Pagine

mercoledì 27 febbraio 2013

A Marzo, torna Lauren Oliver. Tornano il "delirio" e l'amore. Scoppia il Chaos!

Apro le email e leggo questa notizia. Muoio.
Collasso tra uno... due... tre.
Finalmente, il secondo tassello della trilogia iniziata con Delirium (qui). Finalmente ritornano Lauren Oliver e i suoi fantastici protagonisti. Finalmente ritorna il mondo distopico che ispirerà, a breve, una nuova serie televisiva. Non sono mai stato così felice di dare il benvenuto al... Chaos. Finalmente. E, in contemporanea, il primo capitolo del tormentato amore tra Lena e Alex esce in una nuova edizione e con una nuova e splendida copertina, al prezzo speciale di € 9,90.

Titolo: Chaos
Autrice: Lauren Oliver
Editore: Piemme Freeway
Numero di pagine: 384
Data di pubblicazione: 5 Marzo 2013
Sinossi: Nel mondo di Lena l’amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo prima che raggiunga i sedici anni. Lena non vede l’ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi ed essere emarginata dalla società, ma proprio il giorno dell’esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle che ha votato la sua vita a combattere contro chi vuole renderli privi di emozioni. L’amore tra Lena e Alex comincia tumultuoso e cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge per unirsi definitivamente alla ribellione, ma purtroppo i piani non vanno come previsto… Ora Lena è da sola nelle Terre Selvagge, senza Alex, che ha visto cadere dall’altra parte della rete, senza la sua amica Hana, con cui ha litigato prima della fuga, e senza la vita che conosceva. E vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex…

Titolo: Delirium
Autrice: Lauren Oliver
Editore: Piemme Freeway
Numero di pagine: 383
Prezzo: € 9,90
Sinossi: Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...

Longanesi: Novità, anteprime e "vendicative" iniziative!

Ciao a tutti! Come state? Questa mattina, voglio parlarvi di un'iniziativa davvero molto particolare e mostrarvi alcune uscite che, lo so già, vi faranno prima esaltare, poi borbottare contro il vostro portafogli e contro giornate troppo brevi per così tanti libri. Comprendo pienamente, ma so che le vostre wishlist che si allungano all'infinito non conoscono ragioni. Proprio no! A tentarvi, questa volta, è la Longanesi, che porta in libreria vecchie e nuove conoscenze. Dopo un periodo di assenza, torna sugli scaffali la regina Anne Rice, con Risveglio, primo romanzo di una bollente trilogia, i cui seguiti sono previsti per il mese di Aprile. Pubblicato per la prima volta una trentina d'anni fa con il titolo La bella addormentata, ormai introvabile, viene ristampato dall'editore che ha pubblicato in Italia i suoi romanzi più amati: Intervista col vampiro, La regina dei dannati, Angel. Io davanti a romanzi appartenente al filone “erotico” non riesco davvero a restare serio, ma per Anne potrei fare un'eccezione, anche solo per l'originale idea di fondo. Mescolare il romanzo per adulti con la favola. Già negli anni '80, prima di Cinquanta sfumature e dell'adorabile moda dei retelling, l'autrice era proiettata nel futuro e dettava le sue personali regole. 
Da domani in libreria, il toccante romanzo di Alberto Damilano, Questa notte è la mia. Un libro vero come la realtà e forte come la speranza, con una bellissima copertina dai colori pastello e i poetici echi dei romanzi di Gremellini. Mi era sfuggita, invece, l'uscita di L'uomo del mare, romanzo di Carl-Johan Vallgren. Dall'autore di Storia di un amore straordinario – uno dei romanzi più tristi ed intensi di cui ho memoria – un'avventura sul potere salvifico dell'amicizia e sulla diversità. Inoltre, a breve, accanto ai prossimi Figli dello stesso padre e L'angelo perduto, saranno disponibili i nuovi romanzi di Donato Carrisi (previsto per l'inizio dell'estate) e di Alma Katsu (Agosto 2013). Non sto più nella pelle! :)

Titolo: Risveglio. La trilogia dei sensi
Autore: Anne Rice
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 250
Prezzo: € 14,00
Data di pubblicazione: 7 Marzo 2013
Sinossi: Lei ha dormito per cent’anni e i principi che hanno tentato di svegliarla sono morti nell’impresa. Ma poi è arrivato lui, il Principe bello e spietato, e Bella si è svegliata. Ora lei gli appartiene e lui farà di lei la sua schiava, una schiava dedita al suo piacere in una corte sensuale e perversa, dove altri giovani di sangue reale vivono la stessa situazione. Giovane, bella e disponibile a imparare, nella corte Bella conoscerà il piacere e il dolore, in un’atmosfera pervasa di erotismo e passione. Ma l’aspetta anche l’amore, che ha gli occhi profondi di un altro schiavo come lei. Anche se solo giocattoli nelle mani dei loro spietati padroni, i due ragazzi insieme affronteranno una fuga che li porterà, forse, a coronare il loro sogno…

