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lunedì 21 maggio 2012

Recensione: La donna dei fiori di carta, di Donato Carrisi

Cari lettori, dopo aver recensito Un segreto non è per sempre, di Alessia Gazzola (qui), voglio rinnovare i miei ringraziamenti all'ufficio stampa Longanesi – che mi ha dato modo di leggere il libro di cui vi parlerò oggi – e vi parlo con immenso entusiasmo del nuovo, imperdibile romanzo del grande Donato Carrisi. 

Titolo: La donna dei fiori di carta
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 170
Prezzo: € 11,60
Data di pubblicazione: 3 Maggio 2012
Sinossi: Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa. 
                                            La recensione
"Puoi togliere ogni cosa a un uomo – il rispetto, l'onore, la dignità. Ma se uccidi il suo sogno, è finita." 
Jacob Roumman, trent'anni e un'esistenza dedicata alla medicina, vive a stretto contatto con la morte. Medico da campo nell'esercito austriaco, abituato a curare soldati feriti per poi vedere ritornare gli stessi con patriottismo ed impeto maggiore davanti alla bocca vorace di un'arma, ogni giorno lotta per contrastare la gelida presenza della morte: in una professione come la sua, essa è nemica invincibile, fonte di guadagno e unica compagna di vita. E' un uomo di poche parole ed è consapevole della scarsa stima che i suoi compagni d'armi hanno di lui. Lo giudicano un debole, un fallito. E' bastata una singola lettera, infatti, per distruggere ogni sua speranza; per spezzare il filo sottile che lo legava con i suoi affetti, in una casa ormai vuota. Un tulipano di carta, inserito tra le pagine della sua consunta agenda nera, è l'unico elemento che continua a legarlo a lei, Anya: la donna che, in punta di piedi, lo ha lasciato senza più una famiglia dalla quale ritornare. Lei, la donna dei fiori di carta.
Non sa ancora che, alle pendici del monte Fumo, sullo scenario di uno scontro sanguinoso tra austriaci e italiani, l'incontro con un prigioniero dell'armata nemica cambierà la sua vita. Un intenso colloquio, consumato nell'umidità di una caverna e nell'odore di tabacco che brucia, trasporterà la sua mente in una storia dal sapore leggendario fatta di avventure e rivalità, gesti eclatanti e grandi amori. Mentre, implacabile, si avvicina l'alba che condurrà il malinconico prigioniero senza nome alla pena di morte, tre misteriose domande troveranno finalmente risposta, rivoluzionando il suo futuro e delineando nuovi aspetti di un vicino passato. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo in smoking che fumava sul ponte del Titanic?
"Racchiuso in quel gesto c'era un sentimento. Un brivido elettrico che coinvolgeva i sensi – tutti quanti. Perché tutto ciò che Guzman fumava aveva una storia. E durante quell'atto lui la la riviveva, la ripeteva e, a volte, la raccontava. Lui assaggiava le emozioni, e si emozionava."
Anime fragili che spirano nel fango e nella neve di una guerra di nessuno.
Pedine di sangue e ossa, senza nome o valore, che si afflosciano, come fiori estirpati da una mano crudele, nella polvere delle armi e nel mortale calore di un odio privo di frontiere.
Il clangore infernale di fucili che ruggiscono. Vite che, sotto forma di sbuffi di fiato, abbandonano prematuramente le loro celle di carne. Familiari disperati che si struggono, nelle loro case lontane, per la sorte sconosciuta dei loro cari, morti per il bene della patria. Forte come incenso, l'odore inconfondibile di tabacco che si consuma. Avide, un paio di labbra che aspirano piano il fumo di una sigaretta. Sbuffi grigi, anelli effimeri come ombre, che si congiungono e si completano come fanno le tempere sulla tavolozza di un artista.
