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mercoledì 26 novembre 2014

Mr Ciak: Hunger Games. Il canto della rivolta - Parte I


Buongiorno, amici. Come state? Avrei voluto recensirvi, oggi, il magnifico Shotgun Lovesongs, ma ritornato dal cinema, ho voluto condividere la mia esperienza con Il canto della rivolta con voi. Dopo aver amato La ragazza di fuoco, mi è risultato difficile trovare all'altezza questo seguito che sa farsi ricordare, sopratutto, per quel finale agghiacciante, ma Hunger Games conferma, visione dopo visione, tutti i suoi punti di forza. Katniss Everdeen non ha punti deboli, sotto l'armatura da guerriera. Sono ansioso – ma letteralmente in ansia, già – di vedere il capitolo conclusivo e, mai come questa volta, aspettare un anno mi infastidisce a morte. La trovata di dividerlo in due mi ha urtato per questo e non solo. Sarebbe stato troppo condensare tutto in tre ore? Per molti sì, ma per me in queste due ore – per quanto belle – c'è invece troppo poco. Una trasposizione fedelissima, comunque, di cui vi parlo meglio e senza spoiler nel mio commento. Un abbraccio e a presto. M.
 «Tutto ciò che era vecchio, in effetti, può tornare di moda. Come la democrazia!» Effie. 

