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domenica 22 luglio 2012

Recensione: Questo è solo l'inizio, di Gina Blaxill

La gelosia fa fare delle cose strane.
L'amore ti fa capire chi sei.   
 
Titolo: Questo è solo l'inizio
Autrice: Gina Blaxill
Editore: Piemme “Freeway”
Numero di pagine: 284
Prezzo: € 15,00
Data di pubblicazione: Luglio 2012
Sinossi: Jonathan e Rosalind non si sono mai visti, ma una sera si trovano per caso online e cominciano a parlarsi in chat. Jono ha 16 anni, vive a Norfolk e soffre per la lontananza di Freya, la sua ragazza, che frequenta una scuola di musica a Londra, dove i suoi genitori gli hanno impedito di andare. Ros, invece, ha 14 anni, vive a Londra, ha una famiglia poco presente e una migliore amica che vuole trascinarla a uscire con un gruppo di ragazzi artistoidi un po’ troppo strani per i suoi gusti. Jono e Ros cominciano a sentirsi tutti i giorni, tra chat, e-mail e sms. Quando all’improvviso, mentre il loro rapporto virtuale diventa sempre più profondo, Freya sparisce, ultima di una serie di ragazze scomparse a Londra, e Jono diventa l’indiziato numero uno..
                                                                                               La recensione
Londra. Malinconica, triste, piovosa. Una folla in movimento nella scena di un film a scorrimento veloce. Una sagoma ferma in un fluire rapido di corpi ed esistenze. Picadilly Circus la stringe in un abbraccio di luci.
Le gallerie della metropolitana come i meandri sterminati delle chatroom. E della vita.
La paura di sentirsi soli, il bisogno di essere amati, la voglia di svuotare il contenuto stantio del cuore con un paziente e lontano confessore.
Un triangolo amoroso. Jonathan, Freya e Rosalind. Lui, lei, l'altra. 
L'altra” - non ostacolo, ma complice, amica, confidente. A separarli, lo schermo del portatile e un castello di bugie fragili come carte. Bugie per rendersi più interessanti, bugie per immaginare la vita che non abbiamo mai costruito.
In una giungla d'asfalto che ha i contorni di una Londra umida e pericolosa che a stento sembriamo riconoscere, l'inizio di una delicata storia d'amicizia e di uno strano incubo urbano che dimora tra le piccole increspature del freddo Tamigi e nello squallore di vicoli e quartieri, lontani dalla lunga ombra del Big Ben e dagli scatti dei turisti.
Questo è solo l'inizio è una storia che mi ha conquistato dalla prima pagina e nella quale mi sono immerso con crescente stupore per tutte le 284 pagine che la compongono – poche, forse, per racchiudere l'adolescenza e i suoi inspiegabili misteri, ma abbastanza per assicurare un viscerale e totale coinvolgimento con i protagonisti e per gustarsi un caffè dolce amaro che sa di vita e di emozioni genuine e mai amplificate.
La sinossi mi aveva lasciato presagire un romanzo prettamente Young Adult con venature thriller e, vista la ridotta fascia d'età dei protagonisti (14 – 16 anni), ero partito con un bagaglio di scarse aspettative e con la speranza costante di non trovarmi di fronte alle svenevoli lamentele di un manipolo di figli di papà con il quoziente intellettivo di una gallina (...o delle protagoniste di Pretty Little Liars, se vogliamo!) e con le camicie inamidate e i verdoni dei rampolli di Gossip Girl. Amicizie elettive, scuole private, vestiti griffati, feste esclusive e una cartelletta di documenti falsi per assicurasi bevute “proibite” nei pub più in della città.
Stop. Occhi alla copertina. In basso, a sinistra, la familiare spirale colorata che, per me, è ormai simbolo di garanzia – logo della pregevole collana che ha portato in Italia Quel che resta di te, Will ti presento Will e Delirium – e che, come un pennello di qualità al servizio di una mano abile, è in grado di ritrarre il mondo nella sua imperfetta bellezza e di assicurare ai suoi lettori ritratti veritieri e mai oleografici dei difficili anni della crescita.
Prima che il romanzo acquisisca i tratti di un giallo ci vogliono pagine e pagine, ma l'attesa che il mistero arrivi a dare un senso alla storia è riempita di profondità, realistici dialoghi e vita. Una vita che è vissuta nell'ombra e nella solitudine, senza gesti eclatanti e grandi imprese, ma che mi ha ricordato la noia e la semplicità della mia.
Tanto di me è nel carattere dei personaggi, tanto di loro è in me.
Jono – una chitarra sempre sulle ginocchia, magro e dinoccolato, impacciato, i jeans sdruciti e un paio di occhiali da vista dalla montatura nerd.
Freya – talentuosa, sexy, il potere di ridurre i cuori a brandelli: un'incognita dai capelli biondi, misteriosa come l'indimenticabile Alaska di John Green e algida, volubile e inarrivabile come l'Estella di Grandi Speranze delle moderne generazioni.
Rose – una voce nel silenzio, un taglio da maschiaccio, una famiglia sfasciata, uno sguardo timido che non si nota tra la folla, la capacità di sentirsi sola anche nel trambusto di una rimpatriata tra amici.
Le vite dei tre si sfiorano come in una pièce teatrale, si nascondono, si cercano e si rincorrono sui binari del destino e della London Uderground.
Tra Vanilla Sky, Last Night e Appuntamento a Wicker Park, l'ultimo titolo della Piemme Freeway è un teen thriller insolitamente maturo, in cui le luci livide della città e le sue nebbie suggestionano il lettore e, come trucchi di un mago, amplificano il mistero e fanno apparire avvincente perfino un indagine un po' fiacca e dai risvolti leggermente banali – unico indizio della giovane età dell'autrice e della sua lieve inesperienza con le modalità del genere mistery. Il romanzo della Blaxill è un esordio maturo e dall'intreccio conturbante e travolgente. Un romanzo di formazione che si snoda nell'arco di poco più di un mese e che, sotto la parvenza di mistero che il titolo e la suggestiva copertina lasciano presagire, ha la solidità e l'originalità di un piccolo saggio sulla complessità dei rapporti di coppia, architettato da un affermato professionista e narrato dalla voce imperfetta e insicura di un sedicenne dal cuore ferito.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Rumor has it – Adele 

