mercoledì 19 dicembre 2012

Nero Italiano: un buon libro è come un buon caffè. Ti tiene sveglio tutta la notte. . .

Ciao a tutti, amici miei! Un anno fa, in questo stesso periodo, la Fanucci annunciava una sua nuova collana a piccoli prezzi: la timeCRIME. Grandi storie, di autori esordienti e non, che proponevano un intrattenimento di grande qualità a un prezzo che oscillava attorno agli € 9,90. Nell'ultimo periodo, tuttavia, non vi nascondo che, almeno secondo me, era venuta a mancare un po' di quella freschezza degli inizi, e nuovi nomi del giallo italiano avevano ceduto il posto a romanzi internazionali che, francamente, suonavano come già letti. Indagini di sangue, storie che sfociavano nel fantascientifico, misteri e biotecnologie. Dove erano le innovazioni e la spontaneità dell'italianissimo Venti Corpi nella neve, ad esempio? In segreto, qualcuno stava lavorando per noi! Il 3 Gennaio conosceremo, infatti, una nuova collana, dedicata al noir tricolore e nata da una scissione della timeCRIME: Nero Italiano.
Di seguito, i tre titoli che troveremo in libreria agli inizi dell'imminente 2013. Non vi nascondo che la mia curiosità è tanta! Strega, con un titolo affascinante, semplice ed immediato, appare a metà strada tra il romanzo storico, il dramma e il thriller: un affascinante sortilegio tra L'ultimo Inquisitore e Brida. A casa del diavolo, invece, sembra ricordare un Benvenuti al Sud sporcato di sangue. Ultimo ma non l'ultimo, La Banda dei tre, un misto di cronaca nera, ironia antifrastica e grottesco, che ricorda il recente esordio di Giuliano Pasini: bizzarro, divertente, tragicamente vero.
 
Titolo: Strega
Autore: Remo Guerrini
Editore: timeCrime – Collana “Nero Italiano”
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 9,90
Sinossi: Con Strega Remo Guerrini, penna acuta del giornalismo italiano da oltre quarant’anni, dà vita a una lettura incredibilmente coinvolgente, un thriller storico sapientemente costruito in costante equilibrio fra fantasia creatrice e fedeltà delle ambientazioni e dei personaggi.
Chi è Battistina? Una strega di appena dodici anni, capace di compiere prodigi e fatture e di convincere i rovi a fiorire, oppure una povera contadina ignorante, che conosce solo le virtù inebrianti delle erbe e delle piante di montagna? A chiederselo sono in tanti, in un remoto angolo dell’Italia del 1587. A inerpicarsi fino all’antichissima e oscura rocca di Triora, nell’entroterra ligure, sarà una spedizione organizzata dalla Repubblica di Genova, composta dal lucidoe crudele Giulio Scribani, Commissario straordinario incaricato di debellare la stirpe delle streghe; da Juan Ferdinando Centurione, storpio e coltissimo, che con la sua logica sfiderà i vicari dell’Inquisizione; e dal giovane Niccolò, segretario e scrivano, che finirà per legarsi alla giovane strega nella vita come nella morte...

Titolo: A casa del diavolo
Autore: Romano De Marco
Editore: timeCrime – Collana “Nero Italiano”
Numero di pagine: 208
Prezzo: € 9,90
Sinossi: Un thriller mozzafiato che esplora le contraddizioni e gli abissi dell’uomo, con La casa del diavolo Romano De Marco si conferma voce originale e tagliente del panorama noir italiano.
Giulio Terenzi è un trentenne ambizioso e un impenitente seduttore: ma proprio quando ogni cosa sembra andare per il meglio, la sua promettente carriera di bancario viene stroncata dall’improvviso trasferimento a Castrognano, un borgo sperduto tra i monti dell’Abruzzo dove si ritrova a gestire, da solo, la piccola filiale della sua banca. L’impatto con il paese si presenta a dir poco scoraggiante. Il vecchio direttore della filiale, Rinaldi, muore in un misterioso incidente stradale subito dopo aver passato le consegne al giovane collega; esaminando i depositi e i conti correnti della filiale, Terenzi nota poi delle gravi anomalie che fanno pensare a una truffa architettata ai danni della baronessa De Santis, una ricchissima ottuagenaria che vive nel palazzo situato di fronte alla banca. Col passare del tempo, gli eventi misteriosi si moltiplicano: strani simboli appaiono all’ingresso di abitazioni i cui proprietari sono scomparsi nel nulla; un bambino inizia a seguirlo come un’ombra, mostrandogli disegni che rappresentano allucinate scene di morte; si vocifera di strani rituali celebrati nei boschi, cui Terenzi non può e non vuole dar credito.