                                  La recensione del film 
E così ci sono andato. Con zaino in spalla, biglietto alla mano e ciondolo della ghiandaia imitatrice al collo. Ci sono andato a vedere Il canto della rivolta. L'ultimo Hunger Games. Anzi, il penultimo. Dopo Harry Potter e Twilight, anche il romanzo della Collins – al cinema – è stato diviso in due parti, con la speranza di raddoppiare guadagni già alle stelle. E scommetto che questi guadagni grossi, a sei cifre e oltre, l'anno prossimo non mancheranno. Perché Hunger Games vale tanto. Vale tutti quei soldi, ma anche di più. Al cinema io ascolto le persone intorno a me. Nella sala gremita c'erano spettatori di tutte le età. Le mamme confidavano che erano state trascinate lì dai figli, ma che quella saga, in fondo, piaceva da impazzire anche a loro. L'universalità della trilogia che ha rilanciato la distopia sui mercati letterari era racchiusa nella sala quattro di un grosso, strapieno Multisala che, quella sera, dava tante pellicole, anche se ad assistere alla più attesa eravamo noi. Io ho un brutto rapporto con Suzanne Collins e un bel rapporto con la sua saga; possibile? Penso che Hunger Games sia uno dei pochissimi titoli in cui i film, di gran lunga, sono superiori ai libri. Per coerenza, coesione, impatto. Potenza. Hunger Games è potente, potentissimo. Elettrizza. E' uno di quei film che, di ritorno dal cinema, ti fa compagnia lungo la strada di casa. Ci ripensi e ne parli il giorno dopo. Bene; incondizionatamente bene. Io ho ripensato al Canto della rivolta, credetemi, e male non posso dire. Non vado a dormire senza avere messo in chiaro le mie idee in proposito. Penso che il romanzo conclusivo sia quello che preferisco in assoluto. All'epoca, mi demolì. Ma, a due anni di distanza, se mi chiedessero cosa ricordo di quel romanzo a cui avevo assegnato cinque stelle piene, risponderei una cosa: la fine, e come si arriva alla fine. Della prima parte, invece, poco e niente. Il seguito di La ragazza di fuoco gira attorno a quel poco e niente, per me insignificante. Oggettivamente: si fiuta a un chilometro di distanza l'insensatezza di dividerlo in due, a discapito della forza del tutto. Si sfilaccia la tensione, si sfibra il sentimento, anziché comprimerlo a regola d'arte. La prima parte è quella che risente maggiormente di tutte le ovvie dilungaggini di sorta: più corto degli altri film, questo è però il più parlato. Prolisso invano, anche, perché non so quanto uno spettatore lontano dalla saga letteraria coglierà, vedendoli così, all'improvviso, dei nuovi personaggi in scena. A molti giova il loro rimanere perpetuamente ambigui, altri sembrano semplicemente irrisolti. Ad esempio, la sempre maestosa Julianne Moore è algida, criptica, irreprensibile; Natalie Dormer, invece, tanto incensata altrove, ha un ruolo piccolissimo. Philip Seymour Hoffman – un piacere e un dispiacere, rivederlo, perché fa un effetto strano che non va via dalla pelle – è calcolatore e sornione: non si capisce per chi patteggi. Sempre oggettivamente, però, chissene. Non ha importanza. Viene meno il puro intrattenimento, fa capolino la realtà (e il pensiero va alle nostre guerre e ai nostri dittatori, alle nostre vittime e ai nostri martiri) e il cinema e i mass media giocano a togliersi, per pochi attimi, le loro reciproche maschere. Il canto della rivolta diventa metacinema. Katniss parla davanti a uno schermo verde, le sue battute sono scritte da altri, il suo trucco è pesante e non sembra più, così, la ragazzina ribelle del Distretto 12. I giochi sono finiti, inizia la guerra e anche quella - al giorno d'oggi, anche se il film parla di un futuro non troppo lontano - ha perso la sua violenza spontanea e feroce, gli ideali giusti per alcuni e ingiusti per altri, i vessilli svettanti di un tempo. L'immagine è tutto, e che differenza c'è tra un dittatore ed un altro, ci si chiede, guardando le divise antracite della Coin e le rose bianche di Snow? Ci sono le strategie e gli scacchi matti, qui; le spedizioni, la costruzione nel dettaglio di un'iconica Giovana D'Arco del futuro, le passeggiate sulle case in cenere o in fiamme. Nell'altro ci sarà una strage che non dimentico. Meglio rimandare a domani, essere soddisfatti oggi e avere qualcosa da aspettare, tra un altro anno. Peggio, perché chi ha letto Il canto della rivolta si è comosso, alla fine, e le intenzioni di uno, come me, a cui piace commuoversi, potrebbero sfumare via. In un anno smaltirò la pena, in un anno sarò pronto. Avrei preferito sedermi in poltrona, tuttavia, stasera, e lasciarmi alle spalle un fazzoletto stropicciato e un finale brutale, ma davvero onesto. Il film, invece, si chiude come il precedente, sugli occhi spalancati ed espressivi della sua formidabile protagonista. Nel momento che noi lettori supponiamo da anni. Sì, sceneggiatori e regista tagliano dove tutti pensavamo tagliassero. Dove ti strapazzano le viscere per bene. Nel punto in cui il cuore si accorge che sei turbato per qualcosa di grande. Meno accattivante e appagante degli altri, intelligentissimo nei riferimenti e preciso nelle citazioni, ma trattenuto nelle emozioni, dunque. Anche se a quelle di Katniss non c'è freno. Lei è messa a dura prova, spesso e a lungo. I primi piani premono sul suo sguardo blu tremolante e lei li regge alla perfezione. Jennifer Lawrence è un talento raro, colei che fa la differenza – insieme al resto del cast – tra un film per ragazzini e un film per tutti. Il doppiaggio la penalizza – lei è imponente e bellissima, ma ha la voce di una bambina prima della pubertà - ma quando canta e partono i sottotitoli, be', capisci cos'è veramente. Gli altri attori hanno spazio, ma è lei a concederglielo, e questa volta la cosa si nota. Ha uno scambio di battute con una Elizabeth Banks smunta, ma esilarante; un altro con un Woody Harrelson sobrio, ma appena di passaggio; un altro ancora con un Liam Hemsworth che mi è risultato non solo in gamba, ma anche degno di comprensione; infine, con un Sam Claflin che – per via del montaggio serrato – ci sfiora appena col suo dramma scioccante. Si vede; si nota che è come se – schematicamente – tutti dovessero avere per forza diritto di parola. Due ore dovevano essere riempite. Josh Hutcherson, invece, meno presente, è al di là di uno schermo di Capitol City, ma vicino ugualmente: delicato, indifeso, ma pronto a farti fisicamente male, quando sarà necessario. Insospettabilmente convincente, inguaribilmente Peeta. I momenti importanti: tutti concentrati in quell'epilogo teso e struggente, insomma, e nel canto di una ghiandaia umana che, sulla sponda di un fiume, intona la coinvolgente The Hanging Tree come inno e richiamo per le masse. Il canto della rivolta – Parte I, tra le righe, suggerisce tanto, ma è un'avventura che racconta un po' poco. Tanto attuale quanto scarno, fa satira con connaturata classe e apre il blockbuster statunitense alla riflessione. Cosa non da tutti. Ha tanti temi e pochi fatti, ma quel poco è uno spettacolo godibile e misurato insieme, anche se per me inferiore ai precedenti. (7)

23 commenti:

  1. non l'ho ancora visto, ma temo possa deludermi...
    jennifer lawrence deludermi?
    nah, dai :)

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    1. No, deluderti no, ma sarai d'accordo con me sulle cose di troppo.
      Dura due ore. Poteva durare pure un'ora e mezza. Lo spettatore ricorderà l'essenziale, così come il lettore.
      Curioso di sapere la tua sui nuovi personaggi. Io li conoscevo, ma la mia amica, al cinema, aveva un po' di confusione in testa :)

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  2. Per ora, ho trovato che il secondo (di film) sia il più bello. La cosa di aspettare un anno fa arrabbiare soprattutto perchè lo hanno già girato -_-
    Condivido il parere su Jennifer ;) La parte 2 sarà sconvolgente!!