Titolo: Questa notte è la mia
Autore: Alberto Damilano
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 256
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 28 Febbraio 2013
Sinossi: A quarant’anni Andrea è un giornalista fallito che ha abbandonato da tempo ogni ambizione di vita e di carriera. La sua sembra una storia come tante: un lavoro che non lo soddisfa, una moglie che a stento gli rivolge la parola, amici pochi e probabilmente nemmeno buoni. Solo che a un certo punto la storia cambia, perché la vita toglie, la vita dà. E talvolta per dare non ha altro modo che toglierti ogni cosa in un istante. Per Andrea, l’istante è quello in cui scopre di essere affetto da una malattia che non nomina mai, una malattia che lo priverà giorno dopo giorno di un pezzo di vita: prima i piedi, poi le mani, quindi la parola, infine il respiro. Ma è proprio allora, proprio mentre l’acqua del guado minaccia di inghiottirlo, che Andrea si renderà conto che la riva va conquistata con fatica. E che per capire gli altri bisogna abbandonare la presa su se stessi, bisogna lasciare che la vita forzi la serratura che pensiamo ci protegga e che invece ci tiene prigionieri. Sarà su una sedia a rotelle, dunque, che Andrea aiuterà Francesco, un giovane collaboratore del giornale, in una pericolosa inchiesta sugli intrecci fra politica e criminalità, e insieme tenterà di rimettersi in gioco con la donna che ha accanto. Mentre il progredire della malattia lo spingerà ad affrontare ogni giorno qualcosa di diverso e a conquistarsi, a ogni nuovo respiro concesso dalla vita, il tempo per pensare, progettare, amare.

Titolo: L'uomo del mare
Autore: Carl-Johan Vallgren
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 250
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2013
Sinossi: La vita non è stata generosa con Nella e il piccolo Robert, prigionieri di un'esistenza segnata dalla paura, col padre che entra ed esce continuamente di galera e la madre alcolizzata. E raccontare storie che infondano la speranza di un nuovo inizio è l'unico modo per sopravvivere senza impazzire. Così, giorno dopo giorno, Nella racconta a Robert la vicenda di un bambino nato, come lui, in un paesino di mare della Svezia meridionale, timido e goffo come lui, che come lui deve affrontare, oltre all'assenza dei genitori, le angherie dei compagni di scuola, spietati carnefici della diversità. Angherie dalle quali, nella vita reale, solo Nella tenta di difenderlo, lei che, a sedici anni, deve occuparsi di tutto. E se nella vita reale, a differenza del racconto, gli eventi sembrano procedere inesorabilmente verso il peggio, un giorno accade l'impensabile: l'incontro inatteso con l'uomo del mare sembra cambiare ogni cosa. Tra lui e Nella nasce un'amicizia profonda, ma in un mondo segnato dalla violenza il segreto straordinario che li lega non potrà rimanere tale a lungo...
                                              ...E la vostra miglior vendetta?
500 pagine. € 19,90. "La Gaja Scienza"
Per festeggiare il successo clamoroso del nuovo romanzo di Wilbur Smith, la Longanesi ha organizzato qualcosa per coinvolgere tutti i lettori e gli appassionati di thriller.
E' semplicissimo: qual è la vostra miglior vendetta? Una nefandezza fatta a un/a ex? Uno scherzo riuscito particolarmente bene? Scrivetelo (anche molto brevemente) nei commenti ai post pubblicati sulle pagine facebook della casa editrice (qui) e dell'autore (qui) e ci penseranno gli addetti ai lavori a inserire le frasi direttamente sull’immagine e a creare l’album! La vostra vendetta sarà più divertente o più spietata di quella ideata dal maestro della suspance nel suo Vendetta di sangue? Divertitevi e mettetevi alla prova. Come si dice, è un piatto che va servito freddo...

martedì 26 febbraio 2013

Recensione: The Sessions - Sessioni d'amore, di Cheryl Cohen Greene e Lorna Garano

Ciao a tutti, amici! Questa mattina, due recensioni in una. In occasione dell'uscita al cinema di The Sessions – Gli incontri, grazie alla Corbaccio, ho avuto modo di leggere il romanzo che l'ha ispirato e di confrontarlo brevemente con il film. Ve li consiglio entrambi! Buona lettura... e buona visione, M.
 