Titolo: La banda dei tre
Autore: Carlo Callegari
Editore: timeCrime – Collana “Nero Italiano”
Numero di pagine: 256
Prezzo: € 9,90
Sinossi: Una storia che stravolge i canoni classici del noir e che gioca sempre sul filo del grottesco e dell’ironia, travolgendo il lettore con la sua freschezza e le sue continue trovate. Claudio Bambola è un agente della narcotici infiltrato a Padova. Dopo due anni di duro lavoro sta per portare a termine una retata di quelle che fanno notizia e che finalmente gli permetterà di cambiare vita. Il sequestro di una partita da venti chili di cocaina purissima. Ma nello scambio della partita di droga che fa parte della retata si intromette una gang di mafiosi russi, i fratelli Makarovic, e tutti i piani saltano. Dopo aver ucciso durante una sparatoria uno dei tre fratelli, Bambola per sopravvivere si vedrà costretto a chiedere aiuto alle stesse persone che prima doveva incastrare. Tony Piccolo, un nano spacciatore e pistolero, e Silvano Magagnin detto il ‘Boa’, ex tossicodipendente convertitosi ai furti in appartamento e in perenne crisi misticoreligiosa, diventeranno i suoi nuovi quanto improbabili compagni d’avventura.
In un vorticoso susseguirsi di avvenimenti e colpi di scena, la banda dei tre si vedrà coinvolta in inseguimenti e sparatorie al limite del grottesco. Una Padova notturna e di ‘confine’, che porterà Claudio Bambola a conoscere persone come le ‘gemelle biologiche’, Bit la salma, il Banana, ma soprattutto Patrizia, donna che cercherà di conquistare in ogni modo.

martedì 18 dicembre 2012

"L'età dei miracoli" e "Babbo Natale e Il furto dei regali": i vincitori!

Ciao a tutti, amici lettori! Vi scrivo di ritorno dal paese dei miei nonni.
Come molti di voi hanno saputo, infatti, nel cuore della notte tra il 16 e il 17 Dicembre, alla veneranda età di 88 anni, si è spenta la mia nonna paterna, Angela (o meglio, Angelina, come la chiamavano tutti!). Ha lasciato tre figli, quattro nipoti e due pronipoti, ricongiungendosi, finalmente, al marito Michele, scomparso nell'inverno di undici anni fa. Ringrazio chi, sulla pagina facebook del blog, mi è stato vicino e anche chi, invece, ha appena scoperto la mia perdita. Sensibili e affettuosi, come ho imparato che siete, sono sicuro che avreste tutti parole di conforto :)
E, accanto alla vostra solidarietà, un'altra piccola gioia e lo scoprire che, nei giorni della mia assenza, il blog ha raggiunto i 300 followers. Vi ringrazio! Un anno fa, non speravo nemmeno lontanamente in un traguardo tale. Lo so che detto da me non è una novità, ma, credetemi, vorrei avere modo di premiarvi uno ad uno. Ogni giftaway, quindi, da una parte mi rende felice, dall'altra immensamente combattuto. Come scegliere?
Questa sera, purtroppo, potrò premiare solo due dei 303 lettori, l'uno con una copia di L'età dei miracoli, l'altro con Babbo Natale e Il furto dei regali, ma vedrò cosa inventarmi. Le vostre email le ho tutte, ricordate, e il compleanno del blog si sta avvicinando sempre di più! ;)
Vi invito, intanto, a prendere parte, se vi va, al terzo giftaway natalizio (qui), che si concluderà il 20 di questo mese. Ringraziando Mondadori e Fanucci, vi saluto e vi lascio con il verdetto.

Il momento è giunto..
.. rullo di tamburi..

