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venerdì 22 agosto 2014

Pillole di recensioni #5: I love you, Beth Cooper (Doyle), Losing Hope - Le sintonie dell'amore (Hoover)

Ciao a tutti, amici. Giorni di studio matto e disperato, ma continuo a leggere. Sempre libri semplici, cose da poco, ma non è detto che ciò sia un male. A volte... Questa volta, purtroppo, nella nuova puntata di Pillole di recensioni – rubrica presa in prestito da Il piacere della lettura – vi parlo di due libri che mi hanno lasciato poco, pochissimo. No, non pensate: “ammazza, che sfiga!”
In realtà, il primo l'ho letto agli inizi del mese, ma per non postare un solo, misero commentino, ho aspettato il momento opportuno per trovargli un compagno. E' toccato alla Hoover, con questo secondo e ultimo appuntamento con la serie Hopeless, che però mi ha annoiato, meritandosi due stelle in meno del predecessore (qui) e facendomi saltare interi dialoghi che, riportati pari pari, ricordavo ancora. Una non richiesta rilettura, insomma. Leggo che i libri, comunque, sono piaciuti ai lettori registrati su Anobii, quindi magari il problema è mio e della mia momentanea irritabilità. Con qualcuno me la devo prendere, no? Inquietante il fatto che abbiano stesso prezzo, stesso numero di pagine, stessa valutazione... Su, vado. Ripeto e, dopo, mi scelgo un libro che sia easy, ma bellino. Si farà quel che si può. Un abbraccio, M.

Titolo: I love you, Beth Cooper
Autore: Larry Doyle
Editore: Kowalski Editore
Numero di pagine: 310
Prezzo: € 12,00
Il mio voto: ★★½
Il mio consiglio musicale: Good Charlotte – Last Night
La recensioneLeggendo il mio Città di carta, avevo pensato a un film di qualche anno fa e avevo scritto ad alcuni tipi in chat. “Ma ve la ricordate la commedia del 2009 di Chris Columbus, Una notte con Beth Cooper?” La risposta era unanime: no. Bene – cioè, male – ma la prima parte del romanzo di John Green a me ricordava molto quel teen movie in particolare. Succede, adesso, che Città di carta va nelle mani di un'amica e che questa amica, dopo le prime pagine, su Whatsapp mi manda una foto. “Ma sai che mi ricorda questo libro qui? Ci hanno fatto anche un film...” Il libro di Larry Doyle aveva ispirato la pellicola con la star di Heroes. Oltre allo stupore momentaneo, perché, ehi, nessuno ricordava l'esistenza di quel tassello della biografia del buon Columbus, c'è stata la curiosità di leggerlo. Mi sono reso conto di ricordare bene il film e di non divertirmi quindi più di tanto, alle prese con la volubile Beth, l'impacciato Denis, i loro squilibrati amici. La versione di inchiostro, seppur piacevole, non aggiunge nulla a ciò che il film mostrava. E il film già mostrava poco di suo, ma garantiva un'ora e trenta di svago. Doyle mette insieme questo young adult surreale, ironico e scanzonato, ma - capace di volgarità a raffica - non si rivela portavoce della necessaria profondità che ogni storia per ragazzi merita. Un film: novanta minuti e passa. Un libro, con cui trascorri più di qualche giorno, dovrebbe lasciarti qualcosa di più. Invece sono le riflessioni a mancare e si dimentica, quindi, il libro in sé, per uno stile che non cattura nemmeno. Le citazioni, le nozioni geek, le infinite liste lo rendono più irritante che altro, tanto da far pensare che il protagonista – maestro di brutte figure e capro espiatorio per i bulli – si meriti un po' della sua famigerata sfortuna nera.

