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domenica 24 novembre 2013

Recensione a basso costo: Gli acchiappazombie, di Jesse Petersen

Ciao a tutti, amici miei, e buona domenica! Il weekend, oggi, ha portato una nuova recensione. Ringraziando la casa editrice per avermi inviato il romanzo a sorpresa, vi abbraccio tutti e, nella mia solitudine dei numeri primi, vado a vedere un po' cosa mangiare a pranzo. Potrei diventare uno chef, vi avverto! Buona giornata, M.

Titolo: Gli acchiappazombie
Autrice: Jesse Petersen
Editore: Multiplayer Edizioni
Numero di pagine: 223
Prezzo: € 9,90
Sinossi: L'apocalisse zombie ha portato fortuna a Sarah e David. Il loro matrimonio va a gonfie vele. Comunicano bene, condividono le responsabilità e, adesso, stanno avviando un'impresa. Acchiappazombie: per soddisfare le vostre esigenze di eliminazione zombie. Ci sono un sacco di zombie e questo significa un sacco di clienti... Solo che uno di loro non li vuole morti, ma vivi e pronti per la sperimentazione. Gli scienziati pazzi possono essere clienti difficili e, questa volta, Sarah e David potrebbero aver messo troppa carne al fuoco.
                      La recensione
Esattamente una settimana fa, recensivo Shadows, prequel del romanzo che – divertente e veloce – aveva segnato l'inizio della mia tanto desiderata estate. Per una pura coincidenza, proprio sette giorni dopo, ho letto il secondo capitolo di un altro romanzo – altrettanto divertente, altrettanto veloce – che, invece, mi aveva piacevolmente accompagnato in una situazione decisamente meno piacevole: l'ultima settimana prima degli orali. Panico, follia, delirio assoluto. Libri ovunque, post it appiccicati anche tra i capelli e sulle T-Shirt, dizionari aperti sulla scrivania come trappole mortali e, in mezzo a quel pandemonio, un libro animato da protagonisti che vivevano in un disastro ancora più grande e temibile del mio: l'apocalisse. Loro mi avevano insegnato, nel loro piccolo, in quelle poche pagine disseminate di morti, risate e tanto amore, come affrontare l'inevitabile con stile. Senza mai perdere la speranza, il sorriso... e la testa. E, quest'ultima cosa, non è da intendere in senso lato, proprio no!
Finché zombie non ci separi, come l'Obsidian di Jennifer L. Armentrout, non era il libro dell'anno, e non voleva nemmeno esserlo: semplicemente, era la lettura spensierata e buffa di cui tutti, ogni tanto, hanno bisogno. Era un antidepressivo diventato libro. Era L'alba dei morti dementi diventato romanzo. Il tema della fine del mondo è noto mondialmente almeno quanto la mia incostanza: sarò, probabilmente, uno dei pochi lettori al mondo, infatti, a non scalpitare di gioia all'idea di conoscere, a poca distanza di tempo, i risvolti delle saghe che ho letto. Mi stanco facilmente e preferisco che il tempo limi meglio i miei ricordi, in modo da frenare le aspettative ed, eventualmente, la noia, tra un romanzo e l'altro di una serie. Anche con il secondo romanzo di Jesse Petersen ho fatto un'eccezione: sarà finita meglio o peggio rispetto a quella brutta delusione chiamata Shadows? Meglio, decisamente meglio. Gli acchiappazombie, infatti, è perfettamente coerente con il contenuto del primo volume. L'interruzione quasi non si percepisce: è graduale, delicata, naturale. Come Sarah e David non si sono presi una pausa nella loro corsa verso la vita, così l'autrice non ha perso inutilmente tempo prezioso: è tornata, grazie alla nostra Multiplayer Edizioni, in tempi record, con lo stile, i personaggi e la leggerezza che me l'hanno fatta conoscere e, in parte, anche amare. Ancora una volta ha fatto il suo dovere, rispettando promesse fatte e le scarse aspettative di sorta: mi ha divertito. Tanto. Il primo capitolo, con personaggi proiettati dalla routine al set di un film splatter con le risate registrate di sottofondo, aveva più trucchi e più dettagli per fare ridere e sorprendere. Gli acchiappazombie, invece, più vicino ai tanto citati Mad Max e Resident Evil, questa volta, sceglie di parodiare i film più fisici, adrenalinici ed estremi del genere. Ridere con la versione non-morta di Mr & Mrs Smith era facile; si può farlo, invece, davanti alle armi e ai colpi di kung fu di sexy eroine in latex alla Kate Beckinsale? Con la Petersen tutto è possibile. In un'America a pezzi e infestata da gente letteralmente a pezzi, la narratrice di sempre, Sarah, ha lavorato ad una redditizia attività anticrisi e, idolo delle masse, dall'alto della sua nuova mansione, può finalmente fare un'autopsia degli stupidissimi film d'azione, pieni di bellocci e bellocce con le tutine generosamente imbottite, che il suo David l'ha sempre costretta a vedere, in serate molto poco romantiche passate sul divano mezzo sfondato del loro appartamento ormai andato in fumo. 