ELISA vince L'età dei miracoli!
Tutti i vostri commenti mi hanno lasciato gli occhi lucidi. Vi ringrazio per aver aperto un po' del vostro cuore a me e per esservi messi in gioco. Se vi avessi conosciuto prima, forse, non mi sarei sentito spesso così solo. Leggere di voi e dei vostri dodici anni – quando vi sentivate brutti, insoddisfatti, incompresi, strani – è stato come guardarsi allo specchio e ricordare. Elisa, con un commento breve e significativo, una prosa splendida e un'emozionante sincerità, mi è parsa a tratti molto simile alla Julia descritta dalla Walker: una consapevole e matura primadonna. Una grande protagonista della sua vita.

Elfolletto vince Babbo Natale e Il furto dei regali!
La più natalizia delle storie per il più natalizio dei blogger, che in occasione del “contest” ha postato sul suo Bookhunter una splendida foto del suo albero decorato a festa.Complimenti!

sabato 15 dicembre 2012

Giftaway + Recensione: Il viaggio di Lili e Po, di Lauren Oliver

Ciao a tutti! In occasione di questa nuova recensione, per farmi perdonare della discontinuità dell'ultima settimana, colgo l'opportunità per dare il via a un nuovo giftaway natalizio! Ringraziando la gentilissima Piemme per la disponibilità, ho modo di mettere in palio per voi una copia dell'ultimo romanzo dell'amatissima Lauren Oliver, Il viaggio di Lili e Po. Un'avventura per grandi e piccini che mi ha concesso ore di piacevole lettura, e che spero possa fare lo stesso con il più fortunato tra voi. Per partecipare, seguite le solite regoline (essere follower del blog, linkarmi le vostre condivisioni) e lasciate un commento alla recensione, con le vostre impressioni e le vostre aspettative. Venerdì, 21 Dicembre, decreterò io stesso il vincitore ;)

