuni rapporti di polizia. Volevo proteggerla. Non potevo immaginare che mi stesse semplicemente usando. Che mi stesse mentendo. Come avrei potuto? Odalie era più di un'amica per me. Era il mio ideale di donna. E invece lei stava architettando la mia rovina...
                                                    La recensione
E' in una stazione di polizia, tra fumi di sigaretta, scaroffie disordinate e il rumore sincopato dei tasti di una macchina da scrivere, che ha inizio questa storia. Una storia di donne che comincia in un ambiente di soli uomini, un tango in cui a condurre – in una sala da ballo che ha i mille specchi di una stanza degli interrogatori – è una lei. Odalie. Un'amicizia pericolosa è la storia di un'ossessione che brucia l'anima, che distrugge senza costruire. Un gioco letale che - tra intrighi di collane e nastri, tra ombre di rossetto, sangue che ricorda vino rosso e vino rosso che ricorda sangue - solo una donna avrebbe potuto condurre. La prima volta in cui mette piede sul suo nuovo posto di lavoro, una fiumana umana di sguardi invidiosi, esterreffatti o incantati si tende verso Odalie. E' bella come un miraggio. Occhi azzurri da gatta, labbra scarlatte, una sigaretta tra le unghia smaltate, gioielli costosi, capelli corvini e un taglio che subito fa discutere: un caschetto netto, affilato come lo sono il suo sguardo audace e il suo umorismo pungente. Sfrontata. Moderna. Femmina. La sua risata è musica, l'incedere sinuoso dei suoi tacchi alti non è adatto ai deboli di cuore. Ha il potere di farti sentire un miracolato, se ricambia il tuo sorriso. Scambiando futili chiacchiere, pettegolezzi, presunti ricordi, ti fa sognare e struggere: vorresti vivere la sua vita eccitante ed ebbra, vedere New York attraverso la cortina vellutata delle sue lunghe ciglia scure. Prima di incontrarla, Rose era una persona buona. Lavorava come stenografa per la polizia, tutt'uno con la sua moderna macchina da scrivere e con i casi di omicidio e frode che, per un dignitoso stipendio, era tenuta ad annotare con gesti meticolosi e ripetuti. 
Orfana e cresciuta dalla religiosità asfissiante di suore arcigne e normative, vive un'infatuazione segreta e un po' infantile per il suo datore di lavoro e, cinica sognatrice, confida nell'arrivo di un elettrizzante terremoto emotivo che le spazzi via la polvera da una vita che, come il suo look démodé, sa già di vecchio. Ma, da quando Odalie le ha concesso il primo occhiolino complice, nulla è stato più come prima. Rose ha abbandonato su due piedi la sua squallida stanza in affitto per un appartamento dalla vista mozzafiato e dagli armadi forniti come quelli di una boutique di grandi marche. Ha trascurato il suo lavoro per imbucarsi a festini clandestini e a brunch che durano fino all'alba del giorno dopo. Ha perso la lucidità in calici di raffinato champagne. 
E la testa nell'arte di essere come Odalie, forse solo per comprenderla di più. Lei, che è il suo più grande tormento. Il suo finale triste. La sua migliore amica: l'unica che abbia mai avuto. Batto sui tasti del portatile e, contagiato dallo splendore sfiorito degli anni ruggenti, immagino di avere davanti a me una macchina da scrivere d'altri tempi. I più grandi scrittori hanno affidato ad esse i loro capolavori e gli scandali più torbidi sono stati custoditi lì, poi sputati sulla carta, poi dati in pasto alla stampa. A romanzo ultimato, immagino di raccogliere la deposizione di Rose al banco degli imputati. Tutti ascoltano affascinati e curiosi, tutti fumano, tutti aguzzano le orecchie per avere i dettagli di una relazione considerata scandalosa. Nel suo racconto c'è gelosia, ambiguità, mania. In quegli stessi anni, in Italia, Italo Svevo pubblicava La coscienza di Zeno. Questa storia, invece, dovrebbe intitolarsi L'incoscienza di Rose. Il primo era il diario interiore di un bugiardo patologico, questa è la ricostruzione, invece, di una narratrice inaffidabile che parla dell'amicizia assassina che l'ha resa dipendente di una droga chiamata Odalie. Cieca davanti all'evidenza. In maniera superba, rievoca il meglio e il peggio di quegli ipocriti anni che eppure adoro così tanto e, attraverso un drappo di mistero e luci che sfavillano in mezzo ad intere cortine di fumo, ritaglia la figura di una femme fatale che sorride amabilmente, balla il charleston, manipola, uccide, conquista. La sua inseparabile Odalie è un dubbio ossessionante che seduce lei e il lettore dall'inizio alla fine. Come Salomè, sarebbe in grado di chiedere il mondo su un piatto d'argento. O la testa di un suo rivale. E, puntualmente, sarebbe in grado di riceverli. La sua femminilità è potere e il suo sguardo penetrante è la chiave che apre tutte le porte. Di Paradiso o Inferno. Rose è Nick Carraway, in viaggio nel lato selvaggio. Odalie – che è uno, nessuno e centomila – è Jay Gatsby: l'incarnazione al femminile degli anni '20. 
Un bellissimo falso d'autore. Il suo mondo luccica di diamanti e stelle, scivola sul pavimento di una balera e sul fondo di un liquore di contrabbando, sorride nascondendo abilmente una carie grande quanto una voragine, si finge spensierato e felice quando una crisi economica peggiore della nostra è in agguato a Wall Street. Confessa la verità e ritratta. Smentisce e si contraddice. Era come se fossimo usciti dalla guerra stanchi di vivere, ma nel contempo avessimo fatto un salto di generazione, simulando una gioventù virginale. In breve, giunsi alla conclusione che eravamo un mucchio d'impostori. Suzanne Rindell, autrice eccellente e padrona delle regole del gioco, firma un esordio impeccabile, che può vantare due protagoniste uniche e uno stile pieno, curato, che odora di vero, gin e menzogne. Ha poche carte, quasi sempre le stesse, ma conosce l'arte di dissimulare e i segreti oscuri della persuasione. Il suo modo di fotografare quegli anni è sublime e personalissimo. Le sue frasi sono fotografie in bianco e nero che provengono direttamente da quegli anni lontani; la sua storia è una lenta e torrida escalation che, al ritmo del jazz di Chicago, danza dietro le sbarre, tra lo charme immortale dei classici di Hitchcock e l'erotismo evanescente e malsano dei conturbanti noir di Brian De Palma. Quelle atmosfere splendidamente descritte e i misteri foschi e sfrenati creano un labirinto d'inganni e doppi giochi. Un reticolo prezioso che, ai polsi, ti fa trovare manette tempestate di diamanti e, al collo, collier tanto stratti da metterti a tacere per ora e per sempre. Un'amicizia pericolosa è la menzogna divenuta arte. 
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Death in Vegas - Dirge

