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lunedì 9 novembre 2015

Recensione a basso costo: Sulla pelle, di Gillian Flynn

Dicono che l'impulso di infliggere dolore sia un bisogno imperioso, a cui non ci si può sottrarre. E se fosse il contrario? Se invece la gente lo facesse perché è una sensazione bellissima

Titolo: Sulla pelle
Autrice: Gillian Flynn
Editore: Piemme
Numero di pagine: 316
Prezzo: € 5,90
Sinossi: Due bambine sono state rapite e assassinate. Avevano nove e dieci anni; quando sono state ritrovate, la loro bocca era aperta, come in un estremo gesto di stupore, e l'assassino aveva strappato loro tutti i denti. Spetta alla giovane reporter Camille seguire il caso per conto del giornale per cui lavora. Da quando se n'è andata da casa, otto anni prima, non ha quasi più parlato con i suoi familiari: né con la madre, bella e inavvicinabile come una bambola di porcellana, né con la sorellastra che conosce a malapena, una tredicenne precoce dal fascino misterioso e fatale. Ora, tornata nella dimora vittoriana di famiglia, Camille è perseguitata dai ricordi d'infanzia e da una tragedia che neppure un ricovero in un ospedale psichiatrico le ha permesso di dimenticare. Indagando sugli omicidi insieme al capo della polizia locale e a un agente speciale dell'FBI, Camille inizia a identificarsi sempre di più con le giovani vittime. Perché ha la sensazione di aver già vissuto sulla propria pelle i loro orrori? Incalzata dai suoi demoni, dovrà risolvere il puzzle del suo passato, prima che il ritorno forzato a casa si trasformi in un viaggio a senso unico verso l'inferno.
                                            La recensione
Ho letto L'amore bugiardo un anno e mezzo fa. Avevo scritto non una recensione, ma una specie di racconto, per non rovinarvelo; avevo messo in lista gli altri romanzi di Gillian Flynn, autrice che scoprivo lì, sorprendente, ma non li avevo acquistati subito per paura non fossero all'altezza. La scrittrice che ormai non ha più bisogno di presentazioni, firma d'eccellenza, è arrivata per due volte sul grande schermo – la prima è stata un trionfo; la seconda, sebbene non indimenticabile, comunque non è dispiaciuta – e quasi dieci anni fa, critico televisivo, ha fatto il suo debutto nel mondo del giallo con il romanzo che Stephen King, l'autore più grande che c'è anche se spesso ha gusti discutibili, definiva “fantastico”. I commenti, in rete, non concordavano. Sulla pelle, infatti, chiamava a sé parereri discordi: prima delle luci della ribalta con Fincher, prima delle memorabili guerre tra i coniugi Dunne, a Gillian Flynn si rimproveravano protagonisti irrisolti, un intreccio semplice, uno stile poco maturo. Visto soltanto il film di quel Dark Places che sulla carta non m'ispirava particolarmente, ho invece acquistato a metà prezzo la ristampa di Sulla pelle – in testa, più parole brutte che belle – e prima di aprirlo, allungando la mano verso il comodino, mi sono sinceramente chiesto se L'amore bugiardo fosse stato un colpo di fortuna, un'eccezione alla regola, oppure no. La Flynn era una meteora – un'autrice che, dopo un grande romanzo, va avanti di rendita – o non erano azzardate le previsioni di chi, dopo la scena del crimine di un matrimonio di facciata, le aveva consegnato, a fiducia, scettro e corona? Sulla pelle, meno debole di quanto pensassi ma comunque non abbastanza incisivo, è segno che si può crescere. Tra le svolte di un caso non senza sbavature, si scorgeva – bastava aguzzare lo sguardo, prestare attenzione – qualcosa di interessante. La storia di Camille, giornalista che in cerca dello scoop torna nella cittadina che aveva abbandonato anni prima senza rimpianti, non è tra le più nuove. I cadaveri di due bambine a cui l'assassino ha strappato i denti, una famiglia gelida che custodisce con cura un passato di masochismo e perdita, una piccola realtà in cui tutti sospettano di tutti e i piccoli di casa non sono così innocenti. Qualcuno ha voluto sopprimere Ann e Natalie. Animaletti recalcitranti, gatti selvatici. Bambine crudeli, che mordevano.
