Pagine

lunedì 8 luglio 2013

Recensione: The Vincent Boys, di Abbi Glines


Ciao a tutti, amici! Questa mattina, la recensione del chiacchieratissimo The Vincent Boys, che ho letto su proposta della gentile Mondadori. Tra polemiche, vuote discussioni sul New Adult e giuste critiche ad alcune scelte, talora infelici, operate nella traduzione italiana (anche se, cambiando termini, il risultato non cambia mica...), ho trovato il romanzo della Glines meno peggio di quanto mi aspettassi. Tutto nella recensione che, nonostante non sia completamente negativa, spero vi regali ugualmente qualche risata. Un abbraccio e buon inizio di settimana, M. Ps. Ho scritto questa recensione ben due volte! Quel simpaticone di Blogger, ieri sera, ha deciso di cancellarmela. Nerviii...
Se ami qualcuno, non gli rovini la vita. Gliela rendi migliore.
Titolo: The Vincent Boys
Autrice: Abbi Glines
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 280
Prezzo: € 14,90
Sinossi: Ashton, brava ragazza di "professione", cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero. Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però la "ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits. Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere... Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente...
                                                  La recensione
A mia discolpa, posso dire che non era mia intenzione leggere questo romanzo. Tra i tanti titoli di una Wishlist scritta su uno di quei Rotoloni Regina che non finiscono mai e tra tanti romanzi da recensire ancora, The Vincent Boys aveva scarsa priorità. Scarsissima. In realtà, non ne aveva nessuna. Le voci che, già prima della data d'uscita, lo paragonavano a un Cinquanta sfumature per adolescenti mi avevano fatto gelare il sangue nelle vene. Il bollino promozionale che annunciava il romanzo più hot dell'anno – no, non provate a staccarlo: perdereste invano tempo, energie ed arti vitali nell'impresa: è stampato sulla copertina proprio come come le due silhouette in bianco e nero che si tastano con trascinante ardore giovanile... - mi aveva dipinto sulla faccia un'espressione di grottesca loquacità che nemmeno Picasso, con le sue bocche urlanti e gli occhi sporgenti da Chihuahua cocainomane che fanno capolino dalle sue tele, avrebbe saputo immortalare. Pensavo che l'avrei dimenticato in fretta. Poi sono arrivate le discussioni, i commenti, le recensioni appassionate e quelle rassegnate, le polemiche. E, insieme a loro, è scesa in pista la mia curiosità, attirata come le api dal miele... o le mosche dalla spazzatura. Quando mi è stato offerto di recensirlo, ho accettato volentieri, ma i commenti negativi, che alla fine sembravano prevalare sui pochi positivi, mi avevano subito fatto pentire della scelta. 
Sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa, infierire inutilmente. Ma se il New Adult di Abbi Glines faceva così tanto parlare di sé, potevo forse non leggerlo e parlarne anch'io? Domanda decisamente retorica. In un pomeriggio di vento e ozio, l'ho letto. Perché non mi piace giudicare senza conoscere, e questo vale per i romanzi come per le persone. Perché avevo ancora incamerato uno stress da esami che solo qualche risatina avrebbe potuto scacciare via: che il divertimento fosse negli intenti dell'autrice o meno, poco m'importava. Piacevole, sexy, impulsivo, solare e involontariamente comico nella maggior parte dei casi, si è rivelato all'incirca duemila volte migliore di quanto, in realtà, mi aspettassi. Tutt'altro che malvagio. Ci sono fanfiction strutturate con molta più maestria, Harmony di migliore qualità, letture certamente più edificanti, ma i romanzi brutti, brutti, per me, sono altri: Risveglio di Anne Rice insegna! E' la più tipica delle americanate: sermoni domenicali, baseball, cheerleader più o meno oche, ginocchia che tremano, sangue che ribolle, terra che gira bruscamente, cuori che palpitano, genitali che friccicano. I protagonisti sono tre: Ashton (Se anche lei, visto il nome tipicamente maschile, un tempo nutriva qualche dubbio sulla sua sessualità e, come Ashton Kutcher, si era messa all'incerca di una Milf tutta sua, nel corso del romanzo, non temete, scioglierà tutti i suoi dubbi.), Beau (No, quante volte che vi devo dire che non è un cane: i nostri amici a quattro zampe sono mooolto più svegli di lui.) e Sawyer (Canzone preferita: Io rinasceròòò cervo a primaveraaa). Ashton, principale voce narrante della storia, è tipo una creatura mitologica che vive in un mondo a parte: mmm... vediamo, tipo un unicorno ninfomane. E' un incrocio tra la dolce Taylor Swift e l'altrettanto “dolce” Sasha-Grey-Ottimo-Direi. Figlia di un predicatore americano tanto simile al patriarca di Settimo Cielo – uno degli uomini più fertili al mondo, accanto a Rocco Siffredi: sette figli non sono uno scherzo, eh. Contenta la moglie... - è premurosa, cortese, coscienziosa, perfetta e con il ragazzo perfetto. Tutta casa e chiesa... è il tragitto, come si dice, che la frega! Troverà il suo, di settimo cielo, infatti, tra le braccia forti di Beau, suo ex migliore amico e cugino del suo attuale fidanzato. E sul cassone del suo pick up. Con il vento nei capelli, le stelle sopra di lei, le caviglie dietro le orecchie. E la nonna, appena venuta a mancare, da seppellire, e il fidanzatino lontano. 
