Pagine

venerdì 24 marzo 2017

Recensione: Carry On, di Rainbow Rowell

Tu eri il sole, Simon, e prima o poi ti sarei finito addosso. Mi svegliavo ogni mattina e pensavo: “Finirà tutto in fiamme.

Titolo: Carry On
Autrice: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Numero di pagine: 538
Prezzo: € 17,00
Sinossi: «Mi fissa ancora negli occhi. Inchiodandomi con lo sguardo come ha fatto con quel drago, con il mento in alto, immobile. «Io non sono il Prescelto.» Ricambio il suo sguardo e sorrido. Il mio braccio lo stringe. «Be', io ti scelgo, Simon Snour.»
Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

                                            La recensione
Ricordo il mese di novembre. La tesi da scrivere in quattro e quattr'otto, l'acqua alla gola. La sensazione di affogarci, negli impegni, nelle scadenze, nelle cose da fare. Per fortuna avevo Fangirl. Un mattoncino il cui dorso verde smeraldo, neanche troppo a sorpresa, faceva capolino nella foto di gruppo in cui avevo impilato le mie letture preferite di un anno di libri. C'erano le saghe familiari e la Trilogia della Pianura, la scoperta tardiva di Philip Roth, ma le risate di Rainbow Rowell non avrei mai potuto rineggarle. Pena per i traditori: un temporale senza fine sopra la testa. Quand'è che un romanzo si merita il nostro stupidissimo entusiasmo? Sentirsi bene, forse, ha meno valore che riflettere leggendo? L'effetto benefico di Fangirl, una commedia brillante sull'identità e l'amore smisurato per la finzione letteraria, aveva lasciato strascichi e tanta curiosità per i piani della protagonista, Cath. L'universitaria misantropa, al centro di un triangolo sentimentale non pianificato e di una starordinaria notorietà sul web, aveva una cotta mostruosa per le storie di Simon Snow. Un personaggio fittizio, incensurato fac-simile di Harry Potter, protagonista di otto romanzi che per Cath erano il mondo. La protagonista trattava i personaggi come fossero amici, li chiamava per nome; scriveva per loro nuovi sviluppi, intrecci alternativi, svolte liete. Tutto per non crescere. Tutto per far sì che, almeno nella sua versione della storia, Simon e Baz – suo coinquilino e nemico giurato – fossero una coppia. Il mondo delle fanfiction, forse lo saprete, mi ha sempre trovato scettico. Da ragazzino trovavo strana questa tendenza ad accoppiare personaggi a caso – ricordo il divertito sconcerto quando scoprii che c'erano spettatrici che fantasticavano su una inquietante relazione incestuosa tra i fratelli di Supernatural – e se saltava fuori il termine “shippare” il pensiero andava alle vecchiette speronate all'uscita dell'ufficio postale per arraffarne la pensione. Questo Carry On è il romanzo nel romanzo. La fanfiction a cui Cath lavorava giorno e notte, lasciandocene sbirciare qualche passaggio nel mentre. I suoi pensieri segreti poteva leggerli solo la Rowell, che conosce bene i propri polli: compreso quel Simon Snow abbozzato lì per lì e spunto, infine, per un romanzo autoconclusivo. Carry On è in teoria l'ottavo capitolo di una saga ambientata in quel di Watford: in realtà, sappiamo noi, è il primo e anche l'ultimo. Cosa ci siamo persi, se la narrazione ha inizio in medias res e delle puntate precedenti è a conoscenza solo Cath? Ci si affida a occhi chiusi a chi ha l'arcobaleno nel nome. 
E dalla porta principale si entra in una scuola di magia in cui si aggirano con occhi tristi i diplomandi: dispiace abbandonarla, infatti, e c'è una preoccupazione diffusa per le sorti di quel mondo sconosciuto ai Normali. La minaccia è il Tedio Insidioso, ma anche il dissidio in corso tra l'Arcimago e le Antiche Famiglie dà da pensare. Simon Snow, orfano troppo pasticcione per essere il Prescelto, ha perso il sonno a furia di rimuginare sulle sorti altrui. Ci si mette, a inizio anno, anche l'assenza di Baz: il vampiro doppiogiochista che ha lasciato un letto vuoto e che, forse dall'altra parte della barricata, medita complotti. Gli ha già soffiato la ragazza e, stando all'amica Penelope, è diventato il loro solo argomento di conversazione. Finché Baz non fa il suo ingresso plateale a mensa, pallido e inquieto, coinvolgendolo in una caccia ai beoti, al mostro che sta divorando l'incanto, alla verità. Quella sulle loro madri, che dall'aldilà sussurrano. Quella su di loro, che si beccano nascondendo la sconsiderata voglia di baciarsi per non implodere. Rainbow Rowell è una personcina intelligente e adorabile, poco da fare. Non conosce gli insuccessi o il cattivo tempo. Nei suoi romanzi è tutto una schiarita, una lunga primavera. Speravo di rileggerla prima di subito ma, in fondo, non troppo. Parlandone, infatti, ho la tendenza a ripetermi come una radio scassata. 
A sorpresa, Carry On è un romanzo diversissimo dai precedenti. Affiorano ugualmente i cuoricini, sì, e il raziocinio si scioglie davanti a una tenerezza che non conosce eguali, però l'avventura e gli amori di Simon Snow sono al centro di un fantasy – genere che non apprezzo, chiusa la parentesi Rowling – avvincente e solido. Ci sono i colpi di scena, le grandi emozioni, perfino i draghi sputafuoco. I punti di vista, innumerevoli, si alternano come in una partita a ping pong. Insomma, lo si prende sul serissimo. Più istintivo e colloquiale del suo modello di riferimento, più vulnerabile, Carry On ha vacanze di Natale passate in case stregate, una scuola in cui vige una specie di comunismo, locali notturni alla Guy Ritchie frequentati da fratelli ripudiati. Come ci si sente a essere l'erede dell'Arcimago e a non essere all'altezza del ruolo? Come si vive la propria sessualità, le zanne acuminate e la scortesia innata, se troppo presi a farsi temere nel nome dei Pitch? In aula si studia tanto, soprattutto dizione. L'efficacia dei sortilegi sta nell'intenzione. Gli incantesimi sono infatti filastrocche, tormentoni di vecchi film (A qualcuno piace caldo è meglio del microonde per scaldare in fretta gli avanzi della cena prima), ritornelli di canzoni (U can't touch this come protezione e Bohemian Rhapsody, a cui il titolo stesso allude, per amuleto). Simon e Baz si passano la magia toccandosi le mani: insieme fanno scintille. All'unisono gli incantesimi risuonano potenti, la magia è parola. E la Signora Arcobaleno, a proposito di parole magiche, la sa lunga, la canzone. 
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Queen – Bohemian Rhapsody 