Titolo: Le sintonie dell'amore – Losing Hope
Autore: Collen Hoover
Editore: Leggereditore
Numero di pagine: 310
Prezzo: € 12,00
Il mio voto: ★★
La recensioneNonostante il titolo, Le coincidenze dell'amore era una bella storia. Un romanzo che sapeva emozionare. Una sorpresa all'inizio dell'estate. Questo, invece, lo leggo sul finire di vacanze che non sono mai iniziate. Mi rendo conto: l'ho recuperato troppo presto, ma non avevo altro per le mani. Tralasciando il titolo italiano, due volte più brutto del precedente, neanche il romanzo mi è piaciuto. Anche se non abbastanza brutto, specifico, da meritarsi una denominazione tanto atroce, come tutti i libri che vorrebbero raccontarti la stessa storia, solo da un punto di vista alternativo, è inutile. La Hoover, come i fantasiosi titoli nostrani suggeriscono, torna a parlare – indovinate? - d'amore. L'intoppo è che, questa volta, non funziona quello che c'è tra Sky e Holder. Pochi pensieri, tanti dialoghi. Nemmeno banali, ma già sentiti, e in scene già viste. Generale l'assenza di quello che mi aveva coinvolto nel primo: umorismo, confusione, mistero. Senza, è una storia di traumi giocati a carte scoperte, visti da una prospettiva poco brillante. Il primo mi era piaciuto soprattutto per l'intensità del tema. Il resto era la solita canzone, anche se orecchiabile. Ricordo di essermi meravigliato per l'alternarsi concitato dei toni leggeri degli inizi e per l'imprevista tensione dell'epilogo: una densità da due libri in uno, quasi, non contemplata da new adult che spuntano come il prezzemolo. Il protagonista – nella storia di come perse e ritrovò la Speranza – si dimostra adesso fatalista, zuccheroso. Ha scarsa credibilità: un diciottenne non si esprimerebbe mai così, nemmeno fosse un pozzo incontaminato di sensibilità, castità e pensieri zen. A salvarsi sono i dialoghi con un tale Andrew e il simpatico migliore amico gay (e mormone) di turno e le rare lettere scritte alla sorella suicida, Less: l'unica cosa grossomodo inedita – a meno che non abbiate letto The Sky is everywhereNoi siamo grandi come la vita e simili. Sky è un pretesto, un personaggio secondario: un'adolescente che, senza sapere quanto coraggiosa e vitale sia grazie alla lettura di Hopeless, ti sembrerebbe una miniatura stilizzata. Per scrivere libri simili, si deve essere bravi: una storia nota deve essere raccontata con inattaccabili perché. Questo prequel/sequel/spin-off/come-volete-voi non ne ha oggettivamente di abbastanza validi. Il precedente era la stessa cosa in senso stretto, ma era un'altra cosa in senso lato. Facciamo che vi consiglio quello, dài. Le sintonie dell'amore è da leggere ad anni di distanza, se avete una memoria a breve termine o l'idea di un'onesta rilettura dell'altro vi repelle proprio. 

18 commenti:

  1. Ormai anche i libri leggeri, quelli che scegliamo per svagarci la mente tra un ottimo romanzo e l'altro, non sanno svolgere il loro compito e va a finire che fanno peggio. Io consiglio sempre la serie di Agatha Raisin: la perfezione della leggerezza!
    Una notte con Beth Cooper non l'avevo mai sentito (come film, intendo, ma figuriamoci se avevo sentito il libro!): mi sa che è troppo recente, io conosco solo i film di ant'anni fa :D

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    1. Mi informo, Sonia! Ora ho iniziato in ebook The Giver, curioso per via del film. Mi sembra semplice e dicono meriti. Il film di Beth Cooper è molto simpatico, pieno di attori di telefilm che conosci anche tu :P

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    2. In effetti se penso che la Panettiere è una delle protagoniste di una delle serie tv che ho preferito in assoluto in passato... però di solito i film con i personaggi dei telefilm si rivelano sempre una delusione (ci saranno pure le eccezioni, ma al momento non mi vengono in mente).
      Di The giver ho letto tutta la quadrilogia e a me è piaciuta molto, ma mi sarebbe piaciuto anche se si fosse fermata al primo libro, che ha la sua conclusione. Curiosa anch'io per il film

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    3. Figurati che di The Giver io ho letto il terzo, per puro caso. Tanto era anche scollegato dal resto, o almeno così avevo capito... Mi ero reso conto che si davano per note alcune cose, però mi era piaciuto ugualmente. Se il primo volume mi appassionerà, recupererò il resto.
      Verissimo quello che dici. Raro che i protagonisti di telefilm facciano film decenti. E non che Una notte con Beth Cooper sia decentissimo, però si lascia guardare, in quei periodo in cui si ha un'età mentale di quindici anni massimo, per un motivo o per un altro :)

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  2. mi ricordo quel film che hai citato, uno stupido teenmovie di cui ho dei flash di una casa tra i boschi, macchine distrutte e un fidanzato giocatore di football della biondina, che detta così possono appartenere a qualsiasi film! le coincidenze l'ho amato tantissimo e le sintonie mi aspettano sullo scaffale ma sono titubante proprio perchè è la stessa storia dal POV di holder, mi sembra un pò inutile come secondo volume, questa fissa di scrivere serie NA dai due POV sarebbe meglio inserire il secondo POV all'interno del primo libro! ancora di più se li si legge di seguito, potrebbe risultare troppo ripetitivo. credo che aspetterò ancora un pò prima di leggerlo in modo che Hopeless non faccia capolino troppo spesso durante la lettura.