Titolo: Sessioni d'amore
Autrici: Cheryl Cohen Greene; Lorna Garano
Editore: Corbaccio
Numero di pagine: 286
Prezzo: € 16,40
Sinossi: "Sessioni d'amore" si apre con la storia di Mark O'Brien, poeta e giornalista di Berkeley, imprigionato in un polmone d'acciaio a causa di una poliomielite contratta da bambino e che grazie a Cheryl Cohen Greene non solo riesce a scoprire cosa significhi avere una relazione sessuale, ma anche ad aprirsi a una storia d'amore... Il regista Ben Lewin ha tratto da questa esperienza il film premiato al Sundance Festival "The Sessions" con Helen Hunt e John Hawkes. Per quarant'anni, infatti, Cheryl T. Cohen Greene ha lavorato fianco a fianco con psicoterapeuti in qualità di "partner surrogata" aiutando le persone a confrontarsi, a prendere in considerazione e infine ad accettare la propria sessualità. In "Sessioni d'amore" troviamo storie commoventi intrecciate con la storia di una vita straordinaria: quella di Cheryl che, nata negli anni Cinquanta in un ambiente rigidamente cattolico e educata a considerare il sesso e il desiderio sessuale come qualcosa di profondamente sbagliato, ha lottato tutta la vita per emancipare se stessa e gli altri da questa visione distorta e mortificante. E grazie al suo lavoro delicato e complesso, Cheryl ha consentito a tante persone impossibilitate per le ragioni più varie ad avere normali relazioni sessuali, di costruirsi una vita sentimentale felice ed equilibrata.
                                                       La recensione
"Andare da una prostituta è come andare al ristorante. Scegli quello che vuoi dal menù, mangi, e quando te ne vai il proprietario spera che torni presto e che porti altra gente. Andare da una partner surrogato è come andare a scuola di cucina. Impari le ricette, sviluppi abilità, espandi l'orizzonte dei sapori e quando hai finito possiedi una nuova conoscenza."
Nel nostra difficile e antica lingua, tra congiuntivi che diventano malattie della vista ed oscure parole ignote ai più, ogni cosa ha un nome specifico. In un vasto dizionario, ricco di lemmi ed eccezioni, non c'è spazio per omonimie e dubbi.
Chi lavora con il legno è un falegname, chi lavora con le tempere è un pittore, chi lavora con le parole è un poeta o un insegnante. Chi lavora con il sesso, invece, è una prostituta. Ma se non fosse tanto semplice? Se dietro a battute sconce, pregiudizi e risatine ci fossero verità da scoprire e vissuti personali da rivalutare?
Anche se non sembra, io parlo poco. Pochissimo. Ma in compenso sono un paziente e attento ascoltatore. Le conferenze mi annoiano facilmente. Io ascolto storie. Quella narrata in Sessioni d'amore è una curiosa storia vera. Gentile, onesta e umana, come lo è la donna che l'ha vissuta e portata su carta: Cheryl Cohen Greene. E' stata a lungo una partner surrogato. In più di trent'anni di carriera ha tenuto quasi novecento sessioni; ha avuto novecento pazienti, tra uomini e donne in conflitto con loro stessi e la loro vita tra le lenzuola. Credono in Dio, ma solo per avere qualcuno con cui prendersela. Sono malati, difettosi fisicamente o emotivamente, ma non asessuati. Non stanno bene con sé stessi e non stanno bene con gli altri. L'incapacità di relazionarsi con il proprio sesso li rende distratti al lavoro, infelici; compagni di vita incostanti e individui sentimentalmente anonimi. Pagano Cheryl, su consiglio di specialisti affermati, perché li aiuti a gestire i problemi del cuore, e non solo. Nel corso di un paio di incontri mensili, lei diventa il loro medico, la loro guida, la loro confidente, la loro amante. Escono dal suo studio, guariti nello spirito e sereni, e alla protagonista si spezza il cuore ogni volta. Perché a rivolgersi a lei non sono pervertiti o coniugi con la mania degli scambi di coppia, ma i migliori. Persone pure, quiete, intelligenti, nobili d'animo, ma imperfette (come lei, che da bambina scoprì di soffrire di dislessia e che divenne sterile a nemmeno trent'anni), che la rendono ogni volta platonicamente innamorata. Della vita, del genere umano, dell'amore e della sua professione.

Nata in bui anni di bigottismo, fa uno schietto excursus sull'America del passato e, senza risparmiare nessuno, parla di come, a lungo, per la chiesa e le famiglie conservatrici del tempo il sesso abbia costituito un argomento tabù. Un peccato mortale impossibile da espiare. I risultati di tale ignoranza erano concreti e tanti suoi coetanei, più per il gusto di trasgredire che per una loro segreta curiosità, passavano i sabati sera nudi e appiccicati sui sedili posteriori delle utilitarie dei loro austeri genitori. Nascevano bambini non voluti; si diffondevano malattie e rimedi ancora più dannosi delle stesse; adolescenti senza più famiglia e sogni finivano per strada. E' stato così che, a quattordici anni, Cheryl ha perso la sua verginità con il ragazzo più egoista e sbagliato di tutti. Ma la sua vita è continuata. Si è innamorata ancora, ha amato alla follia (e contemporaneamente) due uomini diversi, ha avuto due figli di cui essere fiera, ha collezionato gioie e dolori, ha formato una famiglia meravigliosa e stramba, ed ha scritto questo bel libro. Per condannare la disinformazione, per spingere ognuno a inseguire il piacere, per dimostrare che stare bene nell'intimità rende anche persone migliori... Mentre le pagine scorrono - tra erotismo, perdite e simpatici aneddoti – seguiamo la narratrice col suo corpo che cambia, con la malattia che incombe sulla sua odiata vecchiaia, con l'avvento dell'AIDS che fa morti e notizia, con la chiamata di Hollywood. Dall'infanzia fino al momento in cui, un bel giorno, scopre che la sua storia diventerà un film e che, nel weekend successivo, avrà un appuntamento più importante del solito; sul set del “suo” film, con le star Helen Hunt e John Hawkes che le chiedono una speciale consulenza. Sessioni d'amore è una biografia, un piccolo saggio che ha il ritmo e i briosi dialoghi di un buon romanzo. Acuto e sincero, ha la schiettezza di chiamare ogni cosa con il proprio nome e, senza imbarazzi, quella che in un Harmony sarebbe definita tra le mie incontrollabili risate “il fulcro del di lei piacere” (ogni riferimento a E.L James non è puramente casuale) è chiamata “vagina”. 
Perché non è una parolaccia o il pittoresco nome di una cittadina del Nebraska! 
E' approfondito, esplicito, ma mai volgare o indelicato. Come un nudo e una scena di sesso che non fanno scandalo. Se sembra quasi un paradosso, è perché non vi è ancora capitato di vedere il film. Delle tante storie trattate nel libro, tra uomini con ansie da prestazione e donne insoddisfatte della grandezza dei loro seni, The Sessions racconta quella di Mark O'Brien – un quarantenne bloccato su una lettiga dalla prima adolescenza, che non ha mai visto il suo corpo d'adulto e non ha mai conosciuto la tenerezza di una donna. La sua vicenda è solo un capitolo all'interno della vita di Cheryl, ma è il primo che leggiamo. Il più importante. Il film è di una leggerezza straordinaria, ma tutt'altro che impalpabile: commovente, essenziale, vitale, fragile e pieno di bontà. Una commedia indipendente che, grazie a due grandi protagonisti, inneggia maliziosa e poetica alla vita. Alla scoperta della propria bellezza e della felicità... felicità che, nella costituzione americana, è un diritto dell'individuo. Non una vergogna da censurare.
Il mio voto: ★★★

sabato 23 febbraio 2013

Mr. Ciak #4: Beautiful Creatures. La Sedicesima Luna

Ciao a tutti! In questo sabato piovoso, che mi vede bloccato a casa, voglio proporvi la recensione di un altro film molto atteso: Beautiful Creatures, tratto dal romanzo La sedicesima Luna (qui). Ve lo consiglio caldamente! Buona serata e buona lettura, M ;)