Sulla pelle, con un'autrice che altre volte ci ha abituato a colpi di scena eclatanti e a piani imprevedibili, punta poco sulla creazione della suspance e tanto sulle atmosfere: affascinanti, torbide, come le pieghe della psicologia di una protagonista che, per tutto il tempo, purtroppo sfugge. In quella Wind Gap sospesa, impossibile da lasciarsi alle spalle, la noia è una cattiva consigliera: il sesso senza amore, le droghe pesanti, i boschi che nascondono segreti osceni. I tredicenni imparano in fretta il peggio, complice una realtà che è pessima maestra di vita, e in silenzio nutrono i loro lati oscuri. Camille, avventata e irresponsabile, trentenne irrisolta, ne è vittima diretta. Cresciuta all'ombra di una sorella morta in tenera età, ricordo indelebile con cui era impossibile competere, ha reso il suo corpo un cruciverba di parole scritte con il sangue. Indossa abiti coprenti, si dà a un sesso consumato con rabbia e con i vestiti sempre addosso, perché – con una lametta – si è tatuata ovunque aggettivi amari, rancorosi. Lei si ferisce, mentre la sorellastra Amma, tredicenne più scaltra e adulta di lei nel comportamento, bullo della scuola, ferisce gli altri. Questione di famiglia. Sulla pelle ha uno stile acerbo, un epilogo prevedibile, ma ha un non so che di scabroso, depravato, torbido che, a tratti, l'ha reso profondamente seducente. Sensuale, anche, con gli amori trasgressivi – la protagonista si avvicinerà, infatti, a un poliziotto forestiero e a un giovanissimo sospettato – e una tenuta gotica, perfetta come una casa di bambole, che fa da sfondo, quasi, a un circolo di streghe. 
Ho pensato a Stoker: una mamma bellissima e austera, Adora, distante anni luce da questo mondo; un interno dall'arredamento anni cinquanta, abitato da figure misteriose e spiritate; una persona – lì uno zio sconosciuto, qui una sorellastra impertinente – che ti ammalia e sconvolge, mettendo in discussione tutto. Rovesciandoti il mondo, ed è un mondo di violenza e brutalità, addosso. I personaggi maschili latitano, relegati sullo sfondo, e ancora una volta, con quel miscuglio di spregiudicatezze e sfida, Gillian Flynn si affida a donne con cui è difficile entrare in empatia, in una visione – cosa che avevo sottolineato anche in Gone Girl – misogina e femminista allo stesso tempo. Ci sono tante donne, infatti, e poche sono personaggi positivi. Se con la spietata Amy Dunne era stato grande amore, però, ugualmente non si può dire di Camille: narratrice che agisce tra il sonno e la veglia, sempre stordita, a cui manca personalità. Si ricordano le sue cicatrici, non si condividono le sue scelte. Meglio, invece, Amma: piccola Lolita di provincia, che anticipa un po' il personaggio di Chloe Moretz in Dark Places – disinibita e manipolatrice – e un po' quella sposa tradita che fa, agli uomini, sangue e paura. Il tutto, ovviamente, rimpicciolito e rivisto. Ancora più delle mie parole, a farvi capire la differenza tra questo e i romanzi successivi, il prima e il dopo, è forse la notizia che Sulla pelle diventera un film, ma per la televisione. Non passerà dal grande schermo. Modesto senz'altro, dunque, ma con un certo appeal e una storia che, nonostante tutto, anche solo per il suo linguaggio forte e i dettagli agghiaccianti, merita di farsi raccontare. Con la Flynn, tuttavia, chi non si aspettava un'indimenticabile prima volta?
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Sia – Big Girls Cry

22 commenti:

  1. La mia prima Flynn, ho letto Sulla Pelle circa cinque anni fa e ho addirittura faticato a finirlo. Una protagonista che "fa" ma non "è" in una trama già scritta e già letta. Col senno di poi però preferisco queste autrici che maturano nel tempo, e che con gli anni raffinano il loro stile, piuttosto che i tanti autori che fanno un esordio col botto e poi sfornano solo schifezze.