Titolo: Il viaggio di Lili e Po
Autrice: Lauren Oliver
Editore: Piemme “Il battello a vapore”
Numero di pagine: 300
Prezzo: € 16,00
Sinossi: Dalla morte di suo padre, la perfida matrigna di Lili la costringe a vivere relegata nella soffitta di casa. Una sera, però, dal buio appare un piccolo fantasma di nome Po e i due ragazzini fanno subito amicizia. Nello stesso momento, Will, un apprendista alchimista, scambia per sbaglio la cassetta che contiene il più potente incantesimo del mondo con quella delle ceneri del padre di Lili. L'errore di Will avrà incredibili conseguenze anche su Lili e Po, incrociando i loro destini e conducendoli in uno straordinario viaggio insieme. Età di lettura: da 10 anni.
                                                       La recensione 
Natale. Le temperature che si abbassano e la pioggia che diventa brina sottile, magari neve. In casa, a proteggerci da quel freddo da lupi, l'abbraccio di una coperta calda e lo sfavillio delle luci dell'albero che, riflesse sulle palline argentate e l'oro dei fiocchi, ci regalano, in alternanza, colore e buio al suono dell'allegra Jingle Bells. Tutto cambia, ma non sappiamo dire addio alle tradizioni. Alla cioccolata calda e a una speziata tazza di tè, al binomio perfetto di pandoro e Nutella, al presepe e alle ghirlande, a Mamma ho perso l'aereo e all'intramontabile Canto di Natale. Accanto alle irrinunciabili consuetudini che mi porto dietro da bambino, da quest'anno potrebbe aggiungersi una sorprendente scoperta fatta in questi giorni, che, fiabesca e malinconica, ha resettato il mio cervello, facendomi retrocedere all'età mentale di dieci anni. Una storia da sgranocchiare come un dolcetto davanti al caminetto, un omaggio in grande stile ai libri adorati dai più piccoli, la conferma di una nuova, brillante stella della narrativa che si scopre anche dotata di grande eleganza e leggerezza. Basta soltanto sfogliare le prime pagine del Viaggio di Lili e Po per sprofondare nelle poltroncine lise di un trenino alato, o di un battello (a vapore!) che naviga verso l'arcobaleno e oltre. Le pagine non sono semplicemente bianche, ma di un delicato color seppia; l'ingresso dei capitoli che lo compongono è sempre accompagnato dagli stessi ghirigori della deliziosa copertina; le fedeli illustrazioni, ad opera della bravissima Linda Cavallini, ci aiutano ad immaginare tutti i minimi dettagli dei personaggi e a dare un volto, un sorriso o un ghigno perfido a protagonisti ed antagonisti. In Delirium ed E finalmente ti dirò addio, due delle migliori letture di questo lungo anno, avevo conosciuto una Lauren Oliver lirica ed espressiva, con una propensione per il tragico e per i cuori ulcerati. La collana che ha cresciuto me e intere generazioni di piccoli e curiosi lettori al suon di incantesimi e avventure, la ospita nelle vesti variopinte di fata madrina e, personalmente, la curiosità di vederla alle prese con un più vivace aspetto della narrativa era smisurata. Sarebbe stato brusco il passaggio dal dramma umano alla favola?  
La classe non è acqua, e l'autrice attua il difficile passaggio con immensa naturalezza, mantenendo integra la sua identità e dando una pennellata del suo lieve gusto dark a un racconto, da gustare in un paio d'ore, arricchito con soffitte infestate, matrigne cattive, giganti buoni, alchimisti in cerca del sortilegio più potente, amicizie sbocciate per caso e piccoli, grandi amori. Non mancano, inoltre, battute di spirito, sorprese e qualche bonario spauracchio! C'è tanto della Matilda di Roald Dahl, dei viaggi ad alta velocità sul Polar Express, degli spettri teneri e malinconici di Casper, della tristezza della Piccola Principessa, dei pasticci di Topolino nel ruolo di Apprendista Stregone, dei colori mai sbiaditi della nostra “età dei miracoli”. La struttura del libro, basata su un fitto corollario di personaggi, fili che s'intrecciano all'unisono, riconoscimenti e magia, riporta alla mente quella degli antichi prototipi del romanzo, ma le pure e semplici emozioni che regala non hanno età. Le conosciamo tutti benissimo – le abbiamo provate ieri o un'infanzia fa – ma sentirle riaffiorare ancora una volta lascia più sereni della storia stessa.
Il mio voto: ★★★ +
Il mio consiglio musicale: Somewhere Over the Rainbow – Chiara Galiazzo (Soundtrack “Il mago di Oz”)

lunedì 10 dicembre 2012

Recensione: Forte come l'onda è il mio amore, di Francesco Zingoni

Ciao a tutti! Dopo oltre una settimana dalla mia ultima recensione, ritorno parlandovi di un romanzo recentemente ripubblicato per la Fazi Editore. Conosciuto precedentemente come Demian Sideheart, Forte come l'onda è il mio amore è la vittoria personale di Francesco Zingoni e il potenziale capolavoro di questo mio 2012. Una lettura corposa e appassionante che vi obbligo ad intraprendere! Ringraziando la gentilissima Giulia per avermi dato modo di leggerlo, vi auguro buona lettura :)
Chi vive l'amore è già salpato per il viaggio più misterioso.

