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mercoledì 5 ottobre 2016

Zapping #1: This is Us, Luke Cage, L'allieva

Amici lettori, ciao a voi! Toccata e fuga, oggi, perché alle prese con lo studio matto e disperatissimo e letture che procedono, sì, ma piano e tra tanti alti e bassi. 
Cos'è questo Zapping? Una nuova, minuscola rubrica a cadenza casuale, in cui – nella stagione per eccellenza dei debutti e delle novità – vi lascio le mie impressioni, in breve e a caldo, sulle serie TV a cui ho dato fiducia. E una seconda possibilità? Se si parla di un lentissimo cinecomic e di una abominevole riduzione televisiva, questa volta, non allarghiamoci, per favore. 

A legare le persone venute al mondo lo stesso giorno, un filo sottilissimo e magico di telepatia, o così pare. Questa è la teoria a cui si ispira This is us, straordinario e impensato successo di pubblico targato CBS. Il taglio è televisivo; il cast è di volti noti – un Milo Ventimiglia che fa parlare per il suo sedere al vento nella scena d'apertura, l'intensa Mandy Moore - a chi non disdegna le indiscrete gioie del piccolo schermo; la struttura rimanda a un Lost versione dramedy, a un Sense8 senza fantascienza o provocazioni. Semplicemente, ci sono quattro esistenze che si sfiorano: in luoghi, e perfino tempi, diversi. Una coppia di sposini in attesa di tre gemelli che, dopo i dolori del parto, ricevono una notizia che li porta sull'orlo delle lacrime. Un attore di sitcom, bello e sottovalutato, che decide di licenziarsi e ricominciare, e la sua gemella diversa, con un corpo che che le dà imbarazzi e vergogna. Infine, un afroamericano – ricco e con una famiglia numerosa al seguito, emblema del “self made man” – che decide di rintracciare quel padre che, quand'era un neonato appena, l'ha abbandonato davanti alla stazione dei pompieri senza uno stralcio di spiegazione. Negli ultimi secondi del pilot, emozionantissimo tra brividi onesti e risate, un delizioso colpo di scena che ci porta a inquadrarli tutti e quattro in modo diverso; a unire ancora più stretti i loro nodi. Non so come si evolverà. Non so quanto durerà. Potrebbe diventare troppo ripetitivo; peggio, potrebbe diventare stucchevole. Però mi ha commosso. A testimonianza che semplice, a volte, è bello per davvero. (Sì)

Delle produzioni Netflix ci si fida incondizionatamente, anche quando sulla carta non ci piacciono. Doveroso, però, lasciarsi il beneficio del pilot – e del dubbio. Luke Cage, superoe di nuova generazione che passa dalla carta stampata al piccolo schermo, lo avevamo intravisto anche nel sopravvalutato Jessica Jones: serie inutile ma piacevole, a mio dire, in cui il forzuto afroamericano rappresentava l'interesse amoroso per eccellenza della detective privata, incline alla persuasione di un magistrale e luciferino Tennant, nonché alle storie di una notte e via. Nel barista che non doveva chiedere mai, interpretato da un impassibile Mike Colter, aveva trovato non solo un amico di letto, ma un alleato: come lei, aveva assi nella manica e poteri soprannaturali. Serviva saperne di più di lui, sondarne la personalità e indagarne le origini? Per me, che lo avevo trovato trascurabile e poco interessante anche lì, no. Eppure, altrove, se ne parla bene. Eppure Luke Cage sembra un nuovo trionfo. La Netflix, che mi ha conquistato per due anni consecutivi con le disavventure di un vulnerabile Daredevil, questa volta mescola in un concentrato che mi dà allergia ingredienti a me non congeniali: il cinecomic più serioso – e solo il Diavolo di Hell's Kitchen fa eccezione – e i cliché, i locali col jazz e i gangster dal grilletto facile delle serie all black di ogni dove – se neanche il chiassoso esperimento di Luhrmann mi ha conquistato, direi che è quasi vano ritentare. Al suo debutto, la serie sembra un cupo ma rumoroso, lento ma commerciale, incrocio tra un The Get Down e un fumetto minore. Senza l'incentivo della bella musica e, almeno qui, senza tripudi di effetti speciali: tutt'attorno si sparano, trafficano e cantano l'R&B, ma Cage fa lavori umili, seduce le poliziotte sotto copertura e, giusto in chiusura, fa sfoggio della sua pelle indistruttibile. In seguito, sfoggerà anche qualche pregio abbastanza convincente per proseguire con la visione? A una prima impressione, l'unione tra generi indigesti potrebbe andarmi di traverso; risultare fatale. (Nì)