 
Ma quanto può essermi piaciuto questo film?
Davvero, ne sono entusiasta, quindi la mia recensione sarà tutt'altro che oggettiva!
Vi dico che ho gli occhi a cuoricino come l'Emoticon di Facebook! Ho amato il libro, che, fino a questo momento, è l'unico romanzo letto in questo 2013 a cui abbia assegnato cinque stelline piene piene... Come poteva non essere altrimenti anche con il film? Le premesse erano disastrose. Attori con le facce da trentenni che interpretavano studenti liceali, un regista che – con alle spalle tutta una serie di commedie romantiche – non reputavo all'altezza della situazione, effetti speciali di serie B, nemmeno due ore per condensare più di 500 pagine di romanzo. Temevo di assistere a una catastrofe annunciata. Eppure, sin dalla prima scena, ho capito che l'avrei adorato. Moltissimo. Dopo Ps. I love you, il regista Richard LaGravenese ha avuto la fortuna e l'occasione di rendere sul grande schermo il best-seller di Kami Garcia e Margareth Stohl: il passaggio è stato graduale, delicato, magnifico. La sua padronanza con i sentimenti e i drammi ha fatto sì che la storia d'amore tra Ethan e Lena fosse perfetta. Proibita, emozionante, emotivamente coinvolgente e con il grande pregio di far cessare ogni litigio tra i due giovani protagonisti con una risata, una battuta sarcastica o un bacio. Proprio come nel romanzo. A far da sfondo, una cittadina costruita sul pregiudizio, nubi dense di pioggia, celi che si aprono sulla scia di tornado improvvisi, nevicate regalate per un bianco e dolce Natale. Gli effetti speciali, che io stesso ho criticato, mi hanno sorpreso in positivo. Sono ponderati, semplici, mai eccessivi, ma di grande impatto.
Non di prima qualità come in un kolossal americano, ma adattissimi per cullare lo spettatore in un'atmosfera gotica, inquietante e carica di charme che, inevitabilmente, ricorda quella dei magici film di Burton. LaGravenese non è Burton, questo no, ma la capacità di dare lo giusto spazio, all'interno di un solo film, a tanti temi ed elementi, al soprannaturale e ai capogiri della gioventù, non è inscritta nel DNA di tutti i cineasti. Il suo adattamento ha carattere, un'identità ben rimarcata, classe. Classe che si vede nella particolare messa in scena (suggestivo l'arredamento della magione “stregata” dello zia Macon) e nella scelta di un cast variegato e originale. Ci sono Emma Thompson e Jeremy Irons – due mostri di bravura, due garanzie, due calamite per gli sguardi di ogni spettatore – ma accanto a loro sono stati inseriti due ragazzi che, a prima vista, avevo giudicato fuori luogo: Alice Englert e Alden Ehrenreich. Praticamente due sconosciuti. Loro, ancora più delle brave Emmy Rossum e Viola Davis, sono stati la rivelazione della pellicola. Lui in particolare, nelle prime clip, sembrava recitare con l'intensità di un cane bastonato. Invece il suo Ethan è divertente, ottimista, più belloccio di quanto lo immaginassi nel romanzo, ma altrettanto profondo.  
Alice non ha gli immensi occhi verdi di Lena o una bellezza che lascia senza parole, ma è stato proprio il suo essere così sé stessa ad avermi convinto. E' carina, ma non nel senso convenzionale del termine. 
Ha un viso da brava ragazza, un modo naturale e spontaneo di rapportarsi col personaggio e la telecamera. Mi è piaciuta, almeno quanto Alden.
Era la ragazza dei miei sogni tra le pagine di La sedicesima luna e, sebbene con lineamenti più comuni di quelli che immaginavo nei miei personali “remake” del libro, in cui al suo fianco c'ero io (non quel guastafeste di Ethan, che perdono lo stesso per il terribile affronto che mi ha fatto!), lo è stata anche nel film. Anche con una famiglia sfoltita di qualche membro, nessuna bizzarra prozia alla quale presentarla e meno esposta alla cattiva influenza dell'irresistibile cugina Ridley. Per Alden ed Alice sono cuciti dialoghi brillanti, pungenti, realistici, intelligenti, pieni di ritmo e verve che, pur lontani dai sentimentalismi, sono anche in grado di regalare splendide frasi e preziose perle. Quando si tratta di trasposizioni cinematografiche, lo sapete, sono ipercritico. Tutto deve essere la fotocopia identica del libro, altrimenti non c'è storia. In Beautiful Creatures, tuttavia, ci sono un mare di cambiamenti. Il libro, in verità, aveva come unico difetto il fatto di essere leggermente prolisso. Ma si sa: io adoro le storie prolisse. Snellito di qualche dettaglio di troppo, il film è invece veloce, fresco, coinvolgente, sensuale, vintage. Un po' anni '60/70.
Adatto ai giovani e ai meno giovani, regala una ricostruzione storica svelta e piacevole, favorita dall'uso di onirici e fumosi flashback, e un senso di benessere istantaneo; sospiri sognanti.
La parte finale costituisce quasi un intreccio a sé e tanti comprimari vengono eliminati del tutto o ridotti a fugaci comparse. Lì per lì, l'intero cinema, davanti alla mia delusione, avrebbe potuto rischiare di sentire me che, nel mezzo dello spettacolo, sbraitavo: “Ma no, la storia non va così!”. Nella scena successiva, però, avevo fatto pace con la vita, il mondo e gli sceneggiatori. Tanto era stato spoilerato nelle prime réclame televisive, quindi la svolta imprevista ed inedita che la storia ha preso mi ha lasciato di stucco. Confuso e felice, come canta Carmen Consoli. Il finale è perfetto. C'è meno azione e qualche colpo di scena aggiunto, ma a conti fatti l'ho trovato più efficace e memorabile di quanto non fosse nel romanzo. Quasi quasi, sarebbe ottimo anche per un film autoconclusivo: con qualche punto in sospeso, sì; ma malinconico, commovente, appassionante, imprevisto, sapientemente architettato. Spinge a continuare ad acquistare gli altri romanzi della serie o ad iniziarla. E' la ciliegina su una torta già squisita. Andatelo a vedere, che abbiate amato il libro o meno. Facciamo sì che scali vittoriosamente il botteghino (in America, purtroppo, i risultati non sono stati rosei) e che i produttori concedano i diritti per il sequel. Vale pienamente il prezzo del biglietto, fidatevi!
Il mio voto: 



