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lunedì 13 giugno 2022

Recensione: La fortuna, di Valeria Parrella

| La fortuna, di Valeria Parrella. Feltrinelli, € 16, pp. 140 |

Ai miei studenti non ho dato compiti per le vacanze. Difficilmente sarò il loro insegnante anche il prossimo anno e, onestamente, non ho mai creduto nelle letture obbligate. L’ultimo romanzo di Valeria Parrella, però, avrebbe potuto essere la mia eccezione alla regola. Piccola storia di formazione con una grande scrittura alla base, è un prezioso bignami di storia e cultura romana. E, soprattutto, un’avventura comune a tutti i giovani d’oggi: crescere dritti e robusti, coraggiosi, senza lasciarsi piegare dal caos tutt’intorno – impresa degna di un vero eroe. Come ci insegna la mitologia, ci sono tre parche a tessere la tela della nostra esistenza: annodano in trame misteriose vita, destino e morte.

Perché il desiderio è nascosto, si innalza dalla terra, è il cuore stesso della terra, e noi siamo terreni.

È possibile torcere a nostro vantaggio il filo di quella centrale? Essere, insomma, più forti del divino? Se lo domanda Lucio, diciotto anni, che ogni sera lascia le imposte semiaperte sperando che ci si intrufoli di soppiatto la Fortuna: soltanto lei, scritta rigorosamente con la maiuscola, può stravolgergli la vita. Nato con un occhio guercio – troppo fragile, dunque, a detta degli altri –, il protagonista diventerà tuttalpiù un senatore: mai un gladiatore, mai il condottiero di una nave. Ma la costruzione di un’orazione – glielo spiegano i suoi maestri, Quintiliano e Marziale – non è poi troppo diversa da quella di un’imbarcazione. Come preferire, tuttavia, l’astrattezza delle parole alla gloria di un futuro d’azione? Il Colosseo, intanto, è in costruzione sotto lo sguardo attento di Vespasiano; l’amato Tito conquista Gerusalemme; Plinio il Vecchio allestisce la propria flotta. Presto, all’orizzonte, si profila una nube di fuoco, pioggia e lapilli; un prodigio che sconvolge il cielo, la terra e la giovinezza. Per tre giorni e tre notti l’eruzione del Vesuvio terrà l’Impero in scacco. Descritto in maniera particolareggiata, quest’evento apocalittico rappresenterà l’iniziazione all’età adulta per Lucio e gli altri ragazzi della sua generazione: si sbucherà dall’altra parte della nube tossica ingrigiti dalla cenere, invecchiati, per sempre mutati.

Vivono solo gli dei e ciò che gli assomiglia: quando abbiamo riso per una sciocchezza. Cercare la tua schiena nella notte. Quella bracciata che mi fa tutt’uno con il mare. Il momento in cui mia madre poggiò la sua mano sulla mia, guardando lontano oltre il davanzale. Essere uomo e cavallo nel galoppo. La lama del primo gladio che mi fu regalato. E tu, lenta ginestra.

L’autrice napoletana, con una lingua immediata e seducente, firma un romanzo di formazione esile ma densissimo, capace di condensare in un centinaio di pagine tutto ciò ci affanniamo a memorizzare tra i banchi di scuola: la pietas filiale, l’adesione al mos maiorum, il potere eternatore della letteratura. C’è magia in Lucio, nell’eccezionalità di uno sguardo deviato – straniato – che ricorda quello di Mattia Pascal. C’è magia nella lava, che, sotto la sua coltre spessa, annienta la vita e la preserva al tempo stesso. Cosa resterà delle ambizioni di Lucio, del suo amore per l’amato Aulo e dei giochi della Fortuna? Ce lo racconteranno gli scavi archeologici, la memoria delle ginestre, le parole fuori dal tempo di Valeria Parrella.

Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Two Steps from Hell – Nero

8 commenti:

  1. Ciao Ink, non conoscevo questo romanzo, ma mi sembra molto interessante, mi ha fatto ricordare un altro romanzo dello stesso genere che avevo letto per la scuola e avevo apprezzato tantissimo, "Un infinito numero" di Sebastiano Vassalli :-)

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    1. Ciao Ariel! Non conosco Vassalli, ma segno segno. 👋🏻

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  2. Intanto bentornato!!!!
    Esami, concorsi... novità?
    Possiamo contare su una tua futura presenza o prendi il volo per un posto lavorativo?
    Quest'anno parecchie letture, anche questo sembra interessante, mai letto niente di lei.
    Ciao, buon tutto e buona estate 📚📽️🏊

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    1. Buongiorno Lory! Perdonami per il ritardo, ma è un momento un po' così. Concorso finito (e passato!), scuola finita, niente esami quest'anno. Aspetto settembre, chiedendomi cosa porterà. Non appena trovo il tempo per mettere a posto i pensieri, magari vi racconto come sto in un post. Ti abbraccio.

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    2. Racconta racconta!!!
      Contenta per il concorso passato e....non avevo dubbi 👍
      Spero che la situazione in campo scolastico si apra con nuove opportunità, mi sembra un campo non messo tanto bene da quello che sento dai notiziari.
      Diversa è la situazione nella sanità, da noi stanno andando via un mare di persone, OSS e Infermieri. Il covid ha spaventato e avendo aperto la sanità a nuovi concorsi, da noi c'è stato un esodo tanto che diventa difficile reperire personale nuovo.
      Bene allora, sarà un'estate tranquilla in attesa di settembre, vedrai che qualcosa succede. 👋👋👋

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    3. Forse ti avevo detto che ero stato bocciato al concorso per le medie, ma una decina di giorni dopo, a sorpresa (era anche il mio compleanno), avevo passato quello per le superiori: in cuor mio, puntavo proprio a quello. Ho avuto l'orale il primo giugno a Torino: ho dovuto creare una lezione sul Canzoniere di Umberto Saba. Sono stato fortunato, è un poeta piccolino, delicato, nelle mie corde. Ora dovrebbe esserci una graduatoria di merito e poi chissà... L'importante è lavorare. O in Abruzzo, o in Piemonte, non mi importa: non è un gran periodo, sono pronto a spostarmi e a cambiare. Spero soltanto, quest'anno, di avere un'unica scuola, in un'unica città. I viavai mi hanno prosciugato, soprattutto psicologicamente.

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  3. Sempre odiati i compiti delle vacanze. Hai fatto bene a non darne! ;)

    Questo romanzo, con un po' di fortuna, potrebbe rivelarsi interessante.

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