Cinque libri fa, alle prese per la prima volta con una specializzanda goffa e originale, eroina di romanzi po' gialli e un po' rosa, L'allieva già me lo figuravo serie TV. Leggerissimo, intelligente, ironico, si prestava a farci compagnia una volta a settimana: cosa chiedere di meglio, poi, se un libro ogni inverno non sembra essere abbastanza? Ci voleva una Alice Allevi in pillole, a puntate. Certo, tra me e me la immaginavo tale e quale a Zoey Deschanel, ma neanche Alessandra Mastronardi – per cui avevo una discreta cotta dai tempi dei Cesaroni, e attrice in gamba, al cinema, in Life e L'ultima ruota del carro – era male. Certo, le produzioni Rai mi vogliono snob, ipercritico e con il telecomando alla mano, pronto a cambiare canale alla velocità del suono. Ho dimenticato il pregiudizio, ho aspettato settembre. Per la prima volta, forse non gettavo alle ortiche i soldi del canone? Seppure coi miei “ma” - ma il cast è troppo televisivo, ma che brutta impressione le clip rilasciate sul web, ma che barba e che noia, che noia e che barba –, sono stato fin troppo speranzoso. Il primo episodio dell'Allieva, per filo e per segno, riprende il caso e i languori del prequel, Sindrome da cuore in sospeso. La trama resta in piedi: peccato manchino il ritmo, il buon gusto, le intenzioni. In un'ora e trenta, quanto di peggio, nel consolidatissimo e fondato luogo comune, la televisione italiana ha da proporre. Con Bridget Jones di nuovo in sala, come la nostra Alice al centro di poligoni amorosi e continui qui pro quo, la Rai sceglie di puntare, invece, a chi da generazioni e generazioni segue fedelmente Don MatteoUn medico in famiglia e altre amenità. Ne viene fuori un personaggio femminile forzato, irriconoscibile, che si atteggia a simpatica mattatrice ma suscita invece una profonda irritazione: nipote dell'eterno Terrence Hill, ospite abusiva a casa di Nonno Libero. La regia dozzinale, l'urticante leitmotiv finto indie e i commenti della voce narrante rendono antipatica la Mastronardi, qui bella e di legno; sorprendente giusto l'abruzzese Lino Guanciale, a me sconosciuto, che è l'incarnazione perfetta del Conforti affascinante e sornione che conosciamo. Il difetto sta nella confezione; nella foggia dell'intero pacchetto. Da prendere e buttare via, arrivederci e grazie. Ovviamente, è un successo. Dei disastri delle nostre riduzioni televisive e dei cattivi gusti degli spettatori, stupirsi ancora? (No)

32 commenti:

  1. ahaha Mik concordo in pieno con l'Allieva.. non ci siamo proprio a un certo punto mi sono anche addormentata..bocciatissima!XD

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    1. Se non mi sono addormentato, guarda, è perché criticavo in diretta con Silvia, un'amica blogger. :-D

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  2. L'allieva nella sua bruttezza imbarazzante è qualcosa di imperdibile. Io mi sa che continuo a guardarla, che le risate sono assicurate. :)

    This Is Us per adesso sta procedendo bene e il secondo episodio l'ho trovato ancora migliore del primo.

    Luke Cage non sta convincendo granché neanche me, ma d'altra parte a me aveva annoiato già la seconda pasticciata stagione di Daredevil e tutte queste serie Marvel, per quanto diverse tra loro, mi sembra stiano diventando un po' ripetitive...