Titolo: Forte come l'onda è il mio amore
Autore: Francesco Zingoni
Editore: Fazi
Numero di pagine: 607
Prezzo: € 17,50 Ebook: € 4,99
Sinossi: "Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. 
A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. 
Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo."
                                                   La recensione 
Questa recensione avrebbe dovuto avere un inizio, uno svolgimento e una fine. Sarebbe dovuta essere una delle tante, l'ennesima, e avrebbe dovuto seguire, come di norma, le tre coordinate temporali che, nel corso della sua carriera, ogni bravo insegnante ha fatto imparare ai suoi studenti. Ma procedere in questo modo avrebbe reso Forte come l'onda è il mio amore banale, ordinario, ovvio. Quello che il romanzo non è. Perché, come un sogno del cinema di Cristopher Nolan, non ha né inizio, né svolgimento, né fine, ma una struttura di riflessi e sovrapposizioni, ricordi violenti e delicate riflessioni, che lo rendono uno splendido ed incantevole caos. Perché, come la scia di lucciole sottratte alla notte, è un fuoco d'artificio in un barattolo. Un miracolo. E confesso di non avere di che farmene delle tante annotazioni che ho preso nel corso della lettura. Mi affido all'istinto e, invano, prego di riuscire a toccare un po' delle sponde di quegli infiniti lidi sul quale il romanzo naufraga. So che non ne sarò in grado. Ad ornarli, le onde della serendipità, della magia, dell'amore, del destino. E' stato proprio il destino, forse, a condurmi tra le braccia di questo romanzo. Ero nel luogo sbagliato e in un momento ancora più sbagliato. Tra il cinico ed il nostalgico, nella sala di un cinema affollato da sedicenni urlanti, volevo dare il mio personale addio (non infierite!) ad una saga di vampiri, cambiamenti e sentimenti che mi faceva compagnia ormai da un po'. Tra le tipiche pubblicità che precedono ogni proiezione, un trailer imprevisto mi ha lasciato con gli occhi lucidi e le parole imprigionate tra le macerie del disastro: The Impossibile, di Juan Antonio Bayona (qui). Una pellicola diretta dallo straordinario regista di The Orphanage e interpretata da due delle stelle più brillanti, per la storia altrettanto straordinaria di una famiglia che, separata da una forza più potente dell'amore che li aveva uniti, sullo sfondo del tremendo Tsunami del 26 Dicembre 2004, riuscì nell'impossibile. Ritrovarsi.
Memore di quella sottilissima commozione che aveva prima incantato i cinema spagnoli, poi messo a tacere gli schiamazzi di qualche bambina isterica, mi sono avvicinato al romanzo pensando, erroneamente, che ne avesse ispirato la sceneggiatura. Il tema era simile, il titolo così poetico rimandava alla storia di un grande amore, la suggestiva copertina mostrava una barchetta in balia dell'oblio. Non volli soffermarmi sui particolari. Scoprire una storia del tutto nuova fu solo la prima di tante sorprese. Sorprese racchiuse in un'atlante geografico - restituitoci a cavallo di un'onda, conquistato errando lungo le sinapsi del cervello e le caverne del cuore – che contiene cartoline ed indagini, dati e statistiche, prosa e versi, musica, pensieri e parole, e sul quale si legge un nome che mi auguro possa diventare noto a livello internazionale. Quello di Francesco Zingoni.
Come accaduto per i suoi indimenticabili protagonisti, il destino l'ha fatto viaggiare a lungo tra i mari dell'editoria italiana e, dopo averlo pubblicato con una casa editrice indipendente, il suo romanzo d'esordio è giunto, infine, in casa Fazi. Come un messaggio in bottiglia criptato, o una verità rivelata, è stato liberato tardi dalla sua cella di vetro e salsedine. Ma, vedete, l'importante è che sia arrivato. Da quando, con un nuovo titolo e una nuova veste grafica, a Novembre, è stato ristampato in larga scala, lo si è dovuto leggere, divulgare, amare. Intimidito dalla notevole mole e dal tono dispersivo dei primi capitoli, all'inizio mi ha fatto tanta paura. Era una storia “grossa” e alla portata di pochi, e di certo non alla mia. Alcuni elementi erano tirati troppo per le lunghe, ma altri mi lasciavano senza parole: naufraga con noi, dicevano. L'ineffabilità ha prevalso.  
Zingoni mi ha portato alla deriva, lontanissimo dal mondo e dalla riva. Circondato dall'oceano più grande del mondo, mi ha fatto morire di sete e di fame, in una regata epica in cui, accanto al protagonista senza passato, ho combattuto crudeli chimere, sentito richiami più assordanti di quelli delle sirene di Ulisse, superato le insidie di Scilla e Cariddi. Insieme, abbiamo inseguito un sogno e le parole di Dylan Thomas, poeta della libertà, e dall'Oceano Pacifico siamo giunti fino a una spiaggetta a forma di clessidra nel cuore nebbioso del Galles. Dell'Oceano ho conservato il calore, il bruciore della salsedine, la bontà, gli usi e i costumi di un popolo sotto lo schiaffo dell'onda, la riconoscenza di chi si sente ogni giorno un po' miracolato. Del Galles, tra spiagge spazzate dal mare d'inverno, ispirazione per alcuni e morte per altri, le grida delle ghost story più inquietanti e gli scorci selvaggi più affascinanti di un tramonto sul mare. Meraviglioso, inoltre, che il protagonista - che si chiami Mauke Nuha, Sebastian o Demian, poco importa! - venga raccontato in terza persona per poi diventare, con la scoperta della sua identità e del suo amore eterno, protagonista della sua stessa storia. Lo conosciamo senza identità e futuro, lo scopriamo giovane e ribelle nella sua fase “rock underground e ganja”, anima errante, amico, figlio, marito, guida spirituale.
Delirante e strafatto, bohémien, avventuriero, detective e mistico, Demian Sideheart è balsamo per l'anima delle vite che tocca. Balsamo per la nostra, di vita
Tra un kolossal hollywoodiano, una melodia new wave, un concerto suonato negli anni ruggenti di Woodstock, Romeo + Giulietta, Al di là dei sogni e un visionario film di Terrence Malick, l'opera prima di Francesco Zingoni è un esordio che gareggia per la perfezione e, accanto all'ultimo capolavoro di King, si gioca il ruolo di migliore lettura dell'anno. L'ho terminato sabato sera e ho riflettuto a lungo su cosa scrivere, su cosa far trasparire. Ho avuto bisogno di interiorizzarlo come una preghiera o un viaggio spirituale su una surreale catena delle Himalaya affacciata a strapiombo sull'acqua e il sale. Ha cambiato la formazione del mio mondo e del mio cuore, facendomi avvertire ogni piccola pulsazione e rendendo quelle brutte e sanguinose vene che lo percorrono più calde, colorate ed intense delle luci di un albero di Natale. Dovete leggerlo. E' una spettacolare minaccia, la mia, che, credetemi, vi cambierà. Mi resta un solo rimpianto: quello di non averlo scelto come primo romanzo da leggere nell'imminente 2013. Un anno iniziato così avrebbe puntato alla perfezione e, durante il primo mese dell'anno, avrei avuto una sola lettura all'attivo, ma già un immensità di storie nell'anima. Forte come l'onda è il mio amore non è l'eclissi totale del cuore cantata, anni fa, da Bonnie Tyler. E' lo tsunami che manderà alla deriva voi e i vostri giorni su quella zattera sgangherata che diventerà la vostra casa.
Il mio voto: ★★★★★
Il mio consiglio musicale: Lisa – Oceano 


