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giovedì 31 dicembre 2020

[2020] Top 10: Le mie letture

Quest'anno sono stato adolescente a Procida, quando minacciavano di portare il plexiglas al mare. 
Ho conosciuto il razzismo negli anni Ottanta che Netflix non mostra. 
In Ohio ho visto morire il sogno americano, assieme a una generazione di disillusi. 
A Crosby, nel Maine, sono passato a trovare un'insegnante in pensione: mi ha insegnato tantissimo. 
Ho desiderato tatuarmi un colibrì, sentendolo affine, e trasferirmi in Wisconsin in inverno. 
Ho soggiornato in un condominio israeliano, e a ogni piano ho trovato un po' di me stesso. 
Non contento dei dolori della mia famiglia, mi sono caricato di quelli degli Starling: la vista sul lago mozzava il fiato, ma i mulinelli erano in agguato. 
Ho avuto un'amica stretta, si chiamava Bea, faceva la fashion blogger. 
Sono stato un'eroina transgender, nei giorni in cui il TG raccontava la fine della storia d'amore tra Maria Paola e Ciro a Caivano. 
Sono stato adulto e bambino; maschio, femmina, a un bivio. Sono stato dappertutto e da nessuna parte. Seduto sul divano, ho letto ottanta libri – meno del solito, probabilmente: sono stati parecchi i giorni storti – e vissuto ottanta vite. Fuori c'era il Covid-19, non potevo andare da nessun'altra parte. Non avevo altra scelta, dirà qualcuno Però i miei libri li ho scelti, sì, e li sceglierò anche domani. 
Voi, invece, chi siete stati?

10. Un'amicizia, di Silvia Avallone: In un nostalgico amarcord, un'autrice al suo meglio ci conduce alla scoperta dei dissapori tra Elisa e Beatrice. Empatica, vuol bene alle sue ragazze. E noi non possiamo che fare altrettanto, in un romanzo generazionale che avrei voluto non finisse più.

9. La casa sul lago, di David James Poissant: Non esistono famiglie felici. Per fortuna. Quando ci perderemmo se non avessimo da leggere di recriminazioni e dissapori? Infelici a modo loro, gli Starling popolano un quadretto in cui mi sono immedesimato fino a perdermi.

8. Cinzia, di Leo Ortolani: Una ragazza transgender s'innamora di un etero. Si può cambiare per gli altri? Ci si può tradire? Sfacciatamente arcobaleno, questa graphic novel racconta in pillole la forma d'amore più rivoluzionaria e salvifica: quella verso sé stessi.

7. Tre piani, di Eshkol Nevo: Una storia così generosa da contenerne tre. Ognuna legata a un piano di un condominio medio-borghese; ognuna legata agli stadi dell'anima secondo Freud – Es, Io, Super io. Tu in quale alloggi? E, soprattutto, come ci vivi?

6. Uomini di poca fede, di Nickolas Butler: Pur ispirandosi a una brutta vicenda di cronaca, Butler confeziona il solito romanzo bellissimo. Sulle diverse accezioni della parola gregge, sugli struggenti gesti di opposizione della gente comunque, su momenti perfetti in cui sarebbe splendido stabilirsi vita natural durante.

5. Il colibrì, di Sandro Veronesi: Il senso della vita spiegato da un uccellino in equilibrio su un filo del telefono. Qui e lì potrebbe somiglia a una specie di via crucis, invece è un volo che mi ha rubato il fiato. Se dovessi fare un tatuaggio – il secondo –, sarebbe proprio un colibrì: il mio nuovo animale guida.

4. Olive Kitteridge, di Elizabeth Strout: Le ho scritto una lettera, l'ho rivista nella miniserie HBO, poi l'ho ritrovata in un seguito attesissimo. Un'insegnante non smette di insegnare neanche in pensione. E io, grazie a una protagonista burbera ma tenerissima, non smetto di imparare. Conoscere Olive è stata la cosa migliore che mi sia capitata quest'anno.

3. Ohio, di Stephen Markley: Uno spettacolare rompicapo emotivo su ciò che ci unisce e su ciò che ci divide. Venirne a capo è stato impegnativo. Ma a fine lettura, grazie alla visione di insieme, mi sono accorto della bellezza della vista. Affacciava sul grigio di un sobborgo rurale-industriale. Squallido, ma da immortalare

2. L'estate che sciolse ogni cosa, di Tiffany McDaniel: Un'autrice che suona soave anche nella tragedia. Con lei i miti crollano con grazia, la fine del sogno americano è un incantevole tramonto, l'inferno è un lungo corridoio lungo di porte infuocate. Credendo di conoscere già il buio oltre la siepe, ero impreparato all'abisso oltre i campi di colza.