giovedì 21 febbraio 2013

Recensione: Memoria - Multiversum, di Leonardo Patrignani

Ciao a tutti! Questa mattina, la recensione di un romanzo di recente uscita. Forse, uno dei più attesi in questi primi mesi dell'anno. Dopo Multiversum (la mia recensione qui), Leonardo Patrignani e i suoi giovani protagonisti tornano per il secondo capitolo di una fortunata trilogia, inaugurata lo scorso anno e già tradotta in dieci lingue. Le mie impressioni? Tutto nella recensione! Ringraziando la Mondadori e l'autore, vi auguro una buona lettura ;)
In quel bacio c'era il ciclo della natura che iniziava, si evolveva e terminava, per poi rinascere ancora. C'era l'amore. La loro fortezza inespugnabile. Il loro scrigno segreto. Oltre la vita, oltre l'eterno. 
 
Titolo: Memoria. Multiversum
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 331
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2013
Sinossi: Alex, Jenny e Marco hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire perdersi nelle infinite strade del Multiverso. Ora, però, non sanno come uscire da Memoria, una dimensione mentale, non meno chiusa di una gabbia, nella quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine della loro civiltà, una nuova Era comincia sul pianeta Terra. 
Ma in che modo si possono usare i ricordi per fuggire da Memoria e scampare all'eterna condanna? Quali segreti disseppelliti dal passato permetteranno loro di risvegliarsi nel futuro?
                                                       La recensione 
Ed è finito. Così. Veloce come è iniziato. Troppo in fretta.
L'epilogo. La fine. The end. I ringraziamenti conclusivi, e giù il sipario.
Il capitolo centrale di una delle più fortunate trilogie italiane, dopo qualche intensa ora di lettura, è riposto sullo scaffale, accanto al suo bel predecessore. Com'è stato? Difficile spiegarlo. Quasi impossibile stilare il racconto di un viaggio intrapreso a cavallo di tutte le dimensioni possibili, ed eppure custodito in una piccola bambola russa a forma di libro; riposto in una libreria, compresso tra le righe di una prosa che sembra crescere di opera in opera, destinato a ricondurmi alla familiarità della mia casa solo ad avventura ultimata. Memoria ha inizio esattamente dove Multiversum si era concluso.  
In maniera violenta, nervosa, repentina, sono stato costretto a ricordare. Di Alex, Jenny e Marco. E di una Barcellona spettrale animata da ricordi collettivi. E di un orizzonte piatto come un bianco vuoto cosmico. Sono stato catapultato lì dalla prima pagina. Io e i protagonisti ci siamo rivolti sorrisi timidi, di circostanza; gli stessi che ci si scambia con un amico che non si vede dal suono dell'ultima campanella prima delle vacanze estive. Sono stato subito messo al corrente degli attimi di vita che mi ero perso. I primi diverbi, le prime divergente, le prime crepe sullo scudo di tre sopravvissuti al fuoco, alla distruzione e al respiro smorzato della Terra che muore. Attimi che durano un centinaio di pagine, qualche giorno, o un paio di secoli. Magari cinque. Giriamo pagina e, d'un tratto, le spire nebbiose della nebbia di quel limbo senza tempo si staccano una ad una, cadendo a terra come pelle vecchia insieme ai limiti fisici che rappresentano. E' una sorta di gioco di prestigio, ma senza trucchi. In una pagina siamo a Memoria, nell'altra i nostri piedi sono oltre la soglia del futuro. Quello che nessuno della nostra generazione potrà mai vedere, ma che per i tre amici è reale. Grattacieli che bucano le nuvole, al di là di un banco di onde e di un letto scavato in vetro infrangibile. Un nuovo inizio, un nuovo cielo, ma sempre loro. Giovani, speciali, all'improvviso lontani. Dalle partite di basket, da lunghe vasche da percorrere a frenetiche bracciate, da siti da penetrare a colpi di click. Lontani tra loro, sballottati negli abissi dello spazio e del tempo, ma non dai lettori, che, dopo un anno di attesa, li seguirebbero in capo al mondo... La conoscenza di una nuova società distopica ha inizio.
I suoi retroscena, i suoi torbidi doppi giochi, si leggono tra i pensieri di Ben, un uomo dalla libertà negata che viaggia su un sottomarino a ventimila leghe sotto i mari: passeggero, accorto impiegato, prigioniero (in)consapevole di un'autorità che gli dà denaro e aria da respirare, ma tenendolo sotto la minaccia di uno schiaffo. Allontanarsi dalle rotte stabilite è proibito. Ribellarsi è mortale. 