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    1. Vero. E letto con il senno di poi, nonostante sia modestissimo, non l'ho trovato niente male, in definitiva.

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    2. Il suo prossimo libro però non può deludere o la massacriamo come solo nei suoi incubi si può essere massacrati!

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    3. Speriamo non si scordi dei suoi lettori, presa dal cinema. Su, su!

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  2. Non amo i gialli in linea generale e non ho nemmeno recuperato L'amore bugiardo... credo proprio che glisserò anche su questo :P

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    1. L'amore bugiardo DEVI recuperarlo però!

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    2. Posso recuperare solo il film? :P

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    3. Per me va bene, eh, però ti avverto: vorrai leggere il romanzo ugualmente, alla fine. :)

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  3. Ho adorato L'amore bugiardo e non ho letto altro della Flynn, come spesso mi capita quando una storia mi conquista e ho il timore che gli altri libri dello stesso autore non siano all'altezza. Leggendo la tua recensione, sebbene questo pensiero venga confermato, devo dire che sono affascinata dalle atmosfere di cui hai parlato e, visto anche il costo dell'edizione economica, credo che lo acquisterò! :)

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    1. Sì, atmosfere bollenti e prezzo assolutamente conveniente.
      Non è un acquisto di cui pentirsi, alla fine. :)

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  4. A questo punto aspetto la versione cinematografic... anzi, televisiva. ;)

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    1. Visto che non è una lettura indispensabile, perdono la tua pigrizia!

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  5. Quello che ricordo meno della flynn, quindi non un segno bellissimo ma la mia memoria è come una chiavetta da 2 giga :-)

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    1. La mia memoria, invece, è a lungo termine, ma penso che neanch'io terrò a mente Sulla pelle per troppo tempo. ;)

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  6. Ma sai che nonostante la tua opinione da carino-non-eccezionale mi hai convinta lo stesso? Non so, il richiamo alle atmosfere particolari... il mistero da risolvere... poi diciamo che anche il prezzo basso aiuta :P filo a metterlo in wishlist!

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    1. Sono contento, infatti non lo sconsiglio.
      Non è imperdibile, ma non è catastrofico come spesso ho letto. :)

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  7. L'amore bugiardo mi è piaciuto molto. L'ho trovata una trama davvero geniale, con protagonisti decisamente opinabili (diciamo anche psicolabili).
    La trama di questo non mi entusiasma troppo, però non me lo precludo, anzi, sono curiosa di leggere qualcos'altro di suo.

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    1. Anche qui i protagonisti non sono tanto quadri, come si dice.
      Ma la Flynn, sarà per la poco esperienza, è meno brava a farceli andare a genio.
      I Dunne, invece, chi se li scorda? :-)

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  8. Ho visto "L'amore bugiardo" giusto ieri sera, pensa un pò! :D
    Questo sembra interessante, anche se per il momento non sono troppo ispirata dai thriller; se la protagonista assomiglia vagamente a Amy, pur senza il suo carisma, non so davvero cosa potrebbe mai combinare! XD

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    1. Diciamo che Amy vede e provvede, Sophie, mentre questa Camille è totalmente allo sbando. :P

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  9. Questo non mi convince, però l'amore bugiardo l'ho trovato eccezionale, da brivido, perfettamente congeniato, un'autrice da non farsi scappare!

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    1. Verissimo, Cuore, anche se spero vivamente che L'amore Bugiardo non resti un'eccezione...

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