Ci
sono decenni in cui non accade nulla, e settimane in cui accadono
decenni. Questa è la nostra.
Titolo:
Ti ho trovato tra le pagine di un libro
Autore:
Xavier Bosch
Editore:
Sperling & Kupfer
Numero
di pagine: 290
Prezzo:
€ 17,90
Sinossi:
Quattro giorni per vivere una vita intera. A Paulina e Jean-Pierre
non è stato concesso un solo istante in più. Ma in quei quattro
giorni hanno abbattuto tutte le barriere delle loro esistenze, per
aprirsi a un amore e una felicità mai conosciuti prima. E
ineguagliati in seguito. Paulina Homs è una ragazza dalla vita
tranquilla quando arriva a Parigi nel 1981 per il matrimonio della
cugina. Jean-Pierre è già un uomo maturo, un gallerista della Rive
Gauche colto e affascinante, amante della letteratura e delle
librerie. A conquistarlo è la sete di avventura che avverte sotto
l'aria innocente di Paulina. A incantare lei sono i mondi nuovi che
Jean-Pierre sa aprirle con le sue parole e i suoi gesti. Insieme,
imparano a vivere ogni istante come se fosse l'ultimo quarto d'ora
prima della fine del mondo. Prima del ritorno di Paulina alla sua
vita di sempre, a Barcellona, da suo marito e dalla sua bambina. La
loro passione breve e bruciante resterà un segreto sconosciuto ai
più. Di certo una sorpresa per Gina, la figlia di Paulina, quando
trent'anni dopo, ormai adulta, viene a conoscenza di alcune lettere
nascoste: senza mittente, scritte in francese e indirizzate a sua
madre. Lettere che forse hanno qualcosa a che vedere con un biglietto
da visita della stessa Paulina che un perfetto estraneo aveva trovato
anni prima dentro un romanzo, in una libreria inglese, con un
messaggio scritto a mano sul retro: "Appelle-moi",
Chiamami. rappresenti per lui il tuo spazio: "Una libreria è la
patria della libertà, il rifugio delle parole, il vero museo del
pensiero".
La recensione
Un
bambino ricorda quando, a nove anni, scoprì che i genitori non erano
creature immortali: a scuola, la piccola Gina fu informata della
morte della madre, stroncata da un ictus che non avverte. Nel
capitolo successivo, Gina – diventata ormai un’adolescente
curiosa e ribelle – va a stare da sola e, per un po’, vive una
breve e surreale fuga d’amore con un maturo londinese, che guida
autobus e, parlando di segni particolari, ha un moncherino al posto
del dito medio. Nel terzo, dieci anni sono già passati: a un passo
dai quaranta, in una rimpatriata nostalgica e amarognola, la
protagonista rivela al compagno di scuola dell’incipit – ora,
impresentabile avvocato perdutamente innamorato di lei – che di
quella mamma morta troppo in fretta ha scoperto una vita segreta.
Parte così la storia nella storia di Ti
ho trovato tra le pagine di un libro,
romanzo spagnolo ma ambientato un po’ in Francia e un po’ sul
palcoscenico del mondo. Perché il londinese dell’adolescenza di
Gina, lo stesso della fuga d’amore lampo, si era presentato alla
sua porta con un biglietto di Paulina, la mamma scomparsa: diceva,
semplicemente, “Chiamami”.
L’ha trovato all’interno di un
romanzo. Perché quel biglietto non è l’unico esemplare in
circolazione: Paulina, reduce da una bellissima e impossibile
relazione clandestina, nei suoi viaggi, ha visitato le librerie più
suggestive e nelle pagine di volumi – saggi, romanzi, enciclopedie
– che parlano di farfalle ha inserito tracce del suo passaggio.
Messaggi per Jean-Pierre: gallerista parigino identico a Mastroianni
che, nel 1891, ha conosciuto al matrimonio di una parente. Lui fumava
la pipa, collezionava libri rari, ballava il sirtaki in strada, aveva
dato alla propria galleria il nome della donna che gli aveva spezzato
il cuore: era l’ultimo dei romantici. E, nelle sue passioni, aveva
coinvolto proprio Paulina: affascinante madre di famiglia, che si era
presa un lungo fine settimana lontana da casa, diventando un’altra
passione del romantico Jean-Pierre. Forse la più grande? Si
promettono amore eterno in quattro giorni, si separano, si parlano
attraverso lettere segrete e costose chiamate intercontinentali: lei
scegli la famiglia, all’apparenza, e lui la solitudine. La
corrispondenza, però, finisce troppo presto... Xavier Bosch,
premiato esordiente iberico, intreccia i nodi di una duplice storia
romantica: quella di un’orfana di madre in cerca di se stessa;
quella di una turista all’ombra della Torre Eiffel.
Dopo
trent’anni, nonostante la morte e la distanza, giungeranno a
compimento l’una e l’altra. Ti
ho trovato tra le pagine di un libro ha
trame ad incastro, toni così diversi da confondere, a volte, e uno
spunto originale il giusto. Qualche goccia di miele di troppo, a
metà, ma che sembra meno dolce, sulle labbra, alla luce di un addio
struggente, che conosciamo sin dalla sinossi. Ci sono cose che mi
sono piaciute molto, cose che mi sono piaciute meno. Una scrittura a
volte diretta e a volte sospirosa, ad esempio, che sembrava il frutto
di un romanzo scritto a quattro mani: un lui nell’intrigo
accattivante e una lei di quelle che non disdegnano qualche romanzo
rosa, nella rievocazione di quei “quattro giorni di fuoco e magia”.
Fan di Serendipity,
però, ne abbiamo, se le coincidenze sono presenze ricorrenti e gli
amori si affidano ai libri? O, ancora, ci sono per caso appassionati
di Prima dell’alba in
ascolto, con un rapporto dalle ore contate, lo sfondo di una città
europea e poco tempo per condensare l’inizio e l’epilogo di una
storia romantica? Il bestseller di Bosch ha le sue imperfezioni
piccole e grandi, sì; qualcosa che non torna; personaggi femminili
non all’altezza di un perfetto galantuomo venuto da altre epoche –
sfugge Gina e, sua madre, Paulina, cade troppo facilmente vittima del
dio Cupido. Sarà la copertina retrò, sarà un caldo che spira
voglia di leggerezza e buoni sentimenti, saranno state le immagini di
queste bellissime librerie sparse per il globo o, meglio, il
pertinente riferimento al nostro Marcello o a due di quei film che
vedo quanto sono giù, però a me – nonostante i ma e, appunto, i
però – Ti ho trovato tra le
pagine di un libro è piaciuto.
Emozionante, fumoso e, a modo suo, triste: come i Lieder di
Schuebert. Retorico e ricamato, come solo quelle lettere che nessuno
manda più. I postini ritardano, il coraggio dà forfait, il destino
fa il suo giro – e a volte, come in questo caso, non imbocca
scorciatoie per paura di perdersi lungo il tragitto. Per fortuna,
poi, galeotto sarà un libro. “E, dopo averlo letto, forse qualcuno
poserà la mano sulla copertina e potrà esclamare: amici, l’amore
esiste. L’amore è la risposta. Perché è la risposta, no?”
Il
mio voto: ★★★
Il
mio consiglio musicale: Max Pezzali – L’universo tranne noi