Perché Hollywood dice un mare di stronzate. Gli zombie non sono affascinanti e romantici come in Warm Bodies, la Pretty Woman di turno non troverà nessun Richard Gere in limousine e smoking a strapparla via dal suo corpulento pappone, le storie d'amore tra adulti non sono come mostra The Notebook, Underworld è una palla colossale. I pantaloni di pelle stringono, fanno sudare le cosce, ingigantiscono preoccupantemente il sedere (colpa loro, non dei fornitissimi magazzi del McDonald sopravvissuti a una catastrofe planetaria!) e non facilitano aggraziati e agili calci fluttunati alla Jackie Chan. Il rischio di somigliare a un Kung Fu panda vestito di nero è dietro l'angolo, siete avvertiti! Da disoccupati a icone, però, in situazioni come queste, il passo è breve: morti tutti, morta la crisi economica. Mentre Finché zombie non ci separi era impostato come un alternativo opuscolo sulla terapia di coppia “fai da te”, Gli acchiappazombie è un manualetto per piccoli imprenditori desiderosi di crescita, arricchimento personale, armi da brevettare e sangue marcio. 
A bordo di un furgoncino ridipinto che richiama quello dell'indimenticabile Scooby Doo, Sarah e David uccidono morti viventi su commissione. E fanno affaroni, signorsì! Un autentico toccasana per l'autostima di Sarah: non deve fare autografi ai suoi fan, ma ha comunque tipi in astinenza forzata che, ad ogni occasione, nella folla, le cercano di palpare le tette. E' la popolare, desiderata e ricca Paris Hilton dell'apocalisse. Shhh... Non vi fate sentire! Lei preferisce Anne Hathaway: più raffinata, meno estroversa e con una tuta attillata che, nell'ultimo Batman, le stava da Dio. La relazione con il suo David è cresciuta, non si è arresa ed è sopravvissuta a un avvento di disgustosa violenza che li ha trovati più forti, innamorati e affiatati di prima. Ma, cosa risaputa, nemmeno loro possono sfuggire alla famosa crisi del secondo romanzo... altro che crisi del settimo anno! Ci sono passati tutti e, con un affascinante scienziato pazzo similissimo a Luke Wilson - non il biondo con il naso storto, quello dei Tenenbaum! - a far girare la testa alla nostra protagonista, riusciranno i due a uscire sani e salvi, con la fede al dito, il cuore al posto giusto e nessun morso bavoso sul collo? Scopritelo voi, tra ironici triangoli sentimentali, zombie bionici e undicenni pestiferi che amano la guida spericolata, la famiglia, l'azione, i colpi di scena finali. Gli acchiappazombie è un libro onesto, leggero, rilassante e coinvolgente che, caso raro, sa restituire ai lettori il poco che promette. Finché il divertimento facile è ciò che cercate, affidatevi a Jesse Petersen: la figlia segreta di George A. Romero e Carrie Bradshaw ha tutte le carte in tavola e, questa volta, sembra essersi divertita a leggere e fare a pezzi anche qualche noioso libro di economia. O, magari, facendo zapping, si è soltato trovata davanti una puntata di The Apprentice; prima di spegnere la TV sul faccione di Briatore, ha elaborato questo suo secondo, esilarante romanzo. Una satira, diluita con tanto sangue e acqua di rose, che fa più che bene il suo sporco e duro lavoro. Per sterminare zombie, infatti, è severamente vietato essere schizzinosi. Le mie tre stelline sono riconfermate e il prezzo del volume si abbassa di ben cinque euro. Anche se, qualche fastidioso errorino di stampa qui e lì, si sarebbe potuto evitare, onestamente, a una rilettura più attenta e accurata.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Capital Cities - Safe & Sound