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    1. Sì, anch'io penso che il secondo sia il migliore. Avvincente e affascinante il giusto. Lei bravissima, anche più che in questo film qui. Io ho sempre paura che, con queste divisioni, lo spettatore che va al cinema senza aver letto il libro possa confondersi. Sono chiuse troppo brusche e i film, allo stesso momento, si aprono troppo all'improvviso, capito? :/

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  3. A me è piaciuto moltissimo. Sarà che non avevo grandi aspettative, in quanto il secondo film era stato a dir poco perfetto, e pensavo fosse impossibile arrivare a quei livelli. Ero infastidita dalla divisione in due parti di un libro che avrebbe potuto essere facilmente trasposto in un solo film. E invece sono rimasta sorpresa. Forse hai ragione, avevano poco su cui lavorare e quel poco lo hanno allungato e "spettacolarizzato" abbastanza per poterci fare un intero film sopra. Ma lo hanno fatto benissimo. Io ho amato tutti e 3 i libri, anche il terzo, che a molti non è piaciuto. E questa prima parte per me gli rende giustizia, forse addirittura funziona meglio in alcuni punti, perché non vediamo solo il punto di vista di Katniss come nel libro, ma abbiamo una panoramica più generale su ciò che accade nei distretti e sulla rivolta.
    Sono ossessionata da The Hanging Tree ora. Ho trovato l'intero film ossessionante, ma in senso assolutamente positivo. E se la prima parte è stata così (e nella prima parte del libro succedeva davvero poco), la seconda parte sarà esplosiva, perché nel libro è lì che si concentra tutta l'azione. E, credo, è lì che troveremo tutta quell'emozione che forse, come dici, qui un po' è mancata. E quindi la divisione non mi dà più fastidio.
    Poi vabbè Jennifer è unica, il perno su cui si basa tutto.
    E il film è perfino riuscito a farmi apprezzare Gale, per quel poco che dice, mentre nel libro, il terzo soprattutto, non mi piaceva proprio. Mi è piaciuta la colonna sonora e ho adorato la regia. Poi Sutherland mi incanta sempre. :)

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    1. Grazie per il tuo parere, Giada. E' sempre un piacere.
      A me è piaciuto, ma sono proprio le intenzioni di base a infastidirmi un casino.
      La colonna sonora mi è piaciuta e non. Bellissima, se solo fosse stata usata. Al solito! Lorde era giusto nei titoli di coda.

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  4. Anch'io, devo confessare, l'ho trovato forse lievemente inferiore rispetto ai due film precedenti, ma penso sia perchè in fondo ci siamo tutti trovati a guardare "solo" mezzo film, per ora, e tanta dispersione era probabilmente inevitabile, data la premessa di realizzare due film distinti! :)
    Immagino di essermi giá sperticata abbastanza in lodi adoranti sulle virtù di Jennifer (ecco già che si intuisce quanto tutti noi la adoriamo, del resto: per il pubblico ormai non è giá più "la Lawrence", ma quasi sempre semplicemente Jennifer, come Scarlett, come Meryl...), ma visto che hai citato il punto in cui Katniss si mette a cantare, dirò solo questa cosa estremamente imbarazzante: per la prima volta in vita mia, penso di aver capito cosa devono aver provato tutte quelle ragazzine esaltate quando andavano in sala a vedere "Twilight" e il loro adorato Robert Pattinson! XD

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    1. Sembrava più un finale di stagione, capito?, che non la fine di un film. E guai a dire che Hunger Games è televisivo, certo che no. Un intrattenimento magnifico, che qui intrattiene anche col poco a disposizione. Gli spunti sono intriganti, ma accade poco (anche nel libro), e il miracolo è che quel poco nel film funziona bene, o abbastanza bene. Resta, al momento, il mio meno preferito, ma sono sicuro che il finale mi farà tacere per sempre. Sì, quando Peeta e Katniss escono nella stessa inquadratura io sono sempre pronto a lanciare riso e petali di rose. Comprendo i fan in quei momenti, sì. :)

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  5. Faccio il bastian contrario. Fino ad ora ho preferito i libri ai film, vedremo cosa succederà con questo terzo capitolo...