sabato 8 dicembre 2012

Giftaway natalizio #2: Babbo Natale e Il furto di regali, di Claudio Comini

Ciao a tutti, amici lettori, e buon 8 Dicembre! Come procedono le decorazioni del presepe e dell'albero di Natale? Nonostante la tradizione stabilisca che non ci sia giorno migliore dell'Immacolata per dare inizio ai preparativi dell'imminente Natale, albero e presepe li ho già fatti da un po'. Trovo che la casa, con le loro luci calde e familiari, acquisisca un nuovo volto, più bello e accogliente. Mi piace sedermi in poltrona con un libro sulle ginocchia e vedere, sulle pagine, sfumature di luce che vanno dal rosso al blu, dal bianco all'oro. E' come essere cullato :D Non avendo più ghirlande da appendere e fiocchi da incastrare fra i rami del mio alberello, ne approfitto per presentarvi il secondo dei regali libreschi di cui vi ho parlato. Questa volta devo ringraziare la gentilissima Fanucci per la disponibilità! Il romanzo di questo nuovo giftaway è Babbo Natale e Il furto di regali, di Claudio Comini.
Una deliziosa favola “a tema”, che purtroppo non ho avuto modo di leggere, ma che mi sembra semplicemente splendida per questo Natale. Chi non vorrebbe trovarlo sotto l'albero?