Di certo il minuscolo perizoma, indossato sotto il vestitino sexy scelto per dire addio alla sua amata nonnina, ha aiutato: verginale e delicata, sa essere sobria e raffinata anche nel lutto più nero con la sua lingerie trasparente di Victoria's Secret. Il suo Beau, invece, seconda voce narrante, è un cavernicolo palestrato dell'Alabama del Sud. E' maschio, è un adolescente, è eccitato ventiquattro'ore su ventiquattro e parla come mangia, quindi il suono dei suoi pensieri non ha nulla di profondo, musicale, lirico. Diciamo che ricorda il fruscio di una balla di fiene trascinata nel deserto incontaminato del suo intelletto. Ma è sincero, almeno. Le sue idee passano prima a sud della sua cintura che nel suo cervello, ma fa subito simpatia, con il suo passato triste e i suoi modi rozzi che, all'occorrenza, vorrebbero essere galanti. Mentre sullo sfondo arido e sfocato passa ignorato il povero e fedele Sawyer, con le orecchie che fischiano per le troppe bugie ascoltate e la testa che pesa per le corna da alce che gli sono spuntate nel corso di una sola estate, i due – tra confessioni, ripensamenti, disparità sociali ed economiche e la scelta del modo giusto per rivelare alla persona a cui tengono più al mondo il loro tradimento – si danno decisamente da fare, ed è a questo punto che arrivano le famose scene incriminate. La verità è che, senza il sesso, The Vincent Boys non avrebbe ragione d'essere. 
Che differenza ci sarebbe tra la relazione travagliata di Ash e Beau e quella dei protagonisti di produzioni certamente più raffinate e note come Step Up, I passi dell'amore, The Last Song? I protagonisti del primo si dedicavano affannosamente all'attività fisica e, be', questi non sono da meno. Quelli del secondo erano divisi dalla malattia, questi dalle corna. La protagonista dell'ultimo, poi, suonava il piano; Ashton la trombano. Le scene di sesso, che tra l'altro si contano sulle dita di una mano, sono passionali, mai morbosamente dettagliate, veloci, vaghe il giusto e ben scritte. Non ci sono strane trasgressioni, usi impropri di cinture e cravatte, tutto è sano e nei limiti del normale, ma un elemento fa giustamente parlare di sé. Il linguaggio. Ci sono persone che, durante l'atto sessuale, spinte da un improvviso afflato religioso, nominano Gesù, Dio, la Madonnina e gli angioletti e tutti i Santi del calendario cristiano. Beau e Ashton – fanciulla, quest'ultima, che come tutte le vergini, durante il primo rapporto, ha l'audacia di infilare con le sue stesse manine delicate il preservativo al suo ragazzo – diventano, in certe situazioni, due scaricatori di porto, affetti, magari, anche dalla Sindrome di Tourette.
Indimenticabili il raffinato “Ommerda puttana vacca”, il poetico “La tua patatina è mia”, il romantico “Voglio affondare nel tuo buchino caldo”. Nonostante qualche scivolone qui e lì, la traduzione è tutto sommato ottima e il romanzo, consigliato per l'estate, si rivela essere un'ottima lettura da spiaggia. Se sezionato dettagliatamente, potrebbe rivelare incongruenze grandi, errori ancora più grossi di quelli evidenziati, stupidità lampanti, ma, di solito, nessuno, sotto l'ombrellone, si porta il bisturi e la "valigetta da lavoro". E nessuno dovrebbe farlo soprattutto se vuole godersi una lettura veloce e soft come questa, che già di per sé non è impeccabile. Con un'America calda e soleggiata come scenario, The Vincent Boys è fatto di camicie a quadri, Levi's a vita bassa, vestiti leggeri, gambe scoperte, bombardamenti ormonali, scazzottate e tira e molla. Tanti tira e molla. Per fortuna, il libro è breve e la Glines ci salva sul suono esatto dell'ultima campanella dalla monotonia che, a volte, perfino un folle amore ha. E' una contraddizione. Ancora di più di un disastro definito, in un buon New Adult edito dalla Garzanti, splendido. Lo consiglierei ad un pubblico giovanissimo e con poche pretese, ma, allo stesso tempo, il linguaggio talora forte e le scene vagamente erotiche – anche se una lettura simile, a 15 0 16 anni non mi avrebbe di certo bloccato la crescita: l'imbarazzantissimo discorso di come nascono i bambini già i miei me l'avevano fatto qualche annetto prima -, lo rendono una lettura per adulti, “Nuovi” o “Giovani” non ha importanza. Non mi ha né scioccato, né scandalizzato. Non mi è né piaciuto, né dispiaciuto. A tratti, sa essere anche carino. E' un romanzo come tanti, la solita storia. La minestra del giorno prima, riscaldata al microonde e con scaglie di peperoncino piccante in aggiunta.
Il mio voto: ★★+
Il mio consiglio musicale: Bruno Mars – Locked Out of Heaven 

