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mercoledì 5 giugno 2019

Recensione: L'ultima notte della nostra vita, di Adam Silvera

| L'ultima notte della nostra vita, di Adam Silvera. HotSpot, € 16, pp. 354 |

Cosa faresti se nel giorno fatidico la chiamata di un apposito call center ti annunciasse che hai le ore contate? In un futuro non troppo lontano, in cui tutto e tutti hanno una data di scadenza, non esisteranno più lutti lancinanti e lasciti insoluti. La morte, che sia quieta oppure virulenta, ama annunciarsi con ventiquattrore di preavviso. Fra i malcapitati ci sono Mateo e Ruben. Che hanno diciotto anni e, all'inizio, pensano a un bug, a un errore del sistema. Non si è forse immortali a quell'età? La telefonata dei piani alti, spiccia e senz'anima, li sorprende mentre badano a tutt'altro. Il primo, rintanato in camera, ammazza il tempo giocando ai videogiochi fino a tardi – ignaro che sarà il tempo, in giornata, ad ammazzare lui. Il secondo, orfano attaccabrighe ospitato in casa famiglia, riempie di botte il fidanzato dell'ex ragazza. Lasciano tutto come sta – anche se i guai di Ruben, no, non vogliono abbandonarlo – e benché l'idea della mortalità faccia paura vanno a vivere. Qualsiasi cosa comporti. Dappertutto, trappole letali e grandi opportunità. Meglio guardare a destra e a sinistra prima di attraversare, preferire le scale all'ascensore, lasciarsi alle spalle l'uscio e affrontare la notte. Con i suoi misteri, con le sue promesse. Forte di uno spunto elettrizzante e angoscioso insieme, nonostante una certa somiglianza con il peggio riuscito Deathdate, Adam Silvera e i suoi personaggi cercano l'eterno nelle piccole cose e l'immortalità in una passeggiata al chiaro di luna.

Non importa quante volte guardiamo da entrambi i lati per attraversare la strada. Non importa se non ci buttiamo col paracadute per non correre rischi, anche se così non avremo mai l'occasione di volare come i miei supereroi preferiti. Non importa se teniamo la testa bassa quando passiamo accanto a una gang in un quartiere malfamato. Non importa come scegliamo di vivere, alla fine moriamo entrambi.

Mateo è solo al mondo, Ruben è talmente nei pasticci da dover salutare la sua cricca prima del previsto: sono perfetti sconosciuti ma, galeotta una app che abbina in extremis persone spaiate, diventano migliori (e ultimi) amici. Si spronano a vicenda, hanno cura l'uno dell'altro. Sperano fermamente di essere l'eccezione alla regola. Sinceri fino alla fine, come capita fra condannati a morte, squarciano il cuore del lettore lì dove la scrittura semplicistica di Silvera potrebbe lasciare insoddisfatti. Si innamorano, essendo un romanzo cupo ma pur sempre a tinte arcobaleno, e non c'è niente di forzato nello svelamento della loro sessualità. Il nevrotico Mateo ha passato l'adolescenza a nascondersi per non fare outing. Il padre e la migliore amica, Lidia, eppure lo avrebbero accettato a braccia aperte. Ora che il genitore giace in coma da settimane e l'amica piange in anticipo la sua dipartita, dove trovare lo spazio e il tempo per mettersi l'anima in pace? Ruben, sopravvissuto all'annegamento della sua intera famiglia, vive invece con naturalezza la propria natura: dichiaratamente bisessuale, coraggiosissimo su carta, in realtà nelle foto in bianco e nero su Instagram confessa i contro di una vita tutt'altro che rose e fiori. Credono nel destino? L'aldilà per loro è un cinema, un'isola sulle nuvole, oppure non esiste? Moriranno entrambi, il titolo originale lo mette in chiaro a priori, ma in un conto alla rovescia di 350 pagine bisogna scoprire come. La loro amicizia forse li grazierà, forse li ucciderà. Nel dubbio se ne vanno a passeggio nella New York delle commedie di Woody Allen e degli attentati terroristici, fra feste in metropolitana, esperienze virtuali, case di Lego, canzoni al karaoke e libri regalati al primo passante.