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    1. Ma L'allieva è atroce, però ieri l'ho ri-seguito anch'io.
      Vogliamo parlare della nonna, che ha duecento anni e neanche ha imparato a recitare, nel mentre? Di Martina Stella, specializzata con successo nell'essere - citando Boris, che parlava di attori - cagna maledetta?
      Del resto, ho seguito per qualche anno PLL... ;)

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  3. Ovviamente mi guarderò This is Us, sono sempre restia a vedere pilot a casaccio, ma qui vado sulla fiducia e vado contro il mio solito aspettare l'accumulo.
    Le altre, le salto senza ritegno e senza rimpianti.

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    1. Spero ti piaccia, ma penso di sì.
      Ogni volta, mi sciolgo.
      Al volto, ti consiglio la comedy BBC "Fleabag". Più in là ne parlo. ;)

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  4. Mi attira This is us, che mi segno. Sulla trasposizione televisiva della Gazzola non nutrivo grandi speranze, già non adoro la protagonista cartacea, come sai, quella telesiva proprio mi provoca allergia (per quei 10 minuti che ho guardato). Il leggero intelligente e garbato (senza cadere nel banale e stucchevole) è sconosciuto in RAi.
    In bocca al lupo per lo studio.

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    1. Crepi il lupo!
      E dire che la Rai fa anche fiction migliori di Mediaset, figuriamoci.

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  5. Penso seguirò solo Cage, poi staremo a vedere.
    Jessica Jones, che sto vedendo ora in ritardo, comunque, mi da l'impressione che tu descrivi a proposito di alcune proposte Marvel/Netflix.

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    1. Ma a te, segretamente, piacerebbe This is Us! Proponilo alla Moglie. :) Jessica Jones, a me che non piace il genere, è risultato fruibilissimo, però sembra un Grey's Anatomy coi superpoteri. Molto carina e simpatica, però, la tizia di cui mi sfugge il nome...

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  6. This is us, bellissimo! Lacrimoni ad ogni episodio, più o meno sempre sul finale. Speriamo non si sciupi nella seconda stagione.
    Luke Cage non l'ho visto e non penso faccia per me.
    De L'allieva già sai, guardato anch'io ieri sera e ho trovato il ritmo più veloce ma il resto senpre uguale a sé stesso; I fratelli Aita, più che la nonna, irritanti come pochi. Continuerò a seguirlo, magari mi concilia il sonno dati i frequenti problemi di insonnia.

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    1. Ma Aita almeno ripete le sue battute in maniera discreta. La nonna... la nonna... guarda, perdo le parole.
      I momenti tra Arthur, che comunque è troppo ragazzino, e Alice sono stati l'unica cosa appena discreta, ieri sera. Non parliamo dei "nuovi" gialli. :)

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  7. Di This is us ho sentito parlare benissimo, e poi avendo un debole per Milo Ventimiglia, guardarlo è d'obbligo!
    L'allieva lo volevo vedere la scorsa settimana, ma poi me ne sono completamente dimenticata, e a quanto ho letto, non è stata una grande perdita! :)

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    1. Se proprio vuoi, c'è lo streaming direttamente sul sito Rai. So che non vedi l'ora! E Ventimiglia, un po' sfortunato come attore, in This is us è molto, molto convincente. E' cresciuto anche lui. :)

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  8. Con "Luke Cage", ho da poco superato metà stagione: mi sta piacendo molto, ma più che altro apprezzo i personaggi secondari (Cottonmouth, Black Mariah, Misty, la mitica Clare, che non può mai mancare...)
    Trovo che Jessica Jones e Daredevil siano più interessanti di Luke, da un punto di vista psicologico, ma ciò non vuol dire che non ne guarderei altre cento puntate! ;D

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    1. Allora riproverò. ;)
      A un primo impatto, ha troppe cose che non mi vanno a genio. Soprattutto, l'impianto da gangster movie afroamericano che batte sempre sugli stessi cliché, sulle stesse ambientazioni. Poi 'sto Luke Cage io proprio non lo conoscevo, prima di Jessica Jones!

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  9. Non pensavo di dover guardare This is Us, ma ne parlate tutti bene :) Presto comincerò anche Luke Cage... prima devo finire Mr. Robot e NArcos!