1. L'isola di Arturo, di Elsa Morante: Un intramontabile romanzo di formazione sulla fine dell'estate della vita – ossia l'infanzia – e dei falsi miti. Il risveglio da un'illusione lunga una fiaba, che ci mette faccia a faccia con le promesse infrante, il piacere fugace del sesso, la fallibilità dei genitori. A giusta ragione, è il preferito di molti lettori: sarà così anche per me.

lunedì 21 settembre 2020

Recensione: La casa sul lago, di David James Poissant


| La casa sul lago, di David James Poissant. NN Editore, € 18, pp. 350 |

Non esistono famiglie felici. Per fortuna. Quando ci perderemmo se non avessimo da leggere di recriminazioni e dissapori? Infelici a modo loro, gli Starling popolano un quadretto in cui mi sono immedesimato fino a perdermi. All’inizio li ho odiati, poi ho finito per voler bene a tutti. Sempre all’inizio, data la trama canonica, immaginavo che non avessero niente di nuovo da regalarmi: sono meno disfunzionali di altri, infatti, ma proprio lì sta la loro originalità. Dimenticate le esagerazioni da soap opera. Scordate grossi traumi, se a salvaguardare l’infanzia dei figli ci hanno pensato due genitori esemplari. Perfino i segreti, benché numerosi, sono semplici non detti che nel frattempo si sono accumulati per pigrizia o codardia. Possiamo rimandare a domani la verità pur di non affrontarla oggi? Questo romanzo è una foto incorniciata appesa al muro di una casa ormai sfitta. Chiudere la porta sul vuoto creato dal trasloco riempirà gli occhi di lacrime. È un addio?

Avere un figlio è rovinare se stessi, per sempre, in nome dell’amore.

Signorili, progressisti e gay friendly, gli Starling credono nella raccolta differenziata, in Hillary e nelle pari opportunità. Newyorkesi d’adozione, ogni estate emigrano al sud per le vacanze. Il cuore della loro villeggiatura è una casetta sgangherata affacciata su Lake Christopher, North Carolina: un luogo modesto ma pieno di ricordi felici, dove in passato si sono rifugiati per riprendersi da un lutto. Presto dovranno lasciarlo per sempre. Lo comunicano i genitori, che per ragioni imperscrutabili hanno deciso di trascorre il pensionamento altrove. La casa è già stata acquistata. Si può dare un prezzo a qualcosa che ha un valore sentimentale tanto forte? Da bolla spensierata, il lago diventa un piccolo campo di battaglia. Ci sono scatoloni da fare, spiegazioni da pretendere, ricordi agrodolci da rispolverare. In un tour de force della memoria, i protagonisti vorrebbero godersi l’ultimo weekend, ma un evento luttuoso – l’annegamento di un bambino – getta ombre sul resto del soggiorno. Quanto può toccarci il dolore di una famiglia sconosciuta?

Da un anno sperava nell'assoluzione. Ma questo è meglio. Questo è matrimonio. L’amore è mettersi in spalla dei pesi – bambini morti, case malconce, infedeltà che ti rimangono appiccicate addosso – e proseguire.

Mentre il lago viene dragato in cerca del corpicino, i personaggi chiudono le tapparelle per non guardare la morte in faccia. E così, per la prima volta da un po’, si guardano. Ci sono Richard e Lisa, ex professori, che pensano al destino della sfortunata primogenita e alle conseguenze di un papillon annodato da mani estranee. Quanto si è responsabili degli uomini in cui si trasformeranno i nostri bambini? Ci sono Michael e Thad, i figli, che d’un tratto si sentono espropriati: il primo, un fascio di nervi, fatica ad ammettere di avere un problema con l’alcol e con la paternità in arrivo; il secondo, aspirante poeta con due tentati suicidi alle spalle, vive con frustrazione tanto la mancata ispirazione quanto i vizi del partner, desideroso di far parte di una coppia aperta. Perché quei genitori perfetti hanno generato due pecore nere così, una delle quali per di più vota Trump? Ci sono, infine, Diane e Jake: compagni rispettivamente di Michael e Thad, offrono un punto di vista esterno sugli intrighi degli Starling. Avete presente la sensazione di voler essere inclusi, ma al contempo di voler fuggire via?

Pensi che la felicità sia ottenere quello che vuoi. Qualunque cosa vuoi, quanta ne vuoi, quando vuoi. E se non fosse verità felicità? E se la vera felicità fosse dire ‘Fanculo a cosa vuoi tu, e rimanere insieme, anche quando è dura, anche quando non sei più quello di una volta?

Tra politica, omosessualità e aborto, David James Poissant costruisce un romanzo profondamente americano. La sua prosa è un velo delicato che ammorbidisce senza mai nascondere. Abilissime, le descrizioni si muovono dentro e fuori; planano a volo d’aquila su paesaggi idilliaci e scandagliano a tappeto la psiche dei personaggi. I dialoghi suonano cinematografici e l’affastellarsi delle scene sembra seguire il montaggio coreografico di un regista di talento. Il canto di rane e cicale, poi, fa da emozionante contrappunto. La domenica va avvicinandosi, la famiglia ha fretta. Deve fare ordine. La cernita in previsione del trasloco non riguarderà soltanto le cianfrusaglie da buttare, ovviamente, ma anche i loro ricordi. Si può salvare dalla spazzatura un amore maturo, che forse troverà la forza per ricominciare in Florida? E il perdono: prendere o lasciare? La casa sul lago prende avvio con una morte, ma strada facendo trova modi straordinari per celebrare la vita nonostante tutto. Una volta toccato il fondo non si può che risalire: perfino in acque come queste. Calme all'apparenza, sotto la superficie immobile nascondono gelide correnti sotterranee e gorghi ingannevoli.

Il mio voto: ★★★★½
Il mio consiglio musicale: Neil Young – Sweet Caroline