40 commenti:

  1. Ommioddio! Mi hai fatto piangere a forza di ridere! :) quoterei le frasi della tua recensione, anziché quelle del libro!
    Grazie mille per esserti sacrificato e aver letto il libro più discusso dell'estate e averlo riportato per quello che è :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fossero tutti così i "sacrifici", Ale :) E' stato piacevole e nel finale è comparso un altro personaggio, che sarà presente nel seguito, che già mi ha fatto sorridere. Tutto sommato, la Glines ha uno spirito che mi piace!

      Elimina
  2. Commento prima di leggere la recensione, perchè me la devo gustare. Quindi vado alla macchinetta, mi preparo un bel cappuccino e mi metto comoda!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Silvia, poi, se ti scappa una risata che fai, sputi tutto il cappuccino sul Pc? :P

      Elimina
    2. Eccomi *inforca gli occhiali*
      Come dici tu, per la storia in sè andrebbe consigliato a un pubblico giovanissimo, per il linguaggio e quelle poche scene di sesso a un pubblico quanto meno navigato (ma oggi a 16 anni gli adolescenti sono già navigatissimi). Quindi? Quindi io questo libro non so dove metterlo, come classificarlo, dove inserirlo. Se lo apro a caso rischio d'imbattermi in pensieri dolci e teneri così come in dialoghi tipici di due persone sessualmente represse da anni e anni di astinenza. Quindi? Quindi BOH! Per me the Vincent Boys è un punto interrogativo enorme. Ash (verissimo, quello è un nome da uomo mica suo padre voleva un maschietto - ma ahimè sei nata tu... - *canta lady oscar*) non l'ho capita, Sawyer meno che mai (ragiona come un vecchio, è un ragazzo trooooppo triste), l'unico normale, è Beau, il coltivatore di tuberi, e questo la dice lunga.

      Elimina
    3. Ho bevuto prima il cappuccino, e ho fatto bene xD, la fortuna di questi libri sono le recensioni come questa cmq, ti fanno venire voglia di leggerli *nonostante tutto*
      xD

      Elimina
    4. Ahahahahahah, però la comparsa di Lana-la-cugina-zocc*** mi ha fatto sorridere, alla fine. Non è né carne, né pesce, ma la Glines, ogni tanto, sa divertirmi! Chi sa come se la cava con gli altri romanzi...

      Elimina
    5. Io non ho nessuna voglia di leggermi la storia di Sawyer, mi è stato troppo antipatico, sembrava un prete mancato, anche se di sicuro la Glines saprà come svegliarlo, anzi Lana -_- ho già i brividi su tutto il corpo... ah no, è l'aria condizionata.