Ma un segreto lo aspetta sul fondale, e con esso una prima ragione per lottare. In maniera imprevedibile, oltre ogni logica e certezza, la sua vita è legata embrionalmente a quella di Marco, Jenny ed Alex. Nati in un'epoca remota di cui non restano che cimeli nel mare immenso, ma che è ad appena un battito d'ala dalla sua: un'altra faccia del dado lanciato dal destino. La prossima.
Multiversum era la novità. Tutti l'avevano adorato per quello. Presentato come la storia di un amore inafferrabile, aveva sorpreso critici ed editori con un intreccio imprevisto e con una freschezza d'espressione considerata, in ogni campo della narrativa per ragazzi, ormai sacrificata in nome del sacrosanto cliché. Leonardo Patrignani aveva incantato tutti, aveva guardato l'apocalisse negli occhi e, in un esordio audace e coraggioso, aveva sposato la teoria della relatività e consacrato in nome di essa il tenero affetto di due innamorati: cuori in una tempesta elettromagnetica. Scrivere il capitolo secondo della trilogia dev'essere stato un'impresa complessa su tutti i fronti. C'erano un'infinità di nodi da sbrogliare, domande alle quali dare risposta, aspettative (altissime) da mantenere, tempi di consegna da rispettare, una verità (quasi sempre vera) con la quale confrontarsi: un romanzo intermedio è una creatura dalle forme sfuggenti; un passaggio – spesso troppo brusco - tra le sorprese dell'incipit e i colpi di scena del capitolo finale. Nel mio piccolo, posso dire che l'esito finale non è stato buono... di più! Il nuovo romanzo è più universale, più spettacolare, più immediato. Scritto notevolmente meglio ed architettato con una maestria di internazionale e “nolaniana” influenza, ci mostra un Patrignani professionalmente cresciuto in modo esponenziale nel corso di un unico e proficuo inverno. 
Quasi irriconoscibile in una prosa che, oramai, non ha più nulla di acerbo e scolastico, rafforza il suo valente intreccio con accostamenti forti e originali, figure retoriche sparse generosamente come piccoli cammei e nuovi personaggi che trovano una perfetta connotazione anche in un “cast” già consolidato, amato, affiatato. Vero, ci regala una decina di pagine in meno rispetto al primo, ma in esse troviamo un personaggio che finalmente ha il ruolo a lui più congeniale: quello di protagonista. Il solo ed unico Marco, che - su una sedia a rotelle o sulle proprie gambe, orfano o parte di una famiglia felice – è adorato dai lettori in qualsiasi piano spazio temporale si trovi a vagare: un perfetto nerd, un eroe esemplare, il custode delle vibrazioni impercettibili del multiverso. Volendo spaccare il capello in quattro, l'unica nota stridente – accanto ad un inizio un po' troppo dispersivo – l'ho trovata nella caratterizzazione della Terra del futuro. E' resa con la giusta vaghezza in modo da lasciare punti in sospeso per il sequel, ma, seppur nelle linee generali, mi ha ricordato quella di due recenti romanzi del genere sci-fi: La colonia sommersa (una distopia subacquea) e Across the universe (una cupa e claustrofobica Odissea nello spazio). Ma sono io che, probabilmente, leggo troppo di tutto! La sensazione è durata poco, spazzata via da una serie di inaspettati colpi di scena che mi hanno lasciato a balbettare frasi senza senso: “Ma oh! Ma cavolo! Ma wow!”; la bocca che formava una “O” e che, allo stesso tempo, avrebbe voluto ridere e ridere davanti a una sorpresa di tal genialità. Memoria è un libro che non brilla e non vuole brillare della luce riflessa del capostipite della saga. Vivo, scritto su misura dei lettori, sa rinnovarsi dall'interno, cercare nuove mete, inseguire nuovi scopi, mettersi alla prova con tentativi che – anche se non sempre riusciti alla perfezione – mostrano la voglia dell'autore di non accontentarsi del primo applauso strappato alla platea. Il primo, nel finale, mi aveva lasciato forse più appagato; questo ha fatto sì che percepissi un po' dell'incombenza e dell'ansia della fine di un lungo viaggio. Il primo era un uragano, questo è il Big Bang. Ho tante domande, un groppo alla gola che non mi spiego, una forte curiosità da sfamare. Aspetterò. Il terzo capitolo – in una vita o nell'altra – l'ho amato già. Non è preveggenza. E' Multiversum.
Il mio voto: ★★★★ +
Il mio consiglio musicale: Queen - Who Wants to Live Forever

martedì 19 febbraio 2013

“Hybrid” e “The Selection”: Distopia è magia!