18 commenti:

  1. Ammetto che fangirl non mi ha entusiasmata proprio per via di Baz e Simon che mi son sembrati troppo simili ad Harry Potter. Ma la Rowell mi piace e sentirti parlare di Carry in con tanto coinvolgimento mi spinge a provarci! Ci rileggiamo poi. Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dirò, Chicca, anche io leggendo Fangirl dicevo: ma a me di questi due cosa mi frega? Ho cambiato idea già ai tempi, però, leggendo. Le somiglianze ci sono - è, appunto, una fanfiction: tutto un gioco metaletterario - però, tra maghi gay e scarse tragedie, Carry On è altro da Harry. :)

      Elimina
    2. comunque sia alla fine mi sono lasciata convincere dal tuo entusiasmo. preso ieri assieme ad altri tre libri (più uno per mia figlia) ho speso un patrimonio ma sono tanto felice :D
      ti scriverò poi dei miei giudizi in merito. buona settimana

      Elimina
  2. Fangirl ha urtato i miei nervi, ma Carry On mi ispira moltissimo, spero mi piacerà. Punto tantissimo "Ladeline" sempre della Rowell, spero lo porteranno presto.
    Della Rowell"Per l'@amore basta un click" lo hai letto? Io non l'ho ancora recuperato, per ora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fangirl l'ho preferito, sarà che ho una situazione familiare identica a quella della protagonista e il fantasy di Carry On non è, appunto, nelle mie corde. Ma ci sono, per fortuna, le eccezioni. Quello lì della Rowell che dici tu non l'ho letto - ma quanto è orrendo il titolo, mamma mia - però lo punto su Libraccio. :)

      Elimina
  3. ♥♥meraviglia!di sicuro rientra nelle mie letture prossime!

    RispondiElimina
  4. Forse è un po' troppo harrypotteriano per me, però mi pare una lettura simpatica... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Però non troppo, sai?
      Comunque Fangirl ha la precedenza, già sai. ;)

      Elimina
  5. Awww questa recensione è proprio quella che volevo leggere (if you know what I mean :D) non vedo l'ora di averlo tra le mani! Sono prontissima per Simon e Baz *o* e sento di essermi innamorata di Carry on a prima vista! Come hai detto anche tu, alla carineria non c'è mai fine :3

    RispondiElimina
  6. Mi hai tentata! Quattro stelle non sono poche.
    Lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Poi con tutto il bene che abbiamo voluto a Fangirl...

      Elimina
  7. Fangirl è stata una lettura bellissima, mi ha coccolata e divertita. Anche a me, Simon e Baz non mi avevano colpito particolarmente, anche se allo stesso tempo un po' il loro rapporto mi incuriosiva. Dopo questa bella recensione e il votone, mi sono decisa a leggerlo ;)
    Buone letture!!!

    RispondiElimina
  8. Intanto ti faccio i complimenti per la nuova veste grafica che ancora non avevo visto...veramente molto bella :-)
    Fangirl...probabilmente sono una delle poche a cui non è piaciuto, l'ho trovato troppo infantile e forse ne ho sentito parlare talmente tanto che mi aspettavo di leggere un "opera"... Anche se avevo amato i racconti di Simon e Baz non credo che leggerò Carry On.
    A presto e Buone Letture!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me, soprattutto se li hai amati, dovresti provare.
      In generale, piace più dell'altro (non a me, ma).
      Grazie e buone letture!

      Elimina