giovedì 28 giugno 2012

Prossimamente: Questo è solo l'inizio, di Gina Blaxill (Piemme Freeway)

Un thriller mozzafiato, ambientato in un’affascinante Londra contemporanea.
Ciao a tutti! Sono felicissimo, quest’oggi, di presentarvi in “super” anteprima un nuovo romanzo targato Piemme Freeway che, a partire dai primi di luglio, sarà disponibile in tutte le librerie italiane. Il thriller non è un genere che attira particolarmente i miei coetanei e quello di Gina Blaxill – alla prima esperienza con la stesura di un romanzo young adult – è un tentativo di unire gli elementi del genere alle istanze dei lettori più giovani. Nasce così “Questo è solo l’inizio”, un giallo conturbante ed intenso che, snodandosi tra le strade della caotica Londra contemporanea e nei meandri pericolosi delle chatroom, sfocia in una storia di sentimenti, gelosia, amicizia e morte, che strizza l’occhio ai fan di Pretty, Little, Liars e a quelli di film come Nickname: enigmista e I segreti della mente. Con la buona media di tre stelline e mezzo su Goodreads, sono sicurissimo che attirerà nella sua rete molti lettori.
  Due storie differenti.
Una ragazza scomparsa. 
Di chi potrai fidarti?    
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Titolo: Questo è solo l’inizio
Autrice: Gina Blaxill
Prezzo: € 15,00
Numero di pagine: 294
Data di pubblicazione: Inizio Luglio 2012
Sinossi: Jonathan e Rosalind non si sono mai visti, ma una sera si trovano per caso online e cominciano a parlarsi in chat. Jono ha 16 anni, vive a Norfolk e soffre per la lontananza di Freya, la sua ragazza, che frequenta una scuola di musica a Londra, dove i suoi genitori gli hanno impedito di andare.
Ros, invece, ha 14 anni, vive a Londra, ha una famiglia poco presente e una migliore amica che vuole trascinarla a uscire con un gruppo di ragazzi artistoidi un po’ troppo strani per i suoi gusti. Jono e Ros cominciano a sentirsi tutti i giorni, tra chat, e-mail e sms.
Quando all’improvviso, mentre il loro rapporto virtuale diventa sempre più profondo, Freya sparisce, ultima di una serie di ragazze scomparse a Londra, e Jono diventa l’indiziato numero uno..

La copertina originale
Un estratto: Quando il cellulare ha squillato ho pensato di essermelo immaginato.
Nessuno mi aveva mai chiamata a scuola.
Vedendo il nome sul display, poi, ho sentito un tuffo al cuore.
«Jon?»
«Sì sono io. Freya è scomparsa. È uscita da sola sabato scorso
e non l’hanno più vista. Non è da lei.»
«Non risponde alle chiamate?»
«Il cellulare è rimasto in camera sua. Però non ho trovato la borsa,
perciò spero che si sia portata dietro dei soldi… Sono sulla linea
verde della metro, vado a vedere se è al conservatorio. Forse dovrei
chiamare la polizia, continuo a pensare a quella ragazza uccisa…»
«Calmati, Jon. Perché non chiami prima i suoi e gli amici?
Magari è da loro.»
«Non posso chiamare i suoi, mi farebbero nero! Posso provare
a parlare con qualche vicino, ma non riesco a stare calmo!
Se è successo qualcosa è colpa mia che l’ho trattata male e l’ho fatta scappare, non capisci? Senti, tu conosci Londra meglio di me. Aiutami.» Ho sgranato gli occhi. «Ora?» «Sì, puoi uscire da scuola? Ho bisogno di un’amica.»
Me lo sono visto davanti, troppo agitato e confuso per rifl ettere.
Tra tante persone a cui chiedere aiuto, aveva scelto me.
«OK. Ci vediamo a Embankment Station.
Tra un’ora.»