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    1. This is us è così di cuore che convince anche gli scettici. Cosa rarissima. Io Mr. Robot, invece, devo riprenderlo: la seconda stagione mi ha messo in crisi, non c'era feeling. Luke Cage, invecce, non so se lo continuo; la voglia è poca. :-/

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  10. Ciao! This is us è bellissimo, ad ogni puntata c'è qualche colpo di scena e nella seconda puntata sono davvero rimasta a bocca aperta negli ultimi secondi! Luke Cage mi incuriosisce, guarderò il pilot e poi vedrò se continuarlo o meno. De L'allieva non ho letto i libri e sinceramente non avevo intenzione di guardare la serie tv, non vedo una fiction italiana da... dai Cesaroni (primi episodi lol)! Ma a furia di vedere stati su fb, etc, mi sono convinta e l'ho visto. Il primo episodio mi è piaciuto per le risate che mi ha regalato, ma il secondo episodio è stato un mega no, mi aspettavo più divertimento e la parte mystery più coinvolgente e collegata alla storia...

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    1. Nel mio caso, Avid, tutto il contrario.
      Il primo episodio è stato uno shock. Poi mi ci sono abituato. Ma nel secondo, che neanche volevo vedere, pensa che hanno riassunto un romanzo intero in mezz'ora; il terzo, invece, scritto dal niente dagli sceneggiatori. Lo guarderò, probabilmente, per il mio nodo gusto dell'orrido. :)

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  11. ho snobbato This is us perché dal trailer non mi aveva colpito particolarmente, ma ultimamente non facci altro che leggere pareri entusiasti. E poi con il tuo commento mi hai incuriosito, quindi quasi quasi do un'occhiata al pilot.
    La serie di Alessia Gazzola non l'ho letta, però voglio farlo da un secolo, mentre non credo perderò tempo con la serie televisiva. Io già avevo i miei dubbi, figurati adesso xD

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  12. This is Us mi sta piacendo: anche il secondo episodio l'ho trovato gradevolissimo ^-^
    Luke Cage, invece, a me sta piacendo ma Daredevil resta al primo posto. La cosa che mi lascia perplessa (in ambito MCU generale) è che la Marvel sta mettendo in campo villains migliori qui alla Netflix invece che al cinema (Fisk, Kilgrave e Cottonmouth si mangiano a colazione chiunque non sia Loki).
    L'Allieva l'ho trovato atroce, nemmeno buono per riderne. Adesso le mie speranze per la tv nazionale sono riposte ne I Medici.

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    1. I Medici spero di vederlo in lingua, perché gli italiani che si auto-doppiano non si possono sentire, mamma mia...
      Comunque, qualcosa di interessante, di tanto in tanto, c'è anche in tivù: vedasi Coliandro o Non Uccidere, con Miriam Leone, che è un bel thriller dai colori nordici, sfortunatamente poco pubblicizzato al tempo.

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  13. Jessica Jones a me ha divertito parecchio invece, di Luke Cage ho visto il pilot e ho qualche riserve, vedremo...L'allieva anche no, son così snob che non guardo la tv nazionale.This is us ne ho sentito parlare bene ma per il momento sono nel trip Westworld...

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    1. Westworld leggevo che lo amano e lo odiano. Io non ho buoni rapporti con la lunghezza e le esagerazioni HBO, quindi vedremo. Luke Cage lo sta seguendo papà, e non piace neanche a lui: dice che stenta a decollare. E dire che lui è un super appassionato. Nonostante il nì, non proseguo, deciso.

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  14. Non ho letto i libri della Gazzola, ma sospettavo che la serie fosse così, purtroppo. Perché la Rai non può fare una serie decente? Vabbè, ormai cosa me lo chiedo a fare. :/

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    1. Consoliamoci.
      La Mediaset fa peggio. Qui, almeno, non c'è Garko!

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  15. Speriamo che la serie Rocco Schiavone non abbia i difetti dell'Allieva. Ne soffrirei e molto.
    un saluto da Lea

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    1. Conosco solo di fama la serie letteraria, ma Rocco Schiavone avrà Giallini come protagonista. E Giallini è troppo bravo, troppo padrone, per prendere parte a cose brutte. :)

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    2. Concordo, ma incrocio le dita lo stesso!
      Spero di poter leggere presto una tua recensione: sono curiosa di sapere se Rocco ti piacerà.
      Lea

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