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giovedì 21 dicembre 2017

Buona vita a tutti. I benefici del fallimento e l'importanza dell'immaginazione, di J.K. Rowling

| Buona vita a tutti, di J.K. Rowling. Salani, € 10, pp. 69 |

Facebook mi ha ricordato che è passato un anno dalla mia laurea. Un'ora di macchina e la paura di fare brutta figura arrivando in ritardo, le scarpe eleganti di mio padre e un completo a prezzi stracciati da Piazza Italia – ora chissà se mi sta ancora, se i pantaloni si appuntano bene in vita. Il vago imbarazzo nel festeggiare con un'amica di sempre, con compagni comuni e, a differenza mia, una famiglia molto unita. Quel baffo spuntato male che, nelle rare foto in cui scorgi un sorriso storto dei miei, se ci fai caso si nota proprio. Quei professori che non mi ascoltavano, se non la mia relatrice – seduta sulla destra, distaccata ma affabilissima, mi sorrideva con un certo orgoglio. Nemmeno un mese per scrivere la tesi, e ora la stavo ripagando per il regalo della sua fiducia. Pratico e realista, consapevole che ai principi di febbraio sarei ritornato a dare esami con un nulla di fatto in tasca e una corona di alloro messa a seccarsi nella credenza, il giorno della mia laurea non ero emozionato come ci si aspetterebbe. Troppe foto, troppe pretese di contentezza, quando io contento non mi sentivo: nei momenti di coesione, no, chiedimi tutto ma non l'impossibile. Ci ho ripensato lunedì pomeriggio. Complice Facebook, dicevamo. Complice la lettura lampo di Buona vita a tutti. Un volumetto candido che occupa uno spazio piccolo così accanto ai libri di Harry Potter, alle indagini di Cormoran Strike, al nero acido del per me bellissimo Il seggio vacante.

La consapevolezza di essere emersi più saggi e più forti dalle contrarietà significa che, da quel momento in poi, sarete certi della vostra capacità di sopravvivere. Non conoscerete mai veramente voi stessi o la forza dei vostri rapporti finché le avversità non vi avranno messi alla prova. Questa consapevolezza è un vero e proprio dono, per quanto la si guadagni soffrendo, e si è dimostrata più preziosa di qualcunque titolo io abbia mai conseguito.

Ho incastrato al posto d'onore l'ultima pubblicazione di J.K. Rowling – in realtà la trascrizione letterale del discorso tenuto ai laureandi di Harvard nel 2008 –, tra un portachiavi del maghetto occhialuto acquistato a Torino e un paio di ciondoli che più nerd non si può (il triangolo dei Doni della Morte, una Giratempo). Qui non scrittrice, ma essere umano, la fata madrina di una generazione di lettori racconta al pubblico – in platea tutti studenti, come lei due decenni prima: incerti, tesi, impreparati all'esistenza – gli amici di sempre (ai Mangiamorte, pensate, ha dato i loro nomi: strano, stranissimo omaggio), i fallimenti (la scoperta piuttosto tardiva delle Lettere classiche, un matrimonio tramontato presto) e l'immaginazione (non quella che permette lunga vita ai maghi, ai misteri di Hogwarts, bensì un'empatia nata durante l'apprendistato presso Amnesty International: la facoltà di sapersi mettere nei panni di un altro che non sia tu). Quegli studenti con il tocco sulla testa dovevano pendere dalle sue labbra. Dovevano viverlo ancora più intensamente, ancora meglio, il momento della proclamazione. Non come me, che forse non sono tagliato per le cose belle, punto e basta. Non come me, che forse il 12 dicembre 2016 avrei voluto zia Joanne in cattedra a dirmi che il futuro era già qui. Perché mi ha preso bambino e, passato pure sull'affronto di una lettera mai recapitata, nutrivo inconsciamente questo desiderio: che mi lasciasse adulto o quasi.

Non occorre la magia per trasformare il mondo. Dentro di noi abbiamo già tutto il potere che ci serve: il potere di immaginarlo migliore.

Invece l'ho scoperto tardi questo discorso motivazionale: inutile negarlo, trasformato con le feste nella tipica trovata commerciale. Non indispensabile, se non per permettere che un anno intero passasse senza la penna della Rowling. Da acquistare o regalare per vanità, affetto, completezza. Ben impaginato e splendidamente illustrato. Con font tutti ricci e capricci, parole chiave riproposte in caratteri cubitali, disegni da rimirare. Le perdono a cuor leggero il ritardo, senza rancore, e dell'ottimismo di Buona vita a tutti farò un nuovo proposito per Capodanno. Certo, l'ideale sarebbe stato ascoltarla dal vivo: scomodo, seduto al primo banco in una giacca blu che mi stringeva un poco sulle spalle. 
Quando devo alzarmi, quando devo sedermi, quando posso ringraziare, quando posso andarmene. I capelli spettinati e i coriandoli dappertutto. Il baffo spelacchiato: maledetto. 
E, nelle orecchie, l'eco degli applausi. Di un'autrice che sulla carta stampata – col tempismo sbagliato – ha comunque il suo regno.

[…] Scappai nel corridoio degli studi classici, rinunciando alla scala del successo per andare in cerca dell'antica saggezza.

9 commenti:

  1. La Rowling è una maga con le parole per cui sono sicura che questo libricino sarà una vera chicca *-*

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  2. Il posto sullo scaffale 'Rowling' è già pronto.. Anche questa volta sarò vittima di questa operazione ma so che non ne rimarrò delusa: questa lato umano e fragile su carta stampata mi affascina ed incuriosisce :D

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    1. Se è già pronto, impossibile lasciarlo così, vuoto. Fammi sapere!

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  3. Oh, l'operazione sembra puro marketing, ma le tue parole, come quelle della Rowling, scaldano il cuore.
    Io che come sai al ciclone Harry Potter mi sono sottratta, mi sento incredibilmente in colpa, ora.

    A proposito di discorsi ai laureandi, consiglio quello di David Foster Wallace (in Italia fatto uscire con la raccolta di racconti Questa è l'acqua, ma facilmente leggibile on line), tremendamente bello.

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    1. Ti ringrazio, Lisa!

      Segno Wallace, insieme a un altro discrso dal titolo bellissimo di Kurt Vonnegut, "Quando siete felici, fateci caso". :)

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  4. Bello il racconto del giorno della tua laurea!

    Ah, ma questo è il discorso motivazionale di cui hanno parlato pure i telegiornali e di cui ha parlato pure Renzi?

    Mi sa che è un po' troppo buonista e ottimista per me, ma magari no.

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    1. Grazie!

      Fortunatamente, mi sono perso la cronaca di Renzi, ma immagino sia questo, sì.

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