Nubi sottili che lasciano orme nel tempo e aloni giallognoli sui muri. Fili di spago incorporei che, tessuti dalle mani rugose di un aedo, compongono una storia che vince il silenzio dei secoli e la ruggine del tempo. Una storia che, serpeggiando sinuosa tra le trincee innevate, i saloni dell'alta società, i porti di Marsiglia, i grattacieli della New York degli anni '30 e le suggestive vette del remoto oriente, sa essere magica e indimenticabile, mostrandoci il potere magico e fascinatorio della parola e un Carrisi sorprendentemente ispirato e poetico. I suoi precedenti romanzi – must che consiglio vivamente a tutti – gli avevano fatto meritatamente acquisire il titolo di “maestro del brivido”, portando grandi nomi internazionali a osannarlo in quasi tutte le lingue conosciute e inducendo persino i più restii ad avvicinarsi ad un genere largamente sottovalutato nella nostra penisola.
La sua penna, letale e affilata come un rasoio, aveva scavato nel fitto del male, cogliendone i più reconditi segreti e avvolgendo il lettore in un freddo mantello di brividi e di morbosa attrazione verso il mellifluo richiamo dell'abisso.Adesso, invece, con una scrittura eloquente e raffinata, imprigiona, in una delicata ragnatela tessuta d'oro e vetro soffiato, ricordi, suggestioni e sapori.
Ingredienti genuini, aromi intensi e parole confessate come incantesimi pronunciati a mezz'aria che confluiscono all'unisono in una pozione speziata e ammaliante i cui miracolosi effetti si protraggono ben oltre le tre ore scarse impiegate per portare a termine il romanzo. Cullato dalle musiche di Morricone e Hanz Zimmer, mi sono annullato per qualche tempo in un morbido abbraccio di velluto e, pur stando comodamente steso in riva al mare, senza spostarmi di un millimetro, ho viaggiato in lungo e in largo, costruendo con la mia mente atmosfere ovattate degne degli intrecci di Zafòn e fotografando paesaggi e frammenti di vita che mi hanno riportato alla mente l'umanità e il calore dei film di Tornatore.
Dei tanti personaggi e dei numerosi avvenimenti descritti in appena 170 pagine, probabilmente, fra diverse settimane, conserverò soltanto un ricordo sbiadito o una sensazione fugace. Quella magistralmente narrata da Donato è una storia, infatti, che paradossalmente ha inizio nel preciso momento in cui la lettura giunge al termine. Non si dice definitivamente addio ai protagonisti. Le nostre labbra e le nostre voci saranno il veicolo che continuerà a dar loro spirito e vita e ad arricchire le loro immaginarie esistenze con dettagli che, passando di bocca in bocca, acquisiranno nuovi significati per tutti coloro che si prenderanno la briga di prestare ascolto. Noi - ultimi aedi - li lasceremo vivere nelle nostre anime; là non invecchieranno mai e, sempre giovani, inseguiranno all'infinito i loro amori tormentati, intrecceranno i loro corpi in appassionati tanghi e, vivendo della loro abilità retorica, esploreranno le meraviglie dell'oriente, in cerca di cime anonime da battezzare col nome della persona amata e di monti che risuonano del canto di romantici corteggiamenti. Alla fine, a rimanere è le stessa sensazione che lascia un profumo: vaga, semplice, ma carica di mille ricordi ed emozioni. Un Carrisi tascabile, da portare sempre con sé come un piccolo libro delle risposte. Un racconto che si vorrebbe non finire mai."Anche quando ci sembra che siano terminate, le storie continuano in segreto. Magari a nostra insaputa. Scorrono come fiumi sotterranei. Poi, all'improvviso, riaffiorano in superficie nella nostra vita."
Il mio voto: ★★★★★
Il mio consiglio musicale: Hans Zimmer - Pearl Harbour Soundtrack

2 commenti:

  1. Ok, non l'ho letta la tua recensione perchè devo ancora leggere il libro (però poi torno a leggerla ^^)!!! In ogni caso sono contenta di sapere che ti è piaciuto, io e te abbiamo gusti simili!! :D

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  2. L'avevo già aggiunto in wishlist dopo che me l'hai consigliato sul mio blog, ma dopo questa bella recensione... ho capito, devo darmi una mossa :D

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