37 commenti:

  1. Molto bella la recensione, poi io sono un'amante degli anni 20 in tutto e per tutto ;)
    Quando avrò finito gli esami, vedrò di prenderlo :)
    Ho così tanti libri da leggere in lista!
    La trama mi è parsa olto intrigante giusto?? Dimmi se sbaglio :)
    -Ele ;)

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    1. Ciao Ele. Grazie mille! Sì, lo è, anche se non ha il ritmo dei thriller a cui, solitamente, noi lettori siamo abituati. E' particolare: sembra quasi scritto davvero in quel periodo lì. Prima di procedere all'acquisto, magari, leggi le prime pagine: http://www.illibraio.it/generi/narrativa_generale/unamicizia_pericolosa_9788842922766.php

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    2. Vado subitissimo a leggerle! Però prima che vada ho notato che stai leggendo "Di me diranno che ho ucciso un angelo", di Gisella Laterza mi piacerebbe moltissimo comprarlo ma non vorrei rimanerne delusa, come lo stai trovando? mi puoi dare un piccolo assaggio del tuo giudizio??
      -Ele :D

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    3. L'ho iniziato ieri sera tardi perché, per via dello studio, ho poco tempo. Per quel poco che ho letto - una quarantina di pagine scorse via in un baleno - mi piace molto. E' così breve che, penso, posterò la recensione in breve tempo :)

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    4. Tranquillo ti capisco pure io sto leggendo poco, perchè anche io sono carica di roba da studiare, grazie ancora e non vedo l'ora di leggere la tua recensione!
      -Ele :)

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  2. Hai mai pensato di aprire una rubrica "Lezioni di recensione"?... Dovresti! Molti dei libri che prendo, li prendo dopo le tue recensioni, anche se magari la trama non mi convince. In questo caso, mi convince tutto, trama e recensione perfetta.

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    1. Grazie mille, Cheetara, sempre gentilissima! Ma no...
      "dove mi presento?", come si dice dalle mie parti :P
      Dovrei almeno avere un metodo, cosa che non ho proprio: serve solo cuore e una lunga serata libera :)

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  3. Bella recensione Mik, ovviamente sono più curiosa che mai!

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  4. Già il libro mi incuriosiva...ora dopo questa splendida recensione sono sempre più convinta di leggerlo!
    Complimenti davvero!!! :)

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    1. Gentilissima!
      PS. Se qualcuno lo legge, poi facciamo quattro chiacchiere sul finale (:

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    2. Spero di riuscire ad averlo e leggerlo al più presto anche se sono sommersa di libri da leggereeeeeee...aiutooooo!!!
      Intanto ho cominciato "La casa di pan di zenzero" e mi sta piacendo molto!!! :))))

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    3. Passerò a leggere la tua recensione ;)

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  5. Assolutamente. Voglio leggere questo libro!!
    Grazie per essere passato da me, mi ha fatto molto piacerre :) la recensione di questo libro è fatta con i fiocchi, davvero!
    E rispetto alla mia, direi proprio che è la tua grafica a essere molto professionale!
    Ta nuova follower Mag

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    1. Ciao Mag, benvenuta! Ti ringrazio tanto e il piacere è mio :) Sarà un piacere scambiarci consigli e opinioni "libresche" da oggi in poi. Buona giornata!