Ecco cosa dovete fare: oltre a seguire le solite regolette (essere lettori del blog, lasciare il vostro indirizzo email, condividere l'iniziativa ovunque vogliate e segnalarmi le eventuali condivisioni), linkatemi nel commento un'immagine dell'albero di Natale che vorreste (o, volendo, anche una foto di quello che avete fatto in casa: meglio ancora)! :P
Spettacolari, coloratissimi, più alti del soffitto del vostro soggiorno, più cari del vostro appartamento. Immaginare è gratis! Avete tempo per partecipare fino a domenica, 16 Dicembre. Il giorno successivo sceglierò l'immagine più bella e, quindi, il vincitore. A prestissimo e buon weekend, M.

martedì 4 dicembre 2012

Giftaway natalizio #1: L'età dei miracoli, di Karen Thomson Walker

Il Natale è approdato da qualche settimana su Diario di una dipendenza.
Sullo sfondo vibrano i colori caldi e soffusi della luce di un caminetto e sull'header fanno capolino fiocchi colorati, Babbi Natale in slitta e, abbracciati su una collinetta, gli indimenticabili protagonisti di Nightmare Before Christmas. Ma, diciamocelo, che Natale sarebbe senza qualche regalino? ;)    
Fuori soffiano la crisi e il vento freddo, ma le famiglie si stringono e, con qualche pacchetto più piccolo e sfilacciato del solito, arricchiscono un albero che ha le palline e gli stessi addobbi dell'anno passato. Il 7 Gennaio sarà passato un anno esatto da quando il blog ha aperto i battenti (mamma mia, come passa velocemente il tempo!). Per quasi dodici mesi e 365 giorni siate stati con me. Questo Natale ci saranno pensierini per mamma, papà, mio fratello Diego e per gli amici più intimi. Potevo dimenticarmi di voi, la mia seconda famiglia? Mi avete sopportato quando a stento anch'io riuscivo a reggere i miei deliri, avete scoperto con me titoli che altrimenti non avrei mai letto, ci siete stati. Sempre. 
La riconoscenza non può esprimersi concretamente, ma vorrei che qualcuno di voi, per queste feste, avesse un po' del mio affetto tra le pile di pacchetti da scartare. Questo è il primo dei miei regali, ma vi avverto che nei prossimi giorni ne arriveranno altri! Grazie alla gentilissima Anna, dell'ufficio stampa Mondadori, ho avuto modo di mettere a disposizione di un lettore uno tra i romanzi più belli di questo ricco 2012. Una storia delicata e struggente, di crescita e amori, sventure e avventure, che, giocando con sogni e paure, meritatamente, ha conquistato il titolo di caso editoriale. Un distopico, un libro di formazione, un romanzo con la R maiuscola. Sto parlando del romanzo di esordio della sorprendente Karen Thompson Walker: L'età dei miracoli (la mia entusiastica recensione qui). 
"Eravamo della scuola media, l'età dei miracoli, quando i ragazzi crescono di botto di dieci centimetri durante l'estate, i seni sbocciano dal nulla e le voci si abbassano e scendono in picchiata." 
 
  L'importante è:
Lasciare un commento al post, raccontandomi la vostra “età dei miracoli”
                   Essere lettori fissi del blog e specificare il vostro nick nel commento.  
Lasciarmi il vostro indirizzo email.
Condividere l'iniziativa sul web (Facebook, Twitter..) e linkarmi, possibilmente, la condivisione.

Potrete aggiudicavi la copia messa in palio fino a sabato, 15 Dicembre. Il giorno successivo sceglierò il vincitore. Cosa dovete fare? Non so voi, ma soprattutto a Capodanno tendo a chiudermi nella malinconia. Faccio un bilancio della mia vita che non è cambiata mai fino in fondo, metto sulla bilancia i tanti bei propositi e immagino di far svolazzare lontano dal cassetto i sogni che ho rinchiuso. Immaginate di avere l'età della piccola Julia – dodici anni. Viaggiate nel tempo, fate ruotare all'indietro le lancette dell'orologio. Come eravate, chi eravate, cosa avreste voluto fosse stato di voi? Parlatemi della vostra età dei miracoli adesso che siete nell'età della ragione. Non serve un commento chilometrico o un tema, non preoccupatevi :P Anche i contributi più piccini saranno preziosissimi! L'autore del commento più intimo, sincero o divertente sarà proclamato vincitore. In bocca al lupo! E a presto... Babbo Natale ha una slitta piena di regali per voi!