mercoledì 26 giugno 2013

Recensione: Finché zombie non ci separi, di Jesse Petersen

Ciao a tutti! Inaspettatamente, rieccomi qui, a poca distanza dall'ultimo post, a parlarvi della mia ultima lettura. Se sono stato così veloce, è merito di questo romanzo che, carinissimo, si è lasciato DIVORARE. Ringraziando la gentilissima casa editrice per avermene inviato una copia, vi auguro una buona lettura e vi mando un abbraccio. Coraggio, è quasi fatta. Molto probabilmente, dal 2 Luglio sarò un uomo libero!
Gli uomini vengono da Marte. Gli zombie dall'inferno...

Titolo: Finché zombie non ci separi
Autrice: Jesse Petersen
Editore: Multiplayer Edizioni
Numero di pagine: 224
Prezzo: € 15,00
Sinossi: Sarah e David sono una giovane coppia in crisi: l'alchimia che c'era prima ormai sta svanendo e il loro matrimonio rischia di andare in fumo. Da qui, la necessità di seguire una terapia di coppia con la Dr.ssa Kelly. Un bel giorno, proprio mentre sono diretti verso lo studio della psicoterapeuta, Sarah e David notano delle stranezze: la superstrada è deserta, la solita guardia di sicurezza al parcheggio dell'edificio non c'è, e il fatto che la Dr.ssa Kelly stia strappando a morsi la gola di un altro cliente. La coppia ha scelto il giorno sbagliato per uscire di casa, perché stanno spuntando zombie da ogni angolo della strada! Un virus sfuggito ad un laboratorio universitario ha trasformato Seattle in una zona di guerra, piena di mostri antropofagi che attaccano le persone. La situazione peggiora di ora in ora. Dopo aver eliminato la vorace (ex)psicoterapeuta, i due devono prepararsi a sopravvivere ad un' Apocalisse zombie. Sarah e David lotteranno per la sopravvivenza ma i loro problemi di coppia non svaniranno magicamente solo perché assediati e in pericolo di vita. Riusciranno ad unire le forze, salvare la pelle e i loro succulenti cervelli senza uccidersi l'uno con l'altra?
                                                   La recensione
Qualcuno l'ha detto: l'amore è un campo di battaglia. Be', quel qualcuno aveva ragione e, probabilmente, in una sfera di cristallo magica, misteriosamente proiettata sul futuro, aveva visto funesti presagi, zombie, nubi radioattive e una Seattle di cenere e fiamme. Quel qualcuno, ancora più probabilmente, conosceva Sarah e David. Una coppia scoppiata. Avete presente il genere, no? Lei, lavoratrice instancabile e con sogni grandi. Lui, scanzafatiche legato, in seconde nozze, con il joystick della sua amata Xbox. L'amore all'inizio c'era, ma poi è subentrato il resto: lavori saltuari, un catorcio puzzolente come macchina, un monolocale squallido in un quartiere ancora più squallido, una crisi che logora le finanze e gli affetti. Economica, dunque, e sentimentale. L'unica soluzione per salvare cinque anni di matrimonio: una rinomata terapista dall'altra parte della città. Il che equivale a consigli scontati ed inutili, soldi buttati a vanvera, massicci manuali per mariti e mogli modello, altri litigi ancora. La loro casa, da scrigno di tenerezze e confidenze, era diventata, già da un pezzo, il campo di battaglia di quel famoso e saggio detto. Il 10 Agosto 2010 lo è diventata letteralmente: una fortezza, una barriera, un bunker. Quando fuori è scoppiato il finimondo, stare insieme sotto un unico tetto è diventato la loro