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    1. Io i primi libri li ho davvero digeriti poco. Trovo pessima la Collins come narratrice e penso tolga molta credibilità al tutto il suo stile scialbo. I film, invece, grazie al cast, hanno una marcia in più. Ho "immaginato" meglio l'ultimo libro, forse, grazie agli attori. Avere in mente le loro facce, le loro espressioni, ha aiutato. :)

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  6. Condivido il fastidio per aver tagliato a metà il 3° capitolo. Diciamo che agli amici che non hanno letto il libro consiglierei di attendere la seconda parte del film per poter vedere tutto insieme...altrimenti si rischia di uscire oggi dalla sala con troppa voglia di conoscere il finale - soprattutto dopo il male, quasi fisico, di quell'ultima scena con Peeta e Katniss.
    Così siamo lasciati veramente ad un cliffhanger da finale di stagione...un pò la sensazione che mi aveva lasciato peraltro anche il finale del secondo film.

    E comunque tornerei a vederlo domani...magari in versione originale però ;)

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    1. Grazie per il tuo commento ^^
      Io mi metto sempre nei panni dei non lettori. Come fanno a non sapere? L'ultima scena distrugge il cuore, davvero.

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  7. Ciao Mik!^^ Devo recensirlo anche io, ma non ho la più pallida idea di come fare...non so nulla della saga e non ho visto gli altri film. E' stato un tiro mancino del mio capo, help! Mi aspetta una maratona Hunger Games ultra veloce vero?:D

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    1. Sì, non ci capiresti assolutamente, ma assolutamente niente.
      Sì, ti tocca. E sarà una gran bella maratona. Questo mi ha convinto di meno, ma hi altri sono ottimi ;)

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  8. Concordo pienamente su praticamente tutto! Non potevano fare tre ore di film e farlo finire cavolo? D:
    Ok, magari avrebbero tagliato qualche scena di troppo, ma almeno avrebbero messo un punto fermo e non avrebbero fatto questa cosa a metà. Io infatti quando sono uscita dalla sala pensavo solo al fastidio di dover aspettare un altro anno per avere la parte due :| che poi cavolo, visto che ormai l'avranno già bella e pronta... anticipare, no? Almeno farci aspettare meno D: uff!
    E concordo anche sul fatto che tutto è concentrato in quell'ultima mezz'ora... dove da calma piatta si passa a - ohhhmiioddio sta succedendo tutto adesso! - XD

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    1. Io non ho trovato neanche che fosse calma piatta, il resto, perché comunque era scorrevole e avvincente. Però, se volevano condensare il tutto, potevano tranquillamente farlo. I tagli sarebbero stati giusti. Così è una trasposizione delle più maniacali, ma cinematograficamente parlando ha qualcosa che non va!

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  9. Andrò a vederlo questo sabato ♥ Non vedo l'ora e dopo la tua recensione voglio farmi un'idea tutta mia ♥

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    1. Fammi sapere. Io ci ho pensato a lungo, e forse mi rimangerei quel più aggiunto dopo. Ma è troppo tardi...

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  10. Sono d'accordo! Io l'ho adorato (è Hunger Games, come posso non adorarlo?) però questa divisione mi piace e non. E' come se avessi visto soltanto metà film.

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  11. L'ho adorato, trovo che sia uno dei pochissimi casi in cui la versione cinematografica riesca a superare i libri. Mi è piaciuta tantissimo la scena di The Hanging Tree (è da giovedì scorso che non riesco a togliermi la canzone dalla testa!), e la Lawrence è davvero brillante.
    Peccato solo che mio marito Josh appaia così poco! Si rifarà nella seconda parte! xD

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  12. Posso essere sfacciatamente sincera? non ho letto la tua recensione mi sono limitata a leggiucchiare il primo trafiletto, non perchè non sia curiosa, soprattutto in merito al fatto che io hanger games l'ho amato quando era ancora un libro sconosciuto, ma perchè non voglio alcun coinvolgimento , sensazione pensiero che non sia solo mio! sto delirando? forse, ma purtroppo come spesso mi succede sono costretta a non poter vedere subito film al cinema anche se mi piacerebbe tanto. il canto della rivolta è uno di questi, non sto a spiegare i motivi, non è il luogo ne il momento, però sappi che tornerò a leggere la tua recensione tra qualche tempo e spero avere solo parole positive per questa prima parte, anche se come te avrei preferito un unico film. ciao e a presto.

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