Little
Women
25
dicembre 2019 (USA)
Saoirse
Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Laura Dern, Meryl Streep, Timothée
Chalamet, Louis Garrel. Dirige Greta Gerwig,
ormai regista a tempo pieno. Sceneggia Sarah Polley,
regista di gioielli come Away from Her e Take This Waltz.
Su carta, sembrerebbe tutto così indie; tutto così perfetto. Ma
questo connubio, purtroppo, è ben più convenzionale del previsto.
Attesissimo dai più, è la nuova – be', si fa per dire –
trasposizione di Piccole donne, classico di Louisa May Alcott
di cui i miei coetanei ricorderanno la trasposizione del 1994 o la
miniserie BBC di appena due anni fa. Se ne sentiva davvero il
bisogno? A giudicare dal trailer, fedele alle atmosfere originali e
senza guizzi, la risposta è negativa. Mi porterà in
sala il cast, trainato da una Ronan con un personaggio –
l’indimenticabile Jo – che potrebbe facilmente avere le
simpatie dell’Academy.
Pinocchio
25
dicembre 2019
Sono
cresciuto con il cartone targato Disney e, da bambino, in biblioteca, avevo
preso in prestito la videocassetta dello sceneggiato di Luigi Comencini:
insuperabile, se chiedete agli spettatori di qualche generazione fa. Negli anni delle elementari,
poi, in gita con la classe in completo siamo corsi a vedere la trasposizione di Roberto Benigni: uno
sfacelo ad alto budget, che tale mi era parso anche alla tenera età di
otto anni. Ci riprova il fidatissimo Matteo Garrone, nonostante Guillermo Del Toro ne abbia già annunciato da un po’
la sua personale versione. E lo aiutano un cast interessante –
questa volta, per fortuna, Benigni è passato dall’altra parte: interpreterà
Geppetto – e un’estetica burtoniana, che rendono l’attesa
spasmodica. Soltanto a fine visione, magari, ci faremo la classica
domanda: l’ennesimo live action, a che pro?
Cats
Natale
2019
È
uno dei musical più fortunati e longevi di Broadway. Ma in pochi,
forse, sanno che a ispirare il genio di Andrew Lloyd Weber – anche
autore del Fantasma dell’opera, Evita e Jesus Christ
Superstar – c’è una raccolta di poesie firmata
dall’insospettabile T.S . Elliot: Il libro dei gatti tutto fare.
In scena dagli anni Ottanta, noto anche ai profani del musical grazie
alla struggente Memory, è diventato un film a quasi
quarant’anni dalla prima. Pronto a conquistare le sale sotto Natale
– e la stagione dei premi, a giudicare dal regista e dal cast: Tom
Hooper dirige, infatti, le stelle Judi Dench, Idris Elba, Ian McKellen e
Jennifer Hudson –, sta facendo già chiacchierare per l’aspetto
dei suoi gatti antropomorfi. Secondo voi, sono affascinanti o
soltanto spaventosi? Creepy con sentimento, lo si andrà a vedere.
Ophelia
28
giugno 2019 (USA)
Essere
o non essere, questo è il problema. Folle e affranto, con un
teschio in mano, immaginiamo il Principe di Danimarca così: solo su
un palcoscenico buio. Protagonista di infinite trasposizioni,
trova un nuovo punto di vista nell’era del novello femminismo:
quello della sua fidanzata nell’ombra, Ofelia. A rubare la scena al
giovane George MacKay (mentre i ruoli infidi della madre e dello
zio spetteranno a Naomi Watts e Clive Owen) sarà la bellissima Daisy
Ridley. Lontana dai mondi di Star Wars, come se la caverà con
un personaggio pensato dal Bardo e immortalato in un capolavoro di
Millais? La sua tragedia finirà allo stesso modo, sott’acqua? Discretamente accolto al Sundance e in cerca di una data di distribuzione italiana,
potrebbe essere un rimodernamento di cui aver fiducia.
Vita
& Virginia
13
febbraio 2019 (USA)
Purtroppo
non l’ho mai letta, ma ho imparato a conoscerla e stimarla grazie
alla visione di The Hours. Interpretata da una Nicole Kidman
da Oscar, Virginia Woolf appariva geniale e sfuggente. Infelice,
accanto a un marito di facciata, ma già anticonformista. Se nel film
di Stephen Daldry si parlava della stesura di Mrs. Dalloway, nel più modesto
Vita & Virginia si ricordano la pubblicazione di Orlando
– caposaldo della narrativa LGBTQ – l’appassionata
storia d’amore fra la donna e la poetessa Vita Sackville-West.
Entrambe sposate, costrette ad amarsi di nascosto, ci
hanno regalato un epistolario recentemente pubblicato in Italia dall’editore Donzelli. Ma il film, che
attinge in parte alla loro corrispondenza, interessa soprattutto per
la performance di Elizabeth Debicki: da applausi, pare, al contrario
del taglio televisivo del tutto.
Martin
Eden
4
settembre 2019
Dici
Jack London e pensi immediatamente ai romanzi d’avventura, a Zanna
Bianca. Istruzioni per farcela in situazioni
difficili, al limite della sopravvivenza. Dici Jack London e, ti
accorgi, lo conosci poco e superficialmente. Il suo romanzo più
apprezzato, finito subito in whishist, è Martin Eden: la
storia di un marinaio che durante una rissa difende il rampollo
giusto e, accolto in casa sua come ospite d’onore, finisce per
innamorasi della sorella di lui, Ruth. Ci si sposta eccezionalmente in
Italia, prima al Festival di Venezia e poi al cinema. Cambia qualche
nome, vero, ma non il messaggio di fondo: la riflessione amareggiata
su un sentimento messo in dubbio dalle disparità sociali del primo
Novecento. Il film di Piero Marcello, liberamente tratto da London,
schiera in campo Luca Marinelli. Uno che non sbaglia un colpo, uno
con lo sguardo malinconico adatto al ruolo dell'eroe del titolo.
Mademoiselle
29
agosto 2019
Non
è un classico, no, eppure non sfigura affatto in questa carrellata d’abiti
d’epoca e nomi altisonanti. Ispirato a Ladra, straordinario
romanzo gotico di Sarah Waters letto prima della fondazione del blog,
trasferisce l’intreccio sensuale e pericoloso della scrittrice britannica
nella Corea invasa dai giapponesi. Presentato al Festival di Cannes,
raggiunge scandalosamente le sale soltanto a fine agosto. Com’è
possibile che un film di Park Chan-wook passi così in sordina? Come
giustificare, inoltre, un clamoroso ritardo di quattro anni – si tratta infatti di una produzione del 2016? La storia, per fortuna,
distrarrà i fedelissimi con misteri ancora più grandi e scene di sesso bollenti.