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sabato 8 aprile 2017

Recensione: milk and honey, di Rupi Kaur

Titolo: milk and honey
Autrice: Rupi Kaur
Editore: Tre60
Prezzo: € 12,00
Numero di pagine: 204
Sinossi: Milk and honey è una raccolta di testi di amore, perdita, trauma, violenza, guarigione e femminilità. Si divide in quattro capitoli, ognuno persegue un obiettivo diverso, tratta una sofferenza diversa, guarisce un dolore diverso. Milk and honey accompagna chi legge in un viaggio attraverso i momenti più amari della vita e vi trova dolcezza, perché la dolcezza è dappertutto, se solo si è disposti a cercarla.

                                   La recensione
Poesia. Cosa ne pensate degli spazi bianchi? Che rapporto avete con i versi? Li avete mai letti tanto per leggerli? Per il piacere di farlo, dico, senza preoccuparvi di metrica, parafrasi, interrogazioni a tappeto durnate l'ora di italiano? Ho fatto il Classico, studio Lettere. La poesia dovrebbe piacermi, in teoria, ma sono un tipo molto poco poetico. Amo le prose decise, scarne. Le storie viscerali. Associo per deformazione professionale, come immagino facciano i più, la poesia ai banchi di scuola. Alla lettura a voce alta in cui no, non sono mai stato una cima: la voce mi rimbombava ovunque, nella classe mezza vuota, e mi vergognavo a morte, come un ladro. Qualcosa però sta cambiando. Me ne sono accorto quest'anno, durante la sessione di gennaio, quando in un manuale saltavano fuori poeti contemporanei – su tutti, l'amatissimo e postatissimo Michele Mari – e mi giungeva all'orecchio il suggerimento di leggere interamente La vita nuova per fare una bella impressione al prof. Leggere il giovane Dante a scatola chiusa, come se si trattasse di un romanzo dei miei, me l'ha fatto capire più di qualsiasi commento. La poesia e la bellezza, se spiegate o misurate col righello, si sciupano. Titubante ma curioso, ho sfilato dall'involto una copia inattesa di questo milk and honey. Un volumetto lucido, preziosissimo, scritto e illustrato da Rupi Kaur: indiana volata in Canada, femminista, quasi mia coetanea. L'ho letto tra una cosa e l'altra, d'un fiato. Ve ne parlo senza presunzione e senza stelline di valutazione. Per il semplice gusto di parlarvene. Cosa che non pensavo di poter fare, davvero, se in presenza di versi sciolti, composizioni brevi o brevissime, vissuti tragici che non stanno bene in rima baciata. milk and honey è un affastellarsi di amanti, dolori e segni rossi addosso. Una poesia carnale, scabrosa, a tratti seducente. Fatta di carne: non saprei dire altrimenti. La senti, la vedi, attraverso il fiume di parole della Kaur. E da questa stessa carne, strizzata e lacerata, curata e ricucita, stilla una poesia schietta e imprecisa, verissima, che trasforma gli umori corporei in latte e miele. In copertina: le api che ti pungono e muiono, strappatesi di netto il pungiglione. All'interno: quattro sezioni come capitoli di una stessa storia. Si parte da una violenza sessuale. Da un corpo abusato, scassinato, stuprato.

l'amore ha fatto sì che la trappola 
in te sembrasse un rifugio

Si prosegue con una vittima degli uomini, una sopravvissuta, che trova la forza per aprire le braccia – e le gambe – a un nuovo amore. Uno giusto, finalmente, anche se non eterno. Diverso dal sesso conosciuto troppo presto, però. Dall'atto bestiale. 

nulla è più sicuro
del suono di te
che mi leggi qualcosa

Ma anche l'uomo giusto va via. Restano le schegge, i pezzi da raccogliere. Messi insieme restituiranno l'illusione di un tutto? Dell'emozione vecchia, passata, ma mai dimenticata? Ne vengono altri, di amori. Poi se ne vanno. Si danno il cambio, e davanti all'ennesimo sbaglio di una notte si trova l'ispirazione, l'appiglio, nel coraggio di altre donne. In una rinascita che parte dalla solidarietà tra simili.

prenditi
una cotta
per la tua solitudine

La parola chiave, una delle mie preferite, è resilienza. L'autrice scrive di getto – e disegna, disegni rapidi e splendidi – per se stessa. E la scrittura un po' fa stare meglio, un po' fa stare peggio. milk and honey è un esame di coscienza, una seduta psicologica, un memoriale. Scava in cerca della linfa, dell'acqua. Per una specie di rinascita che parte nel profondo, dalle radici del disagio, e si ferma qui. Dove la carta, poi, ne conserva traccia. 

come fa a morire il nostro amore
se sta scritto
in queste pagine