      Elimina
  3. bellissima recensione!! quando leggo di Ashton a me viene in mente Footlose e la figlia del pastore che va in giro in Shorts con la voglia disperata di ballare tra corse di pick-up!!!Come vedi il pick-up torna sempre! insomma questo libro è ciò che promette sembra e se ogni tanto qualcuno si vuole lasciare andare a una lettura un pò trash non ci vedo niente di male!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille, Lara! E' vero, non ci avevo pensato: sono molto simili i personaggi di Ashton e Ariel (se non sbaglio, si chiamava proprio così). Poi nel remake che hanno fatto recentemente - molto carino! - l'attrice era biondissima e bellissima e poteva anche ricordare la protagonista descritta dalla Glines. Hai colto nel segno perfettamente :)

      Elimina
    2. Lara, pure io avevo pensato a Footlose, ma almeno lei aveva un motivo per essere ribelle, turbata, mezza scema... io poi adoro Footlose :P

      Elimina
    3. Io guardo Pretty Little Liars: ormai, nessun comportamento idiota mi sconvolge più :')

      Elimina
    4. devo leggerlo e poi ne discutiamo approfonditamente!!!

      Elimina
  4. Sto morendo! Grazie per aver reso migliore questo Lunedì mattina XDXD Su "Cervo a primavera" a momenti cado dalla sedia.. questo è il miglior "Sparlando di.." mai letto ihihihihi
    Anche io come Lara qui sopra, ho subito pensato a Footlose e la figlia del pastore, certo lì finiva tutto in balli e canzoni che sono rimaste nella memoria!
    Come dici tu, se letto con la giusta misura, senza aspettarsi chissà cosa non vedo cosa ci sia di male, almeno ci si fa due risate XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere, Monica! Ma secondo me, anche l'autrice, alla fine, voleva strapparla, qualche risata qui e lì. E' proprio come dite tu e Lara: non c'è niente di male e, ogni tanto, una lettura così se la possono tutti concedere :P

      Elimina
  5. Ahahah ma LOL penso che hai espresso al meglio il tuo pensiero :D facendoci anche fare qualche sana risata :P
    E penso anche che alla fine - perché poi mi son decisa che lo voglio leggere pure io per farmi un'idea - lo troverò proprio come te, né particolarmente bello, né particolarmente brutto. Si vedrààà LOL

    RispondiElimina
  6. ahahahahahahhaah recensione STUPENDA! mi sono fatta un sacco di risate e condivido appieno il tuo pensiero, dovrei scriverla anche io oggi... spero di riuscire a farlo senza ridere pensando al funerale O.o

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No vabbe.. a sto punto voglio leggerlo pure io sto libro XD

      Elimina
    2. Il funerale! Nella prima recensione del romanzo (quella che mi si è cancellata -.-) avevo scritto una battuta infelicissima per giustificare Ashton: me la sono risparmiata. Bene! :P

      Elimina
  7. hai detto bene, Mik: queste discussioni sul new adult sono proprio vuote. Sia chi lo difende sia chi lo denigra mi pare non dire niente di nuovo o rilevante. Detto questo, io non l'ho letto e non credo lo farò, ma tutto questo scandalizzarsi per un libro facente parte di un genere che ha esordito con il mediocre Uno splendido disastro (che tra l'altro a me è piaciucchiato), e che quindi dal punto di vista qualitativo non avrebbe potuto riservarci sorprese neanche volendo, è un po' assurdo XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo, Elisa. Sulla questione, non a caso non mi sono proprio espresso. Che stronzate! Già, nemmeno a me Uno splendido disastro era dispiaciuto. Carino. Sicuramente moooolto più di questo, che comunque è "normale" :)

      Elimina
  8. "tipo un unicorno ninfomane. E' un incrocio tra la dolce Taylor Swift e l'altrettanto “dolce” Sasha-Grey-Ottimo-Direi" ahahahah xD
    A parte le risate, mi hai messo curiosità...come hai detto tu, hanno parlato così tanto di questo libro, che vorrei farmene un'idea prima di giudicarlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille, Lucia! Sì, è giusto così, secondo me: leggere, poi dare aria alla bocca.

      Elimina
  9. Hihi... ho letto la tua recensione dall'ufficio, spero che nessuno mi abbia vista ridere da sola o penseranno che sono matta! ;) La tua recensione è una delle più spensierate che ho letto sino ad ora, il libro non mi ha incuriosita sin dall'inizio e non credo che lo leggerò ma hai ragione tu.. niente bisturi sotto l'ombrellone!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava Sara! Va letto così, senza pensieri: inutile accanirsi (in)giustamente ;)

      Elimina
  10. Ahahaha!! Bravo!! Mi sono fatta due risate, e ci volevano :)
    Il libro non mi ha mai attirato e dopo tante polemiche e le varie recensioni, farò proprio a meno di leggerlo!