Ciao a tutti, cari lettori! Mentre Febbraio corre veloce, voglio presentarvi due delle novità più intriganti che il prossimo mese ha in serbo per noi. Due distopici, perfettamente al passo con le mode e i tempi, ma che personalmente attendo con ansia indicibile da quando mi capitò di leggere le anteprime americane: Hybrid – Quel che resta di me e The Selection. Il primo colpisce subito per una storia originale ed emozionante, che a grandi linee può riportare alla mente i colpi di scena, gli amori e le innovazioni dell'Ospite di Stephanie Meyer. Il secondo è una storia da fiaba fantascientifica che ha ispirato una serie televisiva della CW, prevista per l'anno prossimo sul piccolo schermo. I loro segni particolari sono due cover meravigliose e trame che ci lasciano sempre piacevolmente stupiti dinanzi alle novità e alle tematiche con il quale un genere, seppure per ragazzi, sa continuamente rinnovarsi. Fortunatamente, non ci tocca aspettare tanto... ma in tutto ciò c'è una nota negativa. Curiosando sul web, ho scoperto che la copertina del romanzo di Kat Zhang è stata cambiata, ma non vi so dire se si tratti di una versione provvisoria o della definitiva. Sebbene non mi dispiaccia particolarmente, prego che sia una semplice prova degli editor e che la Giunti Y farà alla fine la scelta più saggia: regalare ai suoi lettori la bellezza, la malinconia e la poesia della bellissima copertina originale. Cosa ne pensate? :) Un abbraccio e a prestissimo, M.
Il post è stato aggiornato con la copertina ufficiale di Hybrid.

Titolo: Hybrid – Quel che resta di me
Autrice: Kat Zhang
Editore: Giunti Y
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 12,00
Data di pubblicazione: 6 Marzo 2013
Sinossi: In un futuro distopico, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l'anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell'infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un'aberrazione da correggere. Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua seconda anima ancora attiva. È proprio Eva la voce narrante che ci fa vivere le emozioni dal suo punto di vista. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l'altra parte di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l'una dell'altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l'esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto e le due vengono rinchiuse in un agghiacciante centro per ibridi non resettati. L'unico modo per sopravvivere entrambe è una fuga impossibile.

Titolo: The Selection
Autrice: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 17,90
Data di pubblicazione: 12 Marzo 2013
Sinossi: In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare...

sabato 16 febbraio 2013

Recensione: Il bacio di Jude, di Davide Roma

Io non sono più Jude Westwick. Non potrò mai più guardarmi allo specchio senza pensare alla mia natura. La mia vita sarà un'imitazione della vita.