lunedì 3 dicembre 2012

Ritratto di signora: Audrey Hepburn

Ciao a tutti, amici lettori, e buon inizio di settimana! Dopo un'intera domenica passata a fare l'albero di Natale – e rigorosamente in pigiama! - arriva il lunedì ed arriva il nuovo appuntamento di Ritratto di signora. Il delicato e ricco articolo di oggi è firmato dalla simpaticissima Fede e, dopo Marilyn, si torna a parlare di una grande ed indimenticabile diva: Audrey Hepburn. Icona di grazia, eleganza, stile e – come svela il post – anche umile maestra di vita. Vi auguro buona lettura e vi lascio in compagnia di questa ospite d'eccezione ;)


Al momento di decidere la donna da presentare nella “mia” rubrica ho cercato di fare mente locale su tutte le caratteristiche che devono contraddistinguere una signora, e soprattutto quali erano le caratteristiche di quelle famose pubblicità che hanno dato il via a tutto ciò che mi disturbavano maggiormente.
In questi mesi abbiamo dato grandi esempi di lotta e di coraggio, esempi forti di donne che hanno combattuto guerre di ogni genere. Una caratteristica che ho sempre ritenuto dover appartenere ad una signora è l'eleganza. non quella dei vestiti, non basta un abito firmato per essere elegante.
Capisco anche che dopo i forti esempi che abbiamo portato fino ad ora parlare di eleganza possa sembrare un po' leggero o fuori luogo, ma parlo di quell'eleganza nell'essere e nel vivere che quelle pubblicità lasciavano intendere essere una cosa ormai superata, e che troppo spesso viene dimenticata o sottovalutata. Parlo di quell'eleganza grazie alla quale non importa che tu indossi un abito di alta moda o un paio di jeans, non ti farà mai essere fuori luogo. Audrey Hepburn è forse l'icona dell'eleganza per eccellenza, mai eccessiva o “chiassosa”, e semplicemente mi sono chiesta come lo fosse diventata. Nata il 4 maggio 1929 da padre inglese e madre olandese (una baronessa) a Bruxelles. Negli anni della sua infanzia a causa del lavoro del padre la famiglia è costretta a spostarsi spesso tra il Belgio, il Regno Unito e i Paesi Bassi, fino al 1935, anno nel quale i genitori divorziarono, e il padre, di ideologia filonazzista, abbandonò la famiglia. Nel '39 si trasferirono nella città olandese di Arnhem, dove la madre pensava di mettere i figli al sicuro dagli attacchi nazisti. Qui Audrey comincia a studiare danza presso il Conservatorio.
Nel '44, ormai ballerina a tutti gli effetti, partecipa agli spettacoli segreti, nei quali si raccoglievano fondi per sostenere il movimento antinazista.
Anni dopo dichiarò “il miglior pubblico che io abbia mai avuto non faceva il minimo rumore alla fine dello spettacolo”. È in questo periodo che le persecuzioni naziste si fanno molto più pesanti, i soldati confiscano le poche scorte di cibo e carburante della popolazione olandese, che muore di fame e freddo per le strade. Sofferente per la malnutrizione, la Hepburn sviluppò diversi problemi di salute e l'impatto di quei tempi difficili avrebbe condizionato i suoi valori per il resto della vita.
In seguito alla liberazione dell'Olanda, per proseguire i suoi studi di danza, si trasferì prima ad Amsterdam e dopo ancora a Londra dove la sua insegnate le disse che a causa del suo fisico (troppo alta con il suo metro e settanta, e troppo gracile a causa della malnutrizione) non sarebbe mai potuta diventate una prima ballerina, forse fu anche a causa di questa dichiarazione che decise di tentare con la carriera cinematografica.
Mosse i suoi primi passi come attrice partecipando ad un documentario e calcando le scene teatrali di diversi musical. La scrittrice Colette la scelse per interpretare la parte della protagonista nella commedia tratta dal suo romanzo Gigi.
Lo spettacolo riscosse un discreto successo di critica e molte lodi per l'interpretazione della Hepburn. Le repliche a New York durarono sei mesi e la Hepburn vinse il premio Theatre World Award per il suo debutto. Nel 1952 la Hepburn si sottopose a un provino per il film Vacanze romane. Dopo averlo visionato Wyler, il regista, si convinse che il ruolo dell protagonista , la principessa Anna, non poteva essere altro che suo.