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  6. Bellissima recensione come sempre,mi hai fatto venir voglia di leggere questo libro:la trama è interessante e adoro l'epoca in cui si svolgono i fatti...:)La copertina è stupenda!

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    1. Ciao Indil! Anch'io - dal Grande Gatsby in poi - adoro troppo leggere di questi anni: devo assolutamente farmi consigliare qualche titolo ambientato nella NY del tempo ;)

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  7. Un noir ** ultimamente sono affine con questo genere. Avevo visto sul Libraio che sarebbe uscito per i primi di giugno e mi ha incuriosito molto, la tua recensione mi ha fatto venire voglia di comprarlo. Deve essere un libro molto particolare. Me curiosissima ^^.

    Yu

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    1. Sono contento, Yu! Anch'io sono molto attirato dal genere, ma, nonostante di film simile ne abbia visto a palate, di libri ne conosco un po' pochi. Mi consigli qualcosa? :)

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    2. “L.A Confidential” di James Ellroy lo lessi secoli fa, attirata più dalla copertina e ne rimasi piacevolmente colpita.

      “Il grande sonno” di Raymond Chandler

      “Il Lungo addio” di Raymond Chandler questi due sono un po' datati, però meritano tantissimo.

      E poi ovviamente tutti quelli di James Ellroy, è molto bravo come autore.

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    3. Del primo ho visto, tantissimi anni fa, il film con Kim Basinger. Ricordando poco o niente, leggere il libro mi farebbe bene! Quelli di Chandler mi sembrano entrambi bellissimi e, fortunatamente, i prezzi sono ottimi. Grazie mille, Yu!

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    4. Io il film lo ricordo poco, però da questi vaghi ricordi era abbastanza simile al libro.
      Se non ricordo male anche di quelli di Chandler hanno fatto dei film, ma sono un tantino datati.
      Comunque prego XD.

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  8. Wow, che bello!! *__* Mmm... non ho tanta familiarità con questo genere, davvero no (se escludiamo "La Dalia nera", dubito addirittura di aver mai letto altri noir! XD) Però l'atmosfera e l'epoca mi incuriosiscono molto! ^^

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    1. Sì, penso anch'io di aver letto soltanto La Dalia Nera: gli altri libri di Ellroy non mi hanno mai incuriosito :) Devo scoprire qualche altro autore/autrice interessante!

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  9. L'ho avuto proprio qualche giorno fa, se non fosse stato in e-book mi sarei subito immersa nella lettura perché la storia mi incuriosisce molto! Ripasserò appena avrò letto il romanzo :p
    Un abbraccio

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    1. Allora ne riparliamo, Sara. A presto :)

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  10. Sembra quasi un film, bellissima recensione...stupende le atmosfere deglia anni 20...l'hai letto La stella nera di New York? è ambientato in quegli anni e condito con tanto esoterismo...è qualcosa di meraviglioso...consigliatissimo...

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    1. Grazie, Dean. Anch'io vado pazzo per quelle atmosfere! Purtroppo no, non l'ho letto, ma ce l'ho in libreria da un po': essendo parecchio voluminoso, finiti gli esami, lo leggerò in estate ;)

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    2. Tu tenti noi e noi tentiamo te...non puoi immaginare quanto danno fai ai nostri portafogli...ah ah...dopo l'ultimo shopping libresco sono rimasta con 10euro...povera me...sto pensando ke ci vorrebbe una campagna per donare il 7x1000 a noi compratori compulsivi di libri...siamo anche noi una specie da proteggere...

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  11. Come sempre bellissima recensione!La cover è davvero stupenda, e da quando ho letto La stella nera di New York sono diventata una grande appassionata degli anni 20!Prima o poi lo leggerò sicuramente :)

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    1. Ho capito, anche tu mi dici che devo assolutamente recuperare La stella nera di New York: non mi tentate! :D

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  12. Non amo particolarmente l'epoca di ambientazione del romanzo (ho sempre difficoltà ad immedesimarmi ^^) ma la tua recensione -ovviamente bellissima- sembra delineare un romanzo estremamente intrigante... "Ettepareva" che non mi facevi venire voglia di leggerlo ;-)

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  13. Ciao, ho finito di leggere il libro.... ma in fine ci sono rimasta... qualcuno l'ha già letto?? per parlarne??
    Giorgia

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  14. Ciao a tutti..io ho finito il libro ieri..mi è piaciuto davvero tanto!la fine mi ha laciato tanti dubbi e continuo a fare mille congetture..che conclusione avete tratto?

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