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    1. Sì, ricordi bene! E' quello, ma io ero piccolo - tredici, quattordici anni? - e mi aveva divertito: poi devo essere solidale a Columbus che ha fatto film con cui sono cresciuto. Mamma ho perso l'aereo, Mrs Doubdtfire, Harry Potter...
      Per quello della Hoover, aspetta. Volevo aspettare anch'io, ma credimi alla lettera: non avevo niente da leggere :/

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  3. Ho recensito proprio ieri Hopeless, e nonostante alla fine non gli abbia dato un voto troppo basso(perché comunque lo stile dell'autrice coinvolge), la storia non mi ha per niente convinto... Troppo poco credibile, troppo esagerato, nemmeno i personaggi mi sono molto piaciuti. Holder non era minimamente credibile nemmeno lì secondo me. Non erano credibili le sue reazioni ad alcune cose, e il finale poi.. quasi assurdo secondo me, troppo veloce.
    Questo secondo romanzo non mi attira nemmeno un po'.

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    1. A me l'altro era piaciuto, e anche molto. Per una volta, un new adult con un minimo di studio alle spalle. Questo non te lo consiglio, allora.

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  4. Le Sintonie dell'Amore è il romanzo di Holder, tutto il resto è fuffa. Solo che un romanzo con può campare con un solo personaggio, io però so' femmina e mi sono lasciata intenerire da tutte le sue pippe mentali e tre stelline gliele darò. Però ecco, ho aspettato tanto un romanzo con un nuovo pov che smentisse la mia convinzione che libri così non servono a niente se non a far fare soldi agli autori e purtroppo questo pensiero non è cambiato T_T

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    1. La conversazione di ieri entrerà nella storia.
      Silvia: Io sono nata donna. Mi sono lasciata intenerire.
      Io: Segretamente, anche Holder dev'essere nato donna.

      ahahahahhahaha :D
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  5. Ricordo quel film, cm dici tu nn era malvagio. Cmq io proprio l'altro ieri ho finito the giver, anch'io sul tablet ed è stato carino, semplice ma abbastanza originale. Il film secondo me sarà ancora più bello. Già il talento di Freeman basta. La serie della Hoover devo ancora leggerla, xò ti dirò Tutto ciò ke sappiamo dell'amore mi ha strappato il cuore, bellissimo. Sto fatto xò dei titoli simili nn lo capisco, mi confondono e basta. Dovrò leggere anche il Labirinto e Resta anche domani visto che anche quelle trasposizioni escono a settembre. Buona giornata.

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    1. Ciao :)
      Sì, The Giver procede. Molto semplice, ma ha argomenti forti, sotto sotto. Tra l'altro, si nota come tante autrici (la Roth su tutte) abbiano preso liberamente spunto dal romanzo della Lowry, che ha ormai vent'anni. Il film sicuramente sarà tutto diverso: protagonisti più adulti, "fighi" e tutto. In America è stato accolto positivamente, anche se non si è rivelato un successone.
      Bellino Resta anche domani, anche se secondo me il film sarà più intenso.
      Il labirinto non so: cartaceo lo leggerei, ma non si trova. In ebook leggo solo libri brevi!

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    2. In cartaceo dovrebbe uscire la ristampa del Labirinto con la cover cinematografica. Io ho sia il primo che il secondo in pdf, se cambi idea te li passo.

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    3. Li ho anch'io i pdf, ti ringrazio. No, se non sbaglio avrà la cover del film, ma è l'ebook :/

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  6. Il primo non lo avevo nemmeno sentito nominare xD
    Le sintonie dell'amore mi fa storcere il naso solo leggendo il titolo però, dato che Hopeless non mi aveva convinto, avevo intenzione di dare una seconda possibilità a questa storia..adesso non ne sono più così convinta D:

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    1. Il primo, ormai, è anche fuori commercio da un paio d'anni!
      Il secondo non so... a chi non è piaciuto Hopeless, non so come sembrerebbe. Bho.

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  7. Mi dispiace che non ti sia piaciuto Losing Hope :( io devo ancora leggerlo e non vedo l'ora di farlo perché ho amato il primo e perché finora mi sono sempre trovata ad amare la parole della Hoover. Spero di non incappare in una delusione. Ti volevo anche avvisare che sul blog c'è un premio per te :3 Lo trovi a questo link.

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    1. Grazie mille, Gio :3
      A me il primo è piaciuto molto, ma questo zero. E' stata una rilettura, praticamente. E io il libro, grazie alla casa editrice, non l'ho pagato. Altrimenti mi sarei sentito un po' preso in giro...

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