Visualizzazione post con etichetta James Bowen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta James Bowen. Mostra tutti i post

giovedì 10 novembre 2016

Recensione: A spasso con Bob, di James Bowen

Tutti abbiamo diritto a una seconda occasione. Bob e io ci siamo presi la nostra.

Titolo: A spasso con Bob
Autore: James Bowen
Editore: Sperling & Kupfer
Numero di pagine: 238
Prezzo: € 17,90
Sinossi: Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, impaurito e malato, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde.
                                             La recensione
Se me l'aveste chiesto qualche anno fa, diciamo due, mi sarei definito più un tipo da cane che da gatto. La scusa, sempre quella: il migliore amico dell'uomo, la fedeltà incondizionata, una compagnia fissa. Poi, in una sera di novembre, mio fratello è tornato a casa con un trovatello miagolante, infagottato nella sua giacca a vento. Da allora, mi sono convertito. A tal punto da domandarmi come impiegassi le giornate senza la presenza di Ciro, che perseguito e tormento ma in nome del bene più grande al mondo. Lo sveglio con i flash della macchina fotografica quando, dormendo, ha assunto una posa particolarmente adorabile; lo bacio e accarezzo tra gli occhi, rovinando quei riti di pulizia in cui è scrupolosissimo; gli impedisco le sue avventurose passeggiate sul cornicione, da quando ha fatto un volo dal secondo piano e, per un pelo, ha rischiato di non essere più con noi. Gliela faccio pagare per quelle notti in cui mi devo mettere in posizioni assurde, rinunciando alle lenzuola, pur di non disturbarlo se ha scelto il mio letto come appoggio. Capisci che è troppo tardi, semplicemente, quando si è addormentato sulla tua sedia, a tavola, e trascini quella con le rotelle dalla cameretta alla cucina per non guastargli il sonno. Se per strada vedo un gatto, adesso, fermo il traffico dell'ora di punta pur di fargli una carezza. Se in libreria incrocio una copertina con un paio di occhi gialli, io che eppure amo gli animali ma non i libri sugli animali, ci faccio un pensierino. Magari non lo compro, il romanzo, ma lo rigiro tra le mani e leggo nelle alette riassunti che parlano di cuccioli miracolosi, vite stravolte in meglio, sinergie imprevedibili. Alla fine ho fatto un'eccezione richiedendo la ristampa di A spasso con Bob, complice un film in uscita che si preannuncia emozionante. La storia parla dell'imprinting tra un randagio misterioso e un cantante di strada. Non si conosce il passato del simpatico gatto rosso, comparso sullo zerbino del suo futuro padrone in condizioni critiche: servivano urgentemente le cure di un veterinario, i soldi scarseggiavano, ma l'amore faceva stringere la cinghia a cuor leggero. Il passato del protagonista, al contrario, è avvolto dalla vergogna e anestetizzato dal metadone: australiano a Londra, James cade nell'abisso della dipendenza e, d'un tratto, si trova costretto a sorpravvivere con furtarelli e impieghi di fortuna. Vive sotto i ponti, prima che gli assegnino un appartamento nelle palazzine popolari. Come si passa dall'avere tutta la vita davanti alla totale perdita di sé? James strimpella i Nirvana in pizza, ma da Cobain ha preso solo le tendenze autodistruttive. 
Se ne accorge in questo romanzo, a metà tra l'autobiografia e la favola, in cui passa dalle accuse di accattonaggio al vendere giornali agli angoli della metropolitana; in cui c'è Bob che, per fortuna, rivoluziona ogni cosa. Il gatto non lo molla: gli sta alle costole in ricchezza e in povertà, nelle crisi di astinenza e negli impieghi malpagati. Temono entrambi la solitudine, non si allontanano neanche quando tocca rimboccarsi le maniche. E Bob, che fa i suoi bisogni nel gabinetto come il gatto di Ti presento i miei e torna sempre a casa, con le sue sciarpe in miniatura e l'espressione pacifica, è un'irresistibile attrazione per turisti e pendolari. Si fermano per uno scatto, un video, e nel frattempo permettono che anche James sbarchi il lunario. Lo rendono una stella di YouTube; poi protagonista di una serie di best-seller per grandi e piccini; infine, attore a quattro zampe che sul Red Carpet si fa coccolare da Kate Middleton in persona. In questa storia di riscatto e seconde chance, il gatto che ha il nome di un personaggio di Twin Peaks è raccontato da un narratore, però, non all'altezza. 
Non ho provato gran simpatia per James Bowen, io che eppure sono un fan delle rinascite. Mi è sembrato che avesse una storia, ma non gli strumenti per raccontarla. Che, in fondo, senza arte né parte, si sia arricchito per via del gatto giusto nel momento giusto. Non discuto la natura del loro affetto, ma in A spasso con Bob ho trovato un'insincerità di fondo. Colpa di uno stile asciutto, impersonale, che rende la lettura piacevole ma trascurabile. Colpa di una musicalità che nelle parole dell'ex musicista, stranamente, latita. Non c'è verve; soprattutto, non c'è la ruvidità della strada. Le parolacce sono censurate, le difficoltà semplificate e così edulcorata, così ripulita, la felice parabola di James Bowen – da sventurato mendicante a scrittore – mi è parsa artificiosa. Ho tirato un sospiro di sollievo nel sapere Bob in perfetta salute: a scatola chiusa, così, ho subito scongiurato il pericolo di disperarmi come all'indomani di Io e Marley e Hachiko. Si sorride; si rimandano al mittente l'amarezza e le lacrime; e, nel mentre, si finisce anche per sminuire il dramma di un ragazzo finito in un brutto giro. Per fortuna, dicevo, c'è Bob che rivoluziona ogni cosa. Compresa una vita, e una biografia, nata sotto una cattiva stella. Mi ha infastidito all'inizio la furbizia del narratore e mi hanno rabbonito, in seguito, le fusa del suo amico dal pelo fulvo. 
L'inguaribile gattaro ringrazia, il lettore dice “ma”.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Charlie Fink, Luke Treadway – Satellite Moments (Light Up The Sky)