    RispondiElimina
  11. Non posso che concordare con te!Dopo le varie recensioni e pareri letti in giro anch'io mi aspettavo molto di peggio!Ora sono curiosa di leggere il seguito, che sembra essere decisamente migliore!

    RispondiElimina
  12. OMG la tua recensione è da morire dal ridere...sei un fenomeno...però anch'io prima che uscisse mi aspettavo chissà cosa dopo tutta la pubblicità che le hanno fatto, fortuna che poi ci siete voi blogger che ci risparmiate di spendere soldi inutili. Con la crisi che c'è è meglio risparmiare per qualcosa che vale.

    RispondiElimina
  13. @Dreaming Fantasy, meglio riderci su: al diavolo tutte le varie polemiche :P
    @Juliette, anche secondo me il seguito sarà leggermente meglio. Ho letto i primi capitoli contenuti alla fine di questo primo romanzo e l'entrata in scena di Lana mi ha subito fatto sorridere. Dev'essere un peperino, lei, eh!
    @Dean, GRAZIE MILLE! Hai detto bene: con la crisi che c'è, se non si hanno tanti soldi a disposizione, meglio puntare su altro. Il prezzo di copertina, in verità, è tutt'altro che basso, anche se l'edizione è molto carina.

    RispondiElimina
  14. ahahahahhahahahahahahahahaahaahahhahaha fantastica recensione!!!
    In quanto al libro...questo passo!!!!
    ;)

    RispondiElimina
  15. Bellissima recensione! :) Spassosa e goduriosa, per stare in tema ;)

    RispondiElimina
  16. Simpaticissima recensione!
    Come avrai già capito dalla mia, io mi leggerò sicuramente anche il seguito: l'ho trovato davvero un romanzo sano e con il pepe nella giusta dose e nei limiti del normale. Anche io mi ero fatta influenzare dalle prime recensioni negative, ma son più che contenta di aver dato retta al mio istinto ;)
    Non sarà un pilastro della letteratura... ma sicuramente per me è godibilissimo.

    RispondiElimina
  17. Okkey, sto ridendo come un'idiota xD Mi aspettavo quasi che mettessi come canzone una idiotissima che mi ha fatto ascoltare un amico proprio su Sasha Grey!

    RispondiElimina
  18. Ciao, Miky!
    Come ti ho detto, io avevo piantato questo libro dopo le prime pagine: i dialoghi surreali mi avevano fatto accapponare la pelle! Ma la tua recensione irresistibile (sto ancora rotolando dal ridere XD) mi ha fatto venir voglia di riprenderlo in mano: anche se il libro sarà bruttino come penso, se non altro mi farò qualche risata. xD

    RispondiElimina
  19. Ho scartato questo libro dai miei futuri acquisti non appena ho visto proprio il bollino in copertina, pensando "non fa per me" prima ancora di leggere la trama. Sono ancora convinta che non lo leggerò, ma in compenso non mi perdo una recensione perchè mi diverto un sacco a leggere critiche, opinioni e pensieri di tutti voi che vi state lasciando tentare... alcune più negative di altre, ma tutte in qualche modo spassose! E' la prima volta che un libro che non mi interessa, mi suscita tutta questa curiosità... ma forse anche questo può essere annoverato tra i suoi pregi!
    Comunque grazie per le risate che mi hai regalato con la tua recensione :D

    RispondiElimina
  20. Te possino, Mik, mi è quasi andata di traverso la cena dal ridere! XD
    Mi piacerebbe leggerlo solo per capire se fa ancora più schifo di Uno splendido disastro. Anche perché, dalla tua descrizione, Beau (Boh?) sembra essere ancora più tamarro e bietolone di Travis (letto "ciàvis", alla siculo-americana) di Uno splendido disastro :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha, Travis, in confronto, è Einstein! Sono libricini simpatici, alla fine. Tamarri, trash, ma simpatici. Li leggo, ogni tanto, per lo stesso motivo per cui seguo quelle quattro rimbambite di Pretty Little Liars: ridere alle loro spalle :D

      Elimina