Rufus ha fatto così tanto per me, e io voglio aiutarlo ad affrontare i suoi demoni; solo che non possiamo sfoderare spade di fuoco o croci che diventano pugnali da lancio come in un libro fantasy. La sua compagnia mi è stata d'aiuto e forse la mia lo aiuterà a guarire le ferite del suo cuore. Dodici ore fa ho ricevuto la telefonata che mi diceva che sarei morto oggi, e sono più vivo adesso che allora.

Nello stile errabondo del Sole è anche uno stella, young adult che colgo l'occasione per consigliarvi dal nuovo, L'ultima notte della nostra vita si frantuma senza che ce ne sia bisogno in una molteplicità di punti di vista e microstorie. Qualcuno dei Decker asseconda la chiamata, qualcuno si oppone, qualcuno impazzisce. C'è chi lotta e chi abbraccia l'imponderabile, c'è chi vive fino all'ultimo minuto e chi muore ripiegato su sé stesso. In una società alla Black Mirror anche il voyeurismo dei social si è adeguato in fretta: i predestinati si suicidano per sfida, gli scommettitori online puntano su chi spirerà nella maniera più originale, le giornaliste in cerca di scoop fanno l'errore di perdere di vista il nocciolo della questione. Adam Silvera ci scrive sopra un romanzo dolcissimo e spietato, che non rimanda a domani dolori e gropponi amari. Sono concentrati qui, in una storia lunga una sfida contro sé stessi. Si confida, eppure, in un colpo di scena per questi due protagonisti adorabili e complici. Invano? Mettete in conto palpiti e lacrime, i vostri migliori sorrisi amari e uno stile senza infamia né lode che non sta al passo con questi due eroi sempre a zonzo, sempre vitali, anche se era difficile. Se non indimenticabile, l'autore sa comunque rendere speciale il loro congedo. Raccontandoci tutti i modi per morire e, soprattutto, qualcuno per vivere. 
Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Elton John – I'm Still Standing 

18 commenti:

  1. A me è piaciuto veramente tanto, anche perché è arrivato al momento giusto :D

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    1. Piaciuto anche a me, ma la piattezza della scrittura mi ha fatto storcere il naso.

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  2. Mi ispira un sacco questo libro!
    Quindi dici che Il sole è anche una stella, merita? L'avevo un po' snobbato quando era uscito

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  3. Stesso mio voto, per fortuna Silvera scrive in modo molto semplice o la storia mi avrebbe fatta a pezzi. La sola idea di un servizio che ti annuncia la tua fine... ansiaaaaaa!!!

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    1. Quando uno stile è semplice, però, quando è sciatto? Nel dubbio, a differenza della storia che racconta, Silvera scrittore non mi ha convinto granché.

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  4. La prima citazione è stupenda e ovviamente mi hai fatto venire voglia di leggerlo :-)

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  5. Leggendo parecchio fantasy, trovo che ci sia qualcosa di mooooolto familiare nelle premessa della trama... ma a quanto pare l'esecuzione è originale e coinvolgente, quindi si tratta sicuramente di un peccato veniale! Ci farò un pensierino! ;)

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    1. Niente di nuovo, no, ma due personaggi adorabili fanno miracoli!

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  6. Sto sentendo tanto parlare di questo romanzo e devo ammettere che mi incuriosisce molto. Sarà il primo libro che leggerò di Silvera :)

    P.S: Vorrei recuperare anche Il sole è anche una stella

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    1. Penso non ne siano stati tradotti altri da noi, ma potrei sbagliarmi. :)

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  7. Sembra una storia davvero bella. Però non nascondo che la piattezza dello stile di scrittura mi ha fatto storcere un pó il naso 🙄

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  8. lo vedo ovunque e mi sa che a questo punto lo aggiungo alla wishlist. L'unica cosa che mi frena un pochino è lo stile dell'autore: ho paura che la storia non possa conquistarmi come vorrei..

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    1. Non c'è rischio, te lo assicuro, la storia entra subito nel cuore.
      Ma, leggendo ormai di rado YA, la scrittura così soft e basica mi è parsa troppo elementare.

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  9. L'idea iniziale è da versione call center di The Ring. :)
    Il resto sembra poi parecchio più young adult che horror, quindi potrebbe piacermi...

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