Titolo: Il bacio di Jude
Autore: Davide Roma
Editori: Sperling & Kupfer
Numero di pagine: 290
Prezzo: € 17,90
Sinossi: La vita in un paese piccolo come Twindale, Massachusetts, può essere noiosa. Molto noiosa. Ma Jude Westwick, diciassette anni e un animo ribelle, ha trovato un modo tutto suo per evitare la monotonia della provincia: infrangere ogni regola. Ecco perché si diverte a fumare nel cortile della scuola proprio sotto il cartello "vietato fumare", e a fare a pugni nei corridoi solo per attirare l'attenzione di Emily, la biondina per cui si è preso una cotta colossale. Ed ecco perché il preside ha deciso di punirlo. Costringendo lui, e il suo migliore amico Big Head, a passare il sabato pomeriggio in biblioteca. Jude è furioso. Eppure, quel pomeriggio, la sua vita cambierà per sempre. Infatti, sfogliando i vecchi giornali dell'archivio, s'imbatte nella notizia di un efferato fatto di sangue, consumato quarant'anni prima, proprio nel sotterraneo della casa in cui abita con i genitori. Incuriosito, decide di cercare il passaggio per il sotterraneo e scopre così un segreto terrificante: una stanza chiusa a chiave da sempre, piena di misteriosi volumi vergati a mano. Volumi che parlano di lui. In quella stanza è sepolto l'intero destino di Jude. Un destino spaventoso, oscuro, crudele. Ma il destino è davvero ineluttabile? O c'è un modo per cambiare ciò che è già scritto? Grazie all'amore di Emily, e all'aiuto di Amber, una tormentata ragazza dai capelli rossi come il fuoco, Jude dovrà imparare a conoscere la sua vera natura e a dominarla. Compiendo così la scelta più difficile di tutte...
                                                       La recensione 
Jude Westwick è un ragazzo come tanti. Forse solo più avvenente - con i suoi lineamenti da star dei telefilm americani - dei suoi anonimi compagni di liceo. Ha una disordinatissima stanza tappezzata di poster, un castello di cd accanto al letto, amici da contare sulle dita di una mano e due genitori un po' assenti, che lo lasciano vegetare, senza mai troppe storie, in una piacevole monotonia di giorni scanditi da musica rock, da interminabili maratone cinematografie in compagnia del brillante Big Head, da sigarette aspirate assieme al gusto del proibito e da piccoli atti di ribellione adolescenziale per farsi beffa dell'ingessata autorità degli adulti. Ma lui sembra soltanto un ragazzo qualunque. Una matricola di una scuola superiore del Massachusetts, un nome tra tanti in un registro di classe. Non lo è. Il suo nome è scritto sui papiri degli antichi, in leggende e in incredibili profezie, nei piani imperscrutabili di chi brama il suo potere per sé. E il romanzo che vede protagonisti lui, il suo bacio e il tetro destino che lo aspetta non è il banale urban fantasy che io, a prima vista, mi sarei aspettato. Le apparenze ingannano e, proprio al di là della loro soglia, si nascondono impensati colpi di scena. Sorprese scioccanti, relative al destino di un ragazzo, degli uomini tutti e della letteratura young adult nostrana. Sorprese che, talora, si rivelano tremendamente piacevoli. 
Il mondo è custodito tra i palmi di Jude: mai stato così drammaticamente in bilico. Ad un suo schiocco di dita, potrebbe bruciare come lo stoppino di una candela o tornare a splendere in una dimenticata età dell'oro. Potrebbe essere la fine o l'inizio di ogni cosa. Vita o morte, bene o male sono da scegliere sulle due facce di una moneta lanciata per aria. Al solo pensiero, i cuori degli abitanti di questo nostro pianeta alla deriva potrebbero cominciare a tremare forte. Eppure pregare potrebbe non essere del tutto inutile, questa volta. Jude, in fondo, ha già realizzato una mia mezza preghiera. Lui, che è il Personal Jesus di cui cantavano – anni fa, o forse appena ieri? - gli eterni Depeche Mode. Non ha fermato guerre, aperto i mari come fossero ventagli di acque, risanato la crisi riempiendomi di soldi, libri e pace. Nulla del genere. Mi ha dimostrato che vale la pena battersi per l'urban fantasy, sfidando i giudizi di chi reputa il dedicarsi alla stesura di storie simili un'assoluta perdita di tempo e di chi stima un genere così nuovo già giunto al tramonto della sua esistenza – pensiero quest'ultimo che, con grande scoraggiamento e delusione, è passato spesso per la testa anche a me. Davide Roma, al suo esordio, è capace di descrivere la monotonia della quotidianità alla perfezione, ma riempiendola d'entusiasmo e surreale e travolgente furore. Ha uno stile cinematografico, secco, veloce, ma mai sterile. 
La sua scrittura trasuda intelligenza, sana ambizione, consapevolezza. Nonostante la storia sia semplice, giovanile e avventurosa, essa riecheggia di echi filosofici sapientemente inseriti in una cornice paranormale; talora semplificati con scaltrezza, talora concretizzati alla lettera con affascinante audacia (brevi riferimenti alla teoria del rasoio di Occam accenni al super uomo di Nietzsche, ammiccamenti al De Principatibus del Machiavelli...).
Trasuda una forte cultura classica, ma allo stesso tempo veste con grande versatilità una bandiera a stelle e strisce che gli calza alla perfezione, senza nemmeno una piccola grinza o una toppa sui gomiti. Un consiglio che si dà agli esordienti è il forse banalissimo “Scrivi di quello che sai”, ma cosa c'entra esattamente un nostro conterraneo - che si divide tra Roma e Milano - con armadietti, balli scolastici di Halloween, partite di basket alla TV e altri elementi tanto cari alla consolidata tradizione americana? All'inizio non avevo risposte a questa domanda e pensavo che la storia di Davide, tanto lontana dal nostro Stivale, potesse cadere in qualche forzatura o contraddizione. Le ipotesi, a lettura ultimata, sono due: o qualche viaggio all'estero, nel suo caso, deve aver fatto miracoli o ha scoperto nei serial e nei film americani un'efficace ed inesauribile fonte di documentazione. E pensare che io li guardo solo per oziare in poltrona! La sua opera prima ha un'innegabile e naturale aura di internazionalità, la stessa che avevo scorto lo scorso anno nel fortunato Multiversum di Leonardo Patrignani. L'autore snoda i fili della sua trama tra divertenti sfide a biliardo, deliziose cene a base d'aragosta capaci di far venire l'acquolina in bocca e gli spettri, le cicatrici e le amarezze di una guerra combattuta lontano da noi, ma assai vicina nel tempo.
Con un inizio che ricorda volutamente un episodio di Dawson's Creek e il film Breakfast Club (“Don't you forget about meeee...”, ve la ricordate?), si trasforma gradualmente in un fantasy tra il sacro e il profano; al confine con il mistico, l'esoterico e la spy-story, in cui nemmeno l'onnipotente Jude – che non è un demone, un vampiro, un folletto o un lupo mannaro – è immune ai richiami dell'amore e della figura geometrica più in voga del momento in campo sentimentale: il triangolo. Ma no, non preoccupatevi. Questo romanzo è più "Io sono il numero quattro" che "Twilight". Più "Kyle XY" che "The Vampire Diaries". E l'eponimo eroe (?) ricorda più un simpatico Peter Parker alle prime esperienze che un rubacuori destinato a fare faville con i membri del sesso opposto. Ha ottimi gusti musicali, guarda bei film e il suo migliore amico è un genietto con il cervello più grande dei bicipiti. Razionalmente, sa di dover seguire l'esempio dell'accorto Ulisse, ma finché è ancora giovane e la notte è lunga vuole sperimentare quanto possa essere figo imitare gli egocentrici eccessi di Achille piè veloce. L'amore, per lui, ha due volti: quello della bionda e angelica Emily e della volitiva Amber, una punk rosso peperoncino. Il rapporto tra Jude e le due è complicato, ma essenziale, descritto con semplicità, sensibilità, malinconia e sentita emozione. Senza una parola di troppo, ma enfatizzato e sfumato dolcemente per mezzo di raffinate e sottili ellissi narrative. Questa ne è un esemprio: “Se ne stavano immobili, seduti nel semibuio, mano nella mano (…) a raccontarsi il passato pensando al futuro”. Il bacio di Jude è il primo romanzo di una trilogia. Rivela poco, pochissimo, ma mi è sembrato di avere a che fare con il mondo che racconta da sempre. Ci sono ancora cose da scoprire, ma molto è stato letto nell'arco di quasi 300 pagine. Si ha un senso di appartenenza, di profondo appagamento, di pienezza.
Il verbo di Jude comincia a mietere adepti. Io sono tra loro.
La sua parola è legge. Perciò, così sia.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Depeche Mode – Personal Jesus (The Stargate Mix)