salvezza. Gli zombie, come in un film horror, hanno invaso la città; forse il mondo intero. L'aveva detto la sveglia Sarah che qualcosa non andava quando, armata di tacco a spillo, aiutava il suo quasi ex maritino a sfondare il lobo frontale della sua terapista, la Dottoressa Kelly. Con i suoi prezzi improponibili, che la terapista fosse una sanguisuga senza scrupoli i due giovani coniugi già l'avevano capito! Ma mai avrebbero sospettato che quella bella donna in carriera dalle unghia sempre smaltate, accanto al pilates e ai massaggi termali, avesse anche l'hobby del cannibalismo. Lo scoprono quando, entrati nel suo studio, la vedono divorare la più affiatata delle sue coppie da salvare. Purtroppo per loro, quello non è un caso isolato. La passione per la carne umana, d'un tratto, impazza a Seattle più velocemente di qualsiasi moda. Quella donna in tailleur è una zombie in un Paese di zombie. Prima che i lifting le stirassero, insieme alle rughe, anche il buon senso, Madonna non diceva forse una cosa giusta?
Canticchiate con me, sù: 'cause we are Living in an material undead world and I'll be an material undead girl. Ok, forse no. No, non diceva così. Prevedere un'epidemia di morti viventi era troppo anche per lei, la nonna d'arte di Lady Gaga... Fatto sta che Sarah, voce narrante del romanzo, è fermamente decisa a non adattarsi a quel mondo. Lei – anticonformista, ribelle, viva? - vuole custodire la sua umanità e, sopratutto, vuole ricucire, come la fedele Penelope, la relazione con il suo incostante David. Mentre la città marcisce come carne putrefatta e sembra implodere su sé stessa, i due impareranno a collaborare (Uccidiamo insieme quella belva della terapista, yeah!), a scambiarsi gentilezze (David, mio caro, come spappoli cervelli tu nessuno mai!), ad amare i loro reciproci difetti (E' vero che lasci sempre la tavoletta alzata, ma chi mai avrebbe pensato che mi sarebbe stata utile per schiacciare la testa del nostro vicino non-morto nel water?!), ad accettare le loro famiglie (Tua sorella è una strega odiosa. Probabilmente nemmeno uno zombie le si avvicinerebbe: andiamo da lei!), a capire di volersi ancora bene (E' la seconda volta che mi salvi la vita: ti amo, ti amo!): perché la morte accende il fuoco della passione, non lo sapevate? La loro scapestrata fuga per la vita, caratterizzata da spettacolari uccisioni, simpatici personaggi che vanno e vengono, sette di fanatici religiosi e buoni sentimenti, è raccontata con leggerezza, ironia, agilità, orrore e sentimento. Sangue, amore e sfolgoranti sorrisi non mancano certamente: tutto grazie alla prosa della brava Jesse Petersen che, pur non firmando il libro dell'anno, intrattiene piacevolmente come pochi sanno fare. Tragicomica, caliginosamente solare e famelica di divertimento, è un pericoloso ibrido tra una wedding planner, una psicoterapeuta e un George A. Romero in gonnella. Primo di una trilogia mortalmente divertente, Finché zombie non ci separi è una storia rosa shocking e cervelli fumanti, rossa come l'amore e come sangue che zampilla da un morso vorace. Una commedia romantica con Katherine Heigl e Jennifer Aniston, ma con zombie. Strappa risate, miti consensi, brandelli di carne. Si salvi chi può!
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Katy Perry – Hot & Cold