Lunedì ho condiviso con voi annuncio e agitazione.
Leggere i vostri commenti mi ha messo il cuore in pace e,
abbiate fede, fra una lassa di Filologia da tradurre e qualche altro preparativo
da ultimare, prometto di rispondervi uno a uno, piano piano.
Domani
mi apriranno le porte sia Pensieri Cannibali con
un'intrigante playlist a tema, sia Un libro per amico con
un assaggio dell'incipit nella rubrica Chi ben comincia.
Il
12 novembre, invece, il lancio ufficiale previsto per il tardo pomeriggio: una volta online sul sito Bookabook, ve lo ricorderò sui social e con
un piccolo banner nella colonna laterale del blog. Vi ho
parlato di date, cifre e scadenze. Delle mie immancabili ansie da
tenere a freno e del progetto di crowdfounding, gradino poco
convenzionale che a tratti spaventa. Resta, a questo punto, la cosa
più importante: il romanzo da presentarvi. Con tanto di nota
biografica e quarta di copertina, che ritroverete nel mezzo della
campagna, e un'immagine promozionale. Essendo la
pubblicazione in forse non ho una copertina da diffondere, ma l'editore
mi ha dato carta bianca e libero accesso a quell'immenso archivio di scatti che è il sito Unsplash. Avevo in mente un unico dettaglio
fondamentale – una lampadina incandescente nel buio – e il tocco
magico della mia amica Sara, eccezionale padrona di casa di My Caffè Letterario, ha trasformato poi una semplice foto in una meraviglia. Avrete
senz'altro modo di sentirmi parlare qui e lì di Malanotte,
di com'è nato, quando o perché. Potrete chiedermi di leggere o
sfogliare una bozza del romanzo non appena lo avrò riletto e
impaginato – sarà compito di un editor professionista, in caso venga raggiunto il goal dei 250 lettori, ma da perfezionista insicuro quale sono preferisco avere l'ultima parola
e, soprattutto, il tempo di tirare di nuovo le fila. Mi eclisso lasciando la parola al mio Milo: un taglio netto del cordone
ombelicale. Spero vogliate avere cura di lui. E attraverso di lui,
così, anche di me.
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Malanotte.
Lettera aperta a una cara catastrofe.
Cartaceo, € 16.00. Ebook, € 5,99. pp. 280 |
SINOSSI
Cronometro
alla mano per lavarsi i denti, i lacci delle Converse a far pendant
con gli stati d'animo e corde del bucato su cui sventolano i
capolavori di Beethoven. Milo Jenkins, sedici anni, è un virtuoso
del pianoforte, ha mille nevrosi e il fantasma di un pesce farfalla
per migliore amico. I suoi lunghi silenzi e un candore senza età
hanno reso sicura la diagnosi: è affetto da una forma di autismo ad
alto funzionamento. Un ragazzo speciale, lo definirebbe qualcuno. Se
vivi in una città che somiglia alla cupa Eureka, però, non ci sono
parole gentili per un orfano di madre con gli occhiali a fondo di
bottiglia, la schiena ricurva sotto il peso dei libri e gli incisivi
a zappa. La svolta tanto sperata ha la gonna troppo corta e le
occhiaie viola di Iris, forestiera bella come un film di Tim Burton.
Sulla tela della loro adolescenza, uno schizzo rosso sangue. Sotto
una coltre di foglie secche, cadaveri innocenti. Corre, Milo. Ma
verso Iris o lontano da lei? Un diario ritrovato, un'eredità
improrogabile, due storie parallele che si incontrano seguendo il
filo conduttore della musica. Truce e dolce, Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe è una fiaba splatter
dove i baci hanno un retrogusto segreto e tra sogno e delirio, amore
e morte, non c'è grado di separazione.
L'AUTORE
Michele
Del Vecchio (Palermo,1994) nasce su un'isola, passa le estati della
sua infanzia all'ombra del Vesuvio e a otto anni si trasferisce nella
regione che, stando a torto alla pagina Facebook, non esiste. Vive
tra Termoli e Pescara con quel che resta della sua famiglia e
l'irresistibile Ciro, un tigrato europeo che odia tutti e in cui
spera fermamente di reincarnarsi in un’altra vita. Fondatore nel
2012 del blog Diario di una dipendenza e plurifinalista ai
Macchianera Internet Awards nella categoria Miglior sito letterario,
sta lavorando a una tesi magistrale